L’infortunio di Kawhi Leonard, che rimarrà out a tempo indeterminato a causa di un problema al ginocchio, è stata come una doccia fredda per i Los Angeles Clippers, proprio a poche ore dall’importante gara 5 contro gli Utah Jazz. Eppure la banda guidata da Tyronn Lue ha saputo reagire, con carattere e personalità, riuscendo a battere Donovan Mitchell e compagni col punteggio di 119-111 e portandosi così avanti 3-2 nella serie.
A seguito di una prima frazione di gara equilibrata, i californiani sorprassano il team di Salt Lake City nel terzo quarto chiuso con lo strappo (32-18) che poi si rivelerà decisivo per l’economia della gara. Mattatore della serata è stato Paul George, che senza Leonard ha dovuto vestire i panni di trascinatore caricandosi maggiori responsabilità: il trentunenne ha messo a referto ben 37 punti, 16 rimbalzi e 5 assist, diventando il primo giocatore della storia dei Clippers a finire una gara di playoffs con almeno 35 punti, 15 rimbalzi e 5 assist. Importanti inoltre i contributi di Reggie Jackson, specialmente nelle battute finali di gara con 22 punti e di Marcus Morris (24 centri per lui).
Jazz-Clippers, la felicità di Paul George: “Dovevamo giocare maggiormente di squadra”
Paul George ha sottolineato quanto questa partita fosse così fondamentale, soprattutto al netto dell’assenza di Kawhi Leonard. Queste le sue parole, raccolte da ESPN:
“Questa è stata la partita più importante della nostra stagione, non potevamo disporre del nostro miglior giocatore. Sapevamo che andando incontro a questo dovevamo giocare maggiormente di squadra. Abbiamo dovuto alzare l’intensità“.
Sulla partita è intervenuto anche Reggie Jackson, che ha impartito il diktat di non fermarsi e andare avanti il più possibile, nonostante le difficoltà, coltivando la speranza di rivedere Leonard sul parquet:
“Durante la stagione abbiamo avuto tanti giocatori infortunati. Eravamo preparati a questo e noi non vogliamo che il nostro viaggio finisca qui. Vogliamo dare a Leonard il tempo di riposare e capire cosa gli è successo, sperando che possa tornare con noi”.
“

