10 giocatori sotto pressione ad Est, Julius Randle: è l’ora dello step successivo

Una piacevole sorpresa dei playoffs 2023 è stata New York: i Knicks hanno eliminato i Cleveland Cavaliers con un netto 4-1, con una masterclass difensiva firmata coach Tom Thibodeau. Il punto di riferimento in attacco, ai playoffs, è stato Jalen Brunson: 24.0 punti di media e 44% dal campo per l’ex Dallas Mavericks. Chi è mancato, invece, è Julius Randle. L’ex giocatore dei Lakers ha mantenuto 25 punti di media in regular season, ma, ai playoffs, le sue medie sono calate a picco. 16.6 punti con il 37% al tiro, un abbassamento notevole rispetto alla stagione regolare.
Non è la prima volta che succede: due anni fa, nella stagione del premio di Most Improved Player, Randle ha mantenuto 24.1 punti di media in regular season, per poi calare drasticamente ai 18.0 punti e, soprattutto, un catastrofico 29% al tiro. La serie contro gli Atlanta Hawks è stata molto complicata per il prodotto di Kentucky: la difesa arcigna dei Georgiani, con l’accoppiamento di John Collins, hanno fortemente contribuito alla serie difficile di Randle. Inoltre, un roboante Trae Young da 29.2 punti e 9 assist di media ha trascinato Atlanta verso il turno successivo.
Quest’anno, i Knicks potranno ripetere quanto di buono intravisto nella passata stagione: la regia di Brunson, con Quickley e Grimes a ruotare tra gli esterni, unita a Barrett e allo stesso Randle, potranno continuare a migliorare. La strada è quella giusta, servirà un Randle formato MIP per competere con le grandi dell’Est: il numero 30, però, dovrà fare i conti con la pressione dei playoffs.
Joel Embiid: oggi MVP, domani Finals?

A Philadelphia ci sono moltissime faccende da mettere a posto: il problema principale è quello relativo a James Harden, vero punto di domanda di questo inizio di stagione dei Sixers. Il Barba vuole cambiare aria, dopo il diverbio con Daryl Morey, Presidente dei 76ers. La destinazione più soddisfacente per l’ex Houston Rockets potrebbe essere quella dei Los Angeles Clippers, ma, al momento, le due parti non sono ancora vicine.
Ci sono, però, anche le certezze: Joel Embiid ha alzato l’asticella nella scorsa stagione, soprattutto in regular season. 33.0 punti di media, titolo di miglior realizzatore della lega e, soprattutto, MVP. Ciò che è mancato, però, è lo stesso apporto nei playoffs. Nonostante un’ottima prima serie, le Eastern Conference Semifinals hanno visto una disputa molto avvincente tra i Sixers e i Celtics. La serie si è protratta fino a Gara 7, dove Embiid ha segnato solamente 15 punti con 5 su 18 al tiro, mentre Boston ha potuto contare sui 51 punti di Jayson Tatum.
Sono tante le delusioni fin qui nella post-season per il numero 21: l’esempio principale è il celebre buzzer beater di Kawhi Leonard nella serie con i Toronto Raptors. Ora, con il titolo di MVP in bacheca, Embiid dovrà caricarsi la squadra sulle spalle, per cercare di arrivare fino in fondo: la pressione sarà tanta, ma Joel è pronto.

