California Classic Summer League, Lakers battuti anche dagli Heat
Nell’attesa di scoprire se Brook Lopez e soprattutto Kawhi Leonard faranno compagnia a LeBron James nei rinnovati Los Angeles Lakers, prosegue la prima edizione della California Classic Summer League di Sacramento.
Contro i Miami Heat coach Simon conferma gli starter della sfida contro i Kings: Rathan-Mayes, Hart, Mykhailiuk, King e Wagner. Curiosità per le prestazioni di Josh e delle due scelte 2018 – tra i migliori nella sconfitta della scorsa notte – mentre torna disponibile Caruso.
La sfida del Golden 1 Center è subito in salita per i gialloviola, che falliscono le prime conclusioni mentre gli Heat sono on fire dall’arco e volano sullo 0-10. L’unico lacustre che riusce a produrre qualcosa è Svi ma è troppo poco. Robinson e compagni vedono una vasca da bagno dal perimetro (7/11) ed il primo quarto si chiude sul -12.
Wagner battaglia sotto canestro ma ancora una volta palesa tutti i suoi limiti fisici e Adebayo e Nkono fanno la voce grossa sotto le plance. Hart non è lo stesso della sera prima – complice l’ottima difesa di Jones Jr. – e litiga con il canestro. Il 34-53 dell’intervallo, condito da 11 triple Heat, sancisce di fatto la fine della gara.
Il secondo tempo segue il copione del primo, con Miami che colpisce dall’arco mentre i Lakers sbagliano a ripetizione oltre a commettere turnover in continuità. Hart resta a riposo e solo grazie alla maggiore volontà delle seconde e terze linee il passivo alla fine è meno severo di quanto ha mostrato il campo: 74-89.
Pessima prova dei ragazzi di Miles Simon, imprecisi per tutta la partita, molli ed autori di troppe perse evitabili. Non è bastato il rientro di Alex Caruso (8 punti, 4 assist, 3 recuperi con 6 perse e 4 falli commessi) a dare maggiore lucidità all’attacco lacustre.
Moe Wagner “Fa schifo. Ieri abbiamo giocato una buona gara ed abbiamo perso. Oggi abbiamo perso ancora. Odio questa cosa.”
Pessima prova per Josh Hart (1+1+1, 0/4 dal campo e 4 falli) lasciato in panca per tutto l’intervallo. Passo indietro per Moe Wagner (8+4, 3/9 dal campo, 5 perse e 6 falli) ancora una volta sofferente della maggiore fisicità avversaria. Sviatoslav Mykhailiuk (12 con 2/8 dall’arco) è stato inizialmente l’unico a provare ad opporsi alla mareggiata Heat, alternando assalti al ferro alle conclusioni dall’arco.

Sviatoslav Mykhailiuk, California Classic Summer League (AP Photo, Rich Pedroncelli)
Per gli Heat ottime prestazioni di Derrick Jones Jr. (21, 8/14), Duncan Robinson (18 con 5/6 dall’arco) e Bam Adebayo (9+10, +31 di +/- in 21 minuti).
Nell’altra sfida della notte i Golden State Warriors hanno battuto i Sacramento Kings 71-54 grazie alle buone prove di Jordan Bell (8+6+7 e 4 stoppate) ed il rookie Evans (13+5). Nei Kings, privi di Fox, 20+5 per Justin Jackson.
Domani notte ultime gare della California Classic Summer League: in programma Heat vs Kings e Lakers vs Warriors.





uola, aiuta il padre a riparare auto, esce con i suoi amici e gioca a basket con il fratello, Houston JR, nel canestro appeso sopra il garage. Il padre di Damian è un uomo molto considerato nel suo quartiere, verrà sempre considerato uno degli eroi più importanti nella vita del piccolo Lillard. Oltre suo padre però gli eroi per il piccolo Dame sono molti altri: Micheal Jordan, Allen Iverson, Tim Duncan e Shaquille O’Neal, giusto per citarne qualcuno. Si perché nella sua vita, il basket è tutto. Ci gioca dal mattino alla sera, inverno o estate, sole o pioggia.
infortunio al piede e causa la mancanza di fiducia che molti avevano avuto in lui. Non Portland però, Portland credette molto in lui e questo ad oggi ripaga la franchigia. Inizia la sua avventura NBA dunque, con la maglia numero 0, che chiunque conosca Gilberto Arenas sa cosa significa.
precedente, diventando il primo giocatore della storia a partecipare a 5 eventi dell’All Star Weekend: il Rising Stars Challenge il venerdì, lo Skills Challenge (dove arriva primo insieme alla guardia di Utah Trey Burke), il Three-Point Shootout e lo Slam Dunk Contest il sabato e l’All-Star Game la domenica. Quell’anno riesce anche a portare Portland ai playoff, impresa che non gli era riuscita l’anno precedente. Al primo turno incontrano gli Houston Rockets e Lillard & co. Riescono a passare il turno con il risultato di 4-2 (con il buzzer beater di Lillard in gara 6). Al secondo turno però ci sono gli Spurs, che, diretti al titolo, si sbarazzeranno dei Blazers in 5 gare. L’anno successivo non regalerà particolari gioie ne al californiano, ne alla squadra dell’Oregon, che ai Playoff verrà eliminata in 4 gare dai Grizzlies.












