Star Wars

di Luigi Ercolani

1) L’impero colpisce ancora
Impero a due teste, si diceva. Quello di Cleveland e Golden State, come da due anni a questa parte, d’altronde. Con, finora, due percorsi distinti.
I campioni in carica sono partiti immediatamente a razzo, per non saper né leggere né scrivere. Le tre punte sono rimaste James, Irving e Love nell’ordine, e rispetto all’anno passato hanno aggiunto Andersen e Dunleavy, dunque gente dura che nei playoff sa piazzare la zampata provvidenziale ove necessaria. JR e TT sono rimasti, per la soddisfazione del Re che ha fatto capire a più riprese che avrebbe gradito ritentare l’assalto al titolo con la sua corte.
I Warriors dal canto loro hanno invece faticato a ingranare, complice tanto la partenza di molti elementi del sistema che ha fruttato un titolo e una finale-quasi-vinta, quanto l’integrazione in squadra di un chiaramente non marginale Kevin Durant con Steph Curry e Klay Thompson. Una volta stabilizzati gli equilibri, però, i californiani hanno iniziato a viaggiare spediti.
Cleveland e Golden State, Golden State e Cleveland, in quello che sembra essere il vero e proprio Impero della palla a spicchi contemporanea, un Impero la cui capitale è Akron (città natale tanto di LBJ quanto di Steph). Questo, a meno di una clamorosa ribellione dell’Alleanza.

>>> La minaccia fantasma

You may also like

Lascia un commento