Previsione: 57-25
Nonostante una Western Conference dove la competitività ha raggiunto livelli semi-impensabili, anche quest’anno i Thunder sono considerati tra le squadre “da battere”. L’anno scorso l’eliminazione nella corsa Playoff è arrivata solamente contro i futuri campioni NBA, quegli Spurs che nel maggio-giugno 2014 spiegavano pallacanestro come forse non era mai stata spiegata.
Certo, l’avvio di stagione non sarà dei più semplici: l’infortunio al mignolo del piede destro di Durant terrà il capocannoniere ed MVP della passata stagione fuori dai giochi per le prime (almeno) 20 partite, lasciando così momentaneamente le redini della squadra a Westbrook, che lo stesso Durant sottolinea essere un leader naturale, raccontando di come quest’estate, sin dal primo giorno di training camp, stia cercando, più che mai, di dare l’esempio alla squadra. La qualità dell’alternanza – o convivenza – con Reggie Jackson – in ascesa continua – sarà le vera scintilla di una squadra che fa del campo aperto il suo punto di forza.
La fiducia in questo gruppo e – soprattutto – in coach Scott Brooks, da parte della dirigenza, è stata ancora una volta totale, andando a riconfermare quasi interamente il roster della passata stagione: la trade che ha portato Thabo Sefolosha in quel di Atlanta fa pensare che lo svizzero abbia pagato le sue pessime ultime uscite negli ultimi Playoff, almeno offensivamente, dando così spazio all’arrivo di Anthony Morrow, tiratore esperto e di carattere, che in un sistema collaudato come quello dei Thunder troverà sicuramente ritmo in attacco, con spazi creati dall’attenzione delle difese avversarie allo straripante talento del duo Westbrook-Durant.
Quest’anno ci si aspetta un salto di qualità da Jeremy Lamb, giocatore dal talento offensivo davvero di alto livello ma che forse appare più in ombra di quello che potenzialmente potrebbe dare a questa squadra; forse con più minuti a disposizione potrebbe essere l’ago della bilancia dei Thunder in uscita dalla panchina.
Perkins e Collison sono sempre una garanzia a protezione del ferro, ma è anche vero che gli anni passano e il tempo non fa sconti a nessuno: ci si aspetta infatti una ulteriore riduzione di minuti per entrambi – che sta avvenendo già da tre anni a questa parte. Dovrà quindi farsi trovare pronto quello che, inizialmente, pareva soltanto essere una firma “commercialmente” conveniente per il merchandising neozelandese dei Thunder, ma che, nella sua prima stagione NBA ha già fatto vedere cose molto interessanti, soprattutto nei movimenti senza palla (fondamentali per Brooks e il suo staff): Steven Adams avrà un ruolo molto più importante di quello che si potesse pensare solo un anno fa. Le sue performance in preseason (sì, è preseason, ma qualcosa significherà pure) sono state peraltro molto convincenti.
La certezza Ibaka invece non ha bisogno di chiarimenti: uno dei migliori difensori della lega, negli ultimi anni ha sviluppato un eccellente tiro dalla media che ha ridimensionato il suo gioco. La sua fisicità sarà ancora una volta fondamentale per l’esito della stagione.
La sensazione è che se neanche quest’anno OKC riuscirà a dare l’ultimo strappo, quello decisivo, quello che serve nei momenti che contano, dalla dirigenza ai giocatori ci si dovrà davvero interrogare sul futuro e su come affrontarlo. Contro KD però, è dura scommettere. Questa potrebbe veramente essere l’ultima chance, ma se le seconde e terze linee risponderanno presente all’appello, allora forse questi Thunder potranno finalmente fare le cose sul serio.
QUINTETTO
PG: Russel Westbrook
SG: Anthony Morrow
SF: Kevin Durant
PF: Serge Ibaka
C: Steven Adams
PANCHINA
PG: Reggie Jackson
SG: Jeremy Lamb, Sebastian Telfair, Semaj Christon (D-League)
SF: Andre Roberson, Josh Huestis (D-League)
PF: Nick Collison, Perry Jones III, Grant Jerrett
C: Kendrick Perkins, Mitch McGary, Hasheem Thabeet
Per NbaPassion.com,
Nicola Siliprandi



