Toronto Raptors preview 2022/23

- Record Regular Season 2021/22: 48-34 (seed #5 nella Eastern Conference)
- Rendimento playoffs: eliminazione al primo turno contro i Philadelphia 76ers (4-2)
- Arrivi: Josh Jackson (SG), Otto Porter (SF), Ron Harper Jr (SF), G. Jeff Dowtin (PG), Juancho Hernangomez (PF), Justin Champagnie (SF), D. J. Wilson (PF)
- Partenze: Armoni Brooks (SG), Isaac Bonga (PG), Yuta Watanabe (SF), Sviatoslav Mykhailiuk (SG)
- Possibile quintetto: VanVleet-Trent Jr-Anunoby-Barnes-Siakam
- Head coach: Nick Nurse (confermato)
- Numero chiave: 13.4 rimbalzi offensivi (secondi in NBA)
L’alba della nuova edizione dell’NBA è alle porte. Speranze, obiettivi e sogni fanno i conti con la realtà delle prime amichevoli. Un modo per avere un assaggio delle prospettive e del potenziale della franchigia. Fra le squadre che destano maggiore interesse ci sono sicuramente i Toronto Raptors. I canadesi non hanno rivoluzionato molto rispetto allo scorso anno, ma forti di un core già oliato e determinato a sorprendere. L’uscita di scena ai playoffs 2022 è ancora presente nella mente e nel cuore dei canadesi, un’esperienza che tuttavia ha lasciato indicazioni decisamente positive in vista del prossimo futuro. In particolare è emersa ancora la forte impronta del gioco orchestrato da coach Nick Nurse.
Una pallacanestro fondata sul concetto di aggressività e sulla notevole intensità. Ne sono prova concreta il fatto che, ad eccezione della stagione giocata a Tampa Bay, la formazione in canotta rossa si sia sempre classificata tra le prime 10 per rating difensivo negli ultimi quattro anni. Lo scorso campionato gli uomini di Nurse erano al nono posto con 110 punti di media subiti. Nondimeno un altro dato rilevante sono i rimbalzi offensivi che la passata stagione attestavano il secondo posto in graduatoria alle spalle dei Memphis Grizzlies. Se sul piano collettivo si attende un perfezionamento dei meccanismi perpetrati dallo staff tecnico è innegabile che un tasso di competitività più alto sarà determinato anche dal processo di crescita dei singoli. La Toronto cestistica pone innanzitutto grande fiducia in Scottie Barnes.
La quarta scelta del Draft 2021 si appresta a disputare la stagione della conferma, tendenzialmente più complessa, rispetto a un torneo giocato da rookie che lo ha visto emergere per talento e qualità delle giocate. La funambolica ala dei canadesi ha chiuso il 21-22 con 15 punti di media, facendosi largo anche in partite complesse, dominando a rimbalzo e concentrando spesso le conclusioni tra penetrazioni e tentativi da due. Urge però un lavoro di pulitura da oltre l’arco, dove lo scarso 30% di realizzazione, non può rappresentare un numero su cui gioire. Un altro tra i giocatori da attenzionare è senza ombra di dubbio Fred Van Vleet, tra i protagonisti della storica cavalcata al titolo 2019. Dalla partenza di Kyle Lowry direzioni Miami, l’ex giocatore di Wichita State è diventato il perno su cui impostare la regia offensiva, e le prestazioni non si sono fatte certo attendere.
Il play originario dell’Oregon ha archiviato lo scorso anno con una media eccellente, costituita da 20.3 punti, 6.7 assist e 4.3 rimbalzi a partita. Tuttavia, a far storcere il naso, c’è sempre l’annoso problema di un rincalzo all’altezza, una questione che nel passato campionato lo ha condotto ad avere una media di circa 38 minuti ad incontro. Da questo punto di vista l’ingaggio di Jeff Downton può essere considerato un coraggioso tentativo. Il classe 97’ non ha mai dato grosse garanzie a livello NBA, a differenza invece di un rendimento in D-League più che positivo. Altresì un’altra pedina dello scacchiere canadese è attesa da un grande torneo.
Pascal Siakam nelle ultime annate è diventato il faro della franchigia in canotta rossa, sciorinando costanza e prestazioni di assoluto livello. La scorsa annata coach Nurse ha provato a polarizzare la polivalenza del ruolo facendolo giocare spesso da centro. Ciò gli ha permesso di affinare il fondamentale del rimbalzo dove ha raggiunto il massimo in carriera (8.5 per ogni match). Nondimeno ciò non ha per nulla influenzato le doti realizzative, che anzi gli hanno permesso di sforare quota 22 di media e di finire per il terzo anno consecutivo in un quintetto All-NBA.
Insomma si tratta di un profilo dal tenore decisamente eminente, che però paga ancora una certa difficoltà nei tentativi da oltre l’arco. Infatti nelle ultime due stagioni, la consapevolezza del limite, ha indotto una drastica diminuzione dei tiri da tre, i quali nel 21-22 si sono attestati sul 1.3 con una percentuale di realizzazione pari al 34%. Resta dunque una questione su cui porre il necessario affinamento, che tuttavia non mina le altre straordinarie doti dell’atleta camerunense. Insomma per i Toronto Raptors si aprono le porte del nuovo del torneo, una stagione NBA da vivere nel selvaggio est con la consapevolezza però di potersela giocare per un posto ai playoff.

