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Miami Heat: ricostruire per tornare grandi
La perdita del miglior giocatore della lega unita un anno dopo da quella del leader indiscusso dal 2003 ad ora, in cambio di NIENTE, può atterrare qualsiasi squadra al mondo, indipendentemente dal gioco, dal paese e dalla categoria. Stessa cosa che è successa a Miami, la quale si è vista perdere pure il terzo di quel trittico che per quattro volte consecutive ha portato lo stendardo col pallone infuocato fino alle Finali NBA.

PAT RILEY
Nulla di critico, direte voi? Forse si. Non che deve essere colpa di Erik Spoelstra, lui poco può farci e sinceramente quel lungo che mette sotto canestro è obiettivamente una forza della natura (avete visto che stoppata ha fatto poco tempo fa??) ma di basket giocato ancora piuttosto acerbo. In più come guardia ha un Goran Dragic mai vincente e Winslow a fare le veci di quello che faceva il Micione poco tempo fa. Diciamo che un po’ di differenza si sente, ed è pure comprensibile. Ma è la storia dei Miami Heat: da neofita subito peggior squadra, poi un attimo meglio, poi peggio, poi campione NBA, poi ancora male quando a proteggere l’area c’era uno strano e andato Jermaine O’Neal (hope you’d remember) ed infine bicampioni NBA, con sentito ringraziamento e bevuta offerta dal nuovo 23, LeBron James. Quest’anno buio. Buio vero. Non solo sono terz’ultimi ad est, prima di Brooklyn e Phila che però è come sparare sulla Croce Rossa, Ma non vincono da ormai 3 giornate e subiscono 100 punti di media a partita, indice che si, il pitturato è quasi un Tabù, solo che da fuori ed al rimbalzo siamo un attimo indietro nella tabella di marcia.

HASSAN WHITESIDE CENTRO DEI MIAMI HEAT
Proprio Hassan Whiteside che lo scorso anno ha fatto stropicciare parecchie pupille con le sue prodezze, quest’anno appare molto più revedibile e meno motivato. Bisogna anche capirlo: prima giochi con Luol Deng e Dwayne Wade, poi ti giri un attimo ed al loro posto trovi Derrick Williams e Dion Waiters. Potrebbe atterrare chiunque, figuratevi lui. Allora le colpe di un simil disastro vanno imputate ad una persona sola: Pat Riley. Capello sempre unto e comunque bianco (grigio, va!), sguardo severo e poco da dire, l’ultima estate è stata tremenda per i tifosi della squadra di South Beach, dove come contraltare alle perdite copiose, non è arrivato niente che potesse surrogarle. Mossa per una bella scelta al prossimo Draft? Possibile, in fondo il loro stupendo sistema ti permette di tornare in carreggiata con poco, se raffrontato col nostro ( per me inesistente) sistema.

GORAN DRAGIC IN PALLEGGIO
Fatto sta che siamo li sotto, il gioco non è come prima ed il futuro appare molto meno brillante. Non si fa neanche più un Sold-Out. Ed intanto c’è un ragazzino che ancora si addormenta abbracciando il cuscino con l’effige di James e Wade, in attesa del prossimo Messia.
Buonanotte Miami Heat.












