Meno di una settimana all’inizio della nuova stagione NBA 2023-24: molti interpreti della lega di pallacanestro più famosi al mondo avranno nuove sfide e responsabilità.
C’è chi, però, avrà qualche pensiero in più per la testa: nella Eastern Conference, andiamo ad analizzare i 10 giocatori maggiormente sotto pressione per il nuovo anno di NBA. Chi lotta per il titolo, chi ha bisogno di riscatto, un giro per la lega alla ricerca dei giocatori in maggior misura sotto gli occhi degli addetti ai lavori. (Qui trovate la stessa lista per la Western Conference).
10 giocatori sotto pressione a Est, Jaylen Brown: un contratto pesante

La stagione NBA è ormai alle porte, e molte squadre sono alla caccia di uno spunto giusto per cercare una buona corsa playoff. Tra le compagini maggiormente sotto pressione non possono mancare i Boston Celtics, che nelle ultime due annate sono arrivati ad un passo dall’anello. Finals 2022 e Finali di Conference nel 2023, ma è mancato quello step in più, che poteva permettere alla franchigia del Massachussetts di portare a casa il famigerato titolo.
Uno step in più dovrà farlo Jaylen Brown, che avrà sulle spalle il contratto più pesante dell’intera lega. Il numero 7 dei Celtics, a cavallo tra il mese di luglio e agosto, ha firmato un quinquennale da 304 milioni di dollari: è l’accordo più remunerativo della storia della NBA. Oltre a questo, il prodotto di California ha fatto storcere il naso agli addetti ai lavori per il suo uso della mano sinistra che, soprattutto ai playoffs, è mancato. Stando ad un articolo pubblicato da The Athletic, nella gara 7 contro i Miami Heat, Brown ha perso 5 dei suoi 8 palloni con la mano sinistra.
Servirà rispondere nel modo giusto a queste voci su di sé, per fare il salto di qualità definitivo in una stagione dove i Boston Celtics dovranno, per forza di cose, puntare al massimo premio.
Ben Simmons: un deja-vu

Da qualche stagione a questa parte, il nome di Ben Simmons è riecheggiato per moltissime volte, con la stessa solfa: riscatto. Il giocatore australiano aveva iniziato la sua carriera in NBA nel migliore dei modi, diventando un punto di riferimento per i Philadelphia 76ers, ancora in ricostruzione. La franchigia della Pennsylvania aveva puntato su di lui che, insieme a Embiid, doveva essere il punto di partenza per la rinascita. Purtroppo, però, le cose non sono andate come previsto.
Il culmine, però, è arrivato nella serie contro gli Atlanta Hawks della stagione 2020-21: nella Gara 7 contro Trae Young e compagni, Simmons ha subito per la prima volta una difesa molto particolare. Accoppiato con John Collins, il prodotto di LSU veniva lasciato completamente libero ai 3 punti, facendo perdere la fiducia a un giocatore che, in quella serie, stava già avendo dei problemi. 9.9 punti, 8.6 assist e 6.3 rimbalzi di media, ma quello che ha spezzato le gambe a Simmons è stato il 33% ai liberi: un Hack-a-Shaq moderno, che ha permesso agli Hawks di conquistare le Finali di Conference puntando, tra le altre cose, agli errori ai liberi del numero 25.
Dopo un anno fermo per un problema alla schiena, l’australiano ha giocato una stagione tutt’altro che semplice ai Brooklyn Nets. Ora, nuovamente con i Nets, dovrà dimostrare veramente che può essere un fattore in questa lega: per l’ennesima volta, Simmons dovrà lavorare sotto pressione.

