1. Denver Nuggets

Forever young potrebbe essere un motto sincero per i Denver Nuggets di Nikola Jokic, Jamal Murray e Michael Porter Jr. Reduci da una finale di conference nella bolla di Orlando, i Nuggets hanno provato sulla loro pelle che cosa sia davvero una squadra da titolo, quanto alto il livello da raggiungere.
I Nuggets 2020\21 sono più forti di quelli che hanno perso 4-2 contro LeBron James, Anthony Davis e i Los Angeles Lakers? Un semplice sguardo ci dice che no, non lo sono. A novembre hanno salutato Mason Plumlee, Torrey Craig e soprattutto Jerami Grant, rimpiazzati da – di fatto – Michael Porter Jr, Bol Bol, Facundo Campazzo e JaMychal Green.
Pound per pound, un pareggio a stare larghi. I Nuggets sono e restano una squadra giovane e con margine (il potenziale di Porter Jr e Bol Bol è lì da vedere) ma hanno rinunciato con Grant a uno dei loro migliori giocatori a Orlando, un giocatore di 25 anni per di più. Lo scorso anno Denver era una delle squadre indicate da corsa per Jrue Holiday e Bradley Beal, giocatori per i quali Tim Connelly non ha mai avuto intenzione di privarsi di Porter Jr.
James Harden è però giocatore di altra categoria. Come allora, a Denver non mancano gli asset per tentare i Rockets, Connelly potrebbe facilmente imbastire un pacchetto fatto di talento e scelte simile a quello ottenuto dai Pelicans per Anthony Davis: Porter Jr, Will Barton\Gary Harris e JaMychal Green o Monte Morris, e una futura prima scelta potrebbero essere un’offerta tra le migliori che i Rockets possano mai ricevere per James Harden.
Per Denver accollarsi Harden significherebbe luxury tax per due stagioni, ma senza toccare il duo Jokic-Murray anche la garanzia che in Colorado, dopo la partenza eventuale del Barba (2023 al più tardi), non si parlerebbe comunque di rifondazione. E in mezzo, una finestra vera di due stagioni per tentare di fare l’ultimo passo.

