Home NBA, National Basketball AssociationNBA in Evidenza6 trade che devono assolutamente accadere prima della NBA trade deadline 2020

6 trade che devono assolutamente accadere prima della NBA trade deadline 2020

di Michele Gibin
nba trade deadline 2020

Kevin Love – Portland Trail Blazers

La finale di conference 2019 è il massimo risultato cui i Trail Blazers di Damian Lillard possano aspirare? Se si, allora Neil Olshey dovrà sforzarsi e resistere alla tentazione di gettare il telefono nel Willamette quando le squadre chiameranno per C.J. McCollum, ed ascoltare cosa avranno da proporre.

Ma se a Portland sono convinti che l’asse Lillard-McCollum-Jusuf Nurkic possa dare ancora di più, il momento di agire è arrivato.

L’arrivo di Carmelo Anthony, positivo per la NBA, per Melo e per i Blazers, si è però fin qui rivelato più utile per il giocatore che per la squadra, falcidiata da una mole impressionante di sventure. Difficile in ogni caso immaginare Anthony in maglia Blazers il prossimo anno, sia che l’ex Nuggets e Knicks scelga il ritiro, o una squadra da titolo (magari, e finalmente, assieme al suo amico di sempre LeBron James).

Kevin Love contrasta CJ McCollum

Kevin Love ha un contratto lungo, e oneroso. Talmente lungo ed oneroso da scoraggiare squadre meno “disperate” dei Trail Blazers (Celtics, persino i Suns probabilmente, Heat di certo) dal sondare il terreno. Eppure, a 31 anni ed alla sua dodicesima stagione NBA, Love viaggia a 16.5 punti e 10.6 rimbalzi di media a partita, in una squadra perdente come i Cavaliers ed in cui le due guardie titolari, Collin Sexton e Darius Garland, servono 5.2 assist di media… in due! (Matthew Dellavedova dalla panchina non fa molto meglio).

Love sta tirando con il 37% al tiro da tre punti, in ritmo per la seconda miglior prestazione in carriera dal lontano 2010\11 (e su una mole triplicata di tentativi), parlare di giocatore finito, o in declino pare quantomeno prematuro, se non ingiusto. La convinzione tra i circoli NBA è che la trade Kevin Love si farà già entro febbraio, e per l’ex Minnesota Timberwolves i Cavs potrebbero accontentarsi del contratto in scadenza di Kent Bazemore, di Zach Collins e di Nassir Little (o di una futura tra le tante prime scelte a disposizione completa dei Blazers). Impossibile che i Blazers si privino invece oggi di Anfernee Simons.

A Portland, Love arriverebbe per restare, e per i Blazers l’arrivo del campione NBA 2016 potrebbe rappresentare l’ultima speranza per tentare di tornare a parlare di finale NBA nei prossimi 3 anni, puntando su Lillard, McCollum, sul recupero di Nurkic, sulla capacità di allargare il campo dell’All-Star dei Cavs, e sulla crescita di Simons.

NBA trade deadline 2020: una contender va all-in e punta al titolo

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1 commento

O.O. 3 Febbraio 2020 - 18:23

La “sapienza cestistica” di Paul Millsap è un qualcosa di dieci anni fa! Dopo il passaggio a Denver ha impedito lo sviluppo di Trey Lyles, e per tre mesi anche quello di Jerami Grant, che allo stato attuale è una bestia sotto molti punti di vista, mentre il vecchio Paul è più bollito del lesso rifatto. Ma con quel contrattone che Karnisovas gli regalò, come facevano i Nuggets a liberarsene? Paradossalmente, un buon momento per farlo sarebbe questo, Porter jr. e Grant garantiscono più produttività e atletismo, sono perfetti per le letture di Jokic, per cui non è vietato sognare un Millsap in qualche sedicente contender, in cambio magari di una scelta (che io non darei mai!)

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