4. Denver Nuggets

Hanno perso in casa contro un Luka Doncic scavigliato e nonostante Josh Richardson e Tim Hardaway Jr abbiano tentato di demolire i ferri della Ball Arena a suon di pietre nei pressi del canestro. 3 delle 4 vittorie fin qui sono arrivate contro i derelitti (si, l’ho già detto) Twolves (due volte) e contro i Sixers senza Embiid, Simmons, Curry, Milton, Korkmaz, Scott e Thybulle.
Nikola Jokic gioca da MVP nato e fa le triple doppie sempre con quella faccia un po’ così che abbiamo noi a Sombor, Jamal Murray ha iniziato la stagione con le migliori cifre offensive in carriera, Michael Porter Jr si fermato per il protocollo anti Covid e ne avrà ancora per un po’, e in attacco non ha certo fatto rimpiangere Jerami Grant.
In difesa è un’altra questione. Contro Dallas nessuno a parte Doncic ha tirato con più del 50% dal campo ma i Mavs hanno segnato 124 punti, i Nuggets sono 26esimi per percentuale da tre punti concessa agli avversari, 26esimi per assist “concessi”, Dallas dovrebbe aver battuto il record mondiale di extra pass contro di loro, a occhio. E a Denver hanno già perso 4 partite.
Lo scorso anno, quando le cose non giravano, Mike Malone metteva in campo i suoi pretoriani Mason Plumlee, Torrey Craig e Monte Morris, che mentre i titolari erano in panchina a rimuginare si sbucciavano i gomiti in campo, a mo’ di esempio. Quest’anno la panchina dei Nuggets è più borghese (e più debole), con la fantasia di Campazzo, un Will Barton cui è stato preferito (pre Covid) Porter Jr e il tocco di JaMychal Green. Bol Bol non ha avuto spazio, così come R.J. Hampton, e Gary Harris sta tirando con il 13% da tre punti.

