Gli Oklahoma City Thunder possono davvero battere il record siglato da Stephen Curry e compagni nel 2016? Ecco cosa dicono le statistiche
Il campione statistico non è ampio ma è sufficiente per interrogarci una volta per tutte: gli Oklahoma City Thunder hanno iniziato la migliore stagione regolare di sempre? Il record di 73 vittorie e solo 9 sconfitte dei Golden State Warriors durante la regular season 2015-16 rimane complicato da raggiungere. Allo stesso tempo, però, le statistiche cominciano a parlare chiaro: il paragone tra la squadra guidata da Shai Gilgeous-Alexander e gli allora Warriors trascinati da Stephen Curry sta diventano sempre meno azzardato.
Il paragone con gli Warriors dei record
Partendo, ovviamente, dalle incredibili similitudini storiche e tecniche delle due squadre. Così come gli Warriors iniziavano il campionato dopo aver conquistato il loro primo titolo NBA contro i Cavs di LeBron James martoriati dagli infortuni, allo stesso modo i Thunder si sono presentati ai nastri di partenza con un anello che ha aumentato la fiducia nei propri mezzi. Ma non solo. Entrambe le franchigie, giova ricordarlo, possono o potevano contare sull’MVP in carica nel proprio roster. Da una parte Stephen Curry, che da lì a poco avrebbe vinto il suo secondo premio come miglior giocatore della lega. Dall’altra Shai Gilgeous-Alexander, fresco di premiazione l’anno scorso e pronto a contendere il trofeo con Nikola Jokic in questa stagione.
Le statistiche a favore di OKC
Le coincidenze, però, non bastano. Ad aiutare la possibile cavalcata trionfale di OKC sono le statistiche tradizionali e avanzate. Dopo ventuno partite disputate, il record di Shai e compagni segna 20 vittorie e solo una sconfitta. Leggermente meglio gli Warriors per i quali, dopo 20 partite, la parola sconfitta non esisteva ancora nel loro personalissimo dizionario. Alla pausa dell’All-Star Game, il grande giro di boa della stagione, il record di Golden State era 48-4. Un dato confortante rispetto agli obiettivi non dichiarati dalla squadra allenata da coach Mark Daigneault. Le statistiche avanzate, se possibile, completano il quadro. I Golden State Warriors chiudevano la stagione regolare 2015-16 con un offensive rating di 114.5, un defensive rating di 103.8 e un net rating di +10.7 (ovviamente il migliore della NBA). Ad oggi i Thunder stanno dominando la lega con alcuni numeri ancora più impressionanti: 118.9 di efficienza offensiva, 103.6 di efficienza difensiva e un imbarazzate +15.3 di net rating. Tutto questo con Jalen Williams, il vero secondo violino della squadra, che è rientrato da pochissimo da una lunga pausa ai box per un intervento al polso. Finora la guardia di OKC ha disputato solo le ultime due partite ed è lontanissimo dalla sua migliore forma fisica.
Il pericoloso precedente storico
Insomma, Shai, J-Dub e soci sono già pronti a scrivere la storia? La parata di fine anno è già organizzata? Niente affatto. Riprendendo in mano le statistiche è necessario segnalare come la primissima porzione di campionato della corazzata di Oklahoma, se paragonata al record delle squadre avversarie, è stata la più facile dell’intera NBA. Questo non toglie i meriti di OKC ma impone un’analisi ancora più approfondita della seconda parte di stagione. Per ultimo, non è da sottovalutare l’impegno fisico che la stagione regolare richiede ai singoli giocatori. La mente non può che tornare a quella stessa Golden State che, dopo una cavalcata record, ha subito il contraccolpo storico di perdere il campionato all’ultima partita dopo un netto vantaggio di 3-1 nella serie finale. Ma quella è un’altra storia. O forse no.


