3) L’attacco dei cloni
Visto che notoriamente chi vince ha sempre ragione e viene spesso copiato, è logico che qualche clone imperiale sia emerso, nel tempo.
Il primo che viene in mente forse però non è propriamente corretto definirlo un clone. Anzi, a pensarci D’Antoni è Boba Fett e tutti gli altri sono stortrooper, perché malgrado non sia stato l’ex Arsenio Lupin a inventare il gioco in transizione, è certamente lui il modello per questa nuova nidiata di contropiedisti. Kerr incluso, con cui a Phoenix D’Antoni si scontrò perché l’allora gm dei Suns voleva che la squadra giocasse… a basso ritmo (altri tempi). Volendo provare a salvare capra a cavoli, possiamo allora affermare che il coach dei Rockets si è reinserito in una ondata che lui stesso ha generato, per provare a contrastare gli uomini della Baia. Con una particolarità: lo sta facendo bene.
Luke Walton, è invece un vero e proprio clone di Kerr, e non fa nulla per nasconderlo. Forse ispirato dall’aria che arriva dalla California più alta, sta cercando di replicare con i suoi Lakers quanto fatto l’anno scorso nel periodo ad interim sulla panchina dei Warriors. Non sarà lo Showtime, però qualche animo un po’ spento pare averlo riacceso.
Dite a New York che sono cloni di Cleveland e potrebbero non rivolgervi più la parola. Comprensibile. Eppure, è buffo vedere come i Knicks sembrano costruiti seguendo la colonna vertebrale dei Cavs: un play incursore pericoloso anche dalla media distanza (Irving e Rose), un’ala piccola pressoché onnipotente (James/Anthony) e un’ala forte dal range di tiro molto ampio (Love/Porzingis). Poi le somiglianze ovviamente si fermano qui, però intanto è un dato curioso. Anche queste sono “Star Wars”, d’altronde.
Piccolo inciso: non è un clone dell’Impero, perché come abbiamo visto Pop ora è nell’Alleanza Ribelle ma è pur essendo anche lui stato in varie fasi parte di un Impero, ma Mike Budenholzer nei migliori momenti della sua Atlanta ricorda davvero un padawan del maestro Gregg, con quella difesa di sistema, quella circolazione di palla senza forzature, quel gioco coi lunghi vecchio stampo.
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