Butler: "Amo giocare al TD Garden" | Nba Passion
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Butler: “Amo giocare al TD Garden”

Butler: “Amo giocare al TD Garden”

Con il Draft ormai alle porte e la Free Agency nel prossimo futuro, sono molti i rumors in circolazione nella NBA in questo momento. Molti rumors sono incentrati su Jimmy Butler, esterno dei Chicago Bulls, che potrebbe essere un’opzione valida per Danny Ainge, GM dei Celtics, al fine di migliorare il reparto esterni, peraltro già competitivo. Secondo quanto riporta Jay King di MassiveLive.com, Butler, ospitato in un podcast con Bill Simmons, avrebbe parlato del Draft 2012, nel quale si aspettava di essere chiamato proprio dalla franchigia del trifoglio, che aveva una scelta adatta a chiamare il ragazzo in virtù dello scambio con i Nets, che ha visto coinvolto MarShon Brooks, scelto l’anno precedente. Ecco le parole dell’esterno dei Bulls:

La cosa folle è che durante il Draft pensavo di finire ai Celtics. Doc Rivers è di Marquette, ed io ero pronto. Ma non sono pazzo, i Bulls mi hanno chiamato con la scelta numero 30 ed ora sto molto bene qui.

Le voci su Butler, intanto, si fanno molto più insistenti ogni minuto che passa. Timberwolves e Celtics sono disposte a sacrificare una scelta alta al prossimo Draft (rispettivamente la 5 e la 3) per arrivare alla guardia dei Bulls, i quali vorranno sicuramente anche degli assets solidi per lasciarlo partire. Nonostante la franchigia di Fre Hoiberg sia orientata a tenere il giocatore, Butler ama il TD Garden. Quando gli è stato chiesto in quale arena, al di fuori dello United Center, preferisca giocare, il ragazzo ha risposto:

In assoluto preferisco la Bradley Arena (Arena di Marquette), ma ho sempre giocato bene al TD Garden. Poi amo Los Angeles, lì ho molti amici e mi piace giocare di fronte a loro perchè sono sempre bloccato negli inverni di Chicago.

Butler, ha poi continuato parlando di quante pressioni abbia addosso in questi giorni:

Jimmy Butler, SG dei Bulls

Jimmy Butler, SG dei Bulls

Credimi, leggo abbastanza sul mio profilo Instagram ed il mio profilo Twitter riguardo a Boston. Ma la parte più divertente è che tutti dicono: ‘Jimmy, non lasciare Chicago’. Purtroppo io non posso farci niente, non sono Free Agent, non dipende da me. La gente si arrabbia, dice che mi odia perchè voglio andarmene, cosa che non ho mai detto. Non posso farci nulla, potrò solo dirvi se verrò scambiato o meno.

Il prodotto di Marquette, dunque, non ha controllo sul suo futuro cestistico, a questo punto. Starà ai Bulls decidere se tenere Butler e fare di lui l’uomo franchigia o se ricostruire da zero lasciando partire anche i vari Rose e Gasol. Nel caso in cui a Chicago scegliessero la via della ricostruzione, Chris Forsberg di ESPN.com ha ipotizzato una trade in cui venga inserito uno tra Avery Bradley e Jae Crowder, entrambi esterni titolari dei Boston Celtics.

Bill Simmons, illustre tifoso Celtics, propone:

Se fossi nei Celtics inserirei nello scambio Bradley come parte principale, mentre aggiungerei le scelte numero 16 e 23 oltre alla numero 3,  con l’aggiunta di un giovane, qualcuno come James Young, scelto al primo giro nel 2014, che ha solo 20 anni e non è ancora riuscito ad a avere alcun tipo di impatto a Boston. Da ultimo andrebbe inserito un contratto non garantito, qualcuno come Jerebko o Johnson, in modo da far funzionare lo scambio a livello salariale.

In definitiva, Simmons prospetta uno scambio in cui Boston otterrebbe Butler, ma perderebbe Bradley, Johnson, Young e le scelte 3 16 e 23 del primo giro al Draft 2016. Stevens perderebbe colui che sino ad oggi è stato l’ago della bilancia, Avery Bradley, una potenziale star (la terza scelta al Draft) per un 3&D con caratteristiche simili al numero 0 in bianco verde, ma molta più qualità offensiva, e la possibilità di difendere su giocatori fisicamente più grossi di lui. Secondo la modesta opinione di chi scrive, il prezzo da pagare, se così fosse, sarebbe troppo alto. Inoltre, i Celtics dovrebbero fare a meno di un ragazzo firmato, a posteriori, a cifre praticamente irrisorie: il contratto di Avery Bradley infatti è di 32 milioni in quattro anni, poca cosa se si pensa ai rinnovi firmati nella scorsa estate tra le guardie della sua stessa esperienza.

Vale davvero la pena di privarsi di tanti tasselli per ottenere un giocatore, seppur migliore di tutti gli elementi ora a roster nei C’s, che ha grossomodo le caratteristiche degli esterni titolari in casa bianco-verde?

Gabriel Greotti
gabry.swim.93@gmail.com

Tifoso dei Boston Celtics ed appassionato di NBA dal 2008, membro di Celtic Nation Italia da circa tre anni e redattore con Passion NBA.

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