2. Julius Randle
L’ultima stagione dei New York Knicks è stata piuttosto complicata, il tutto a causa dei numerosi infortuni che hanno colpito la squadra.
Tuttavia, a gennaio c’è stato un momento di svolta. L’acquisizione di OG Anunoby e l’inserimento di Donte DiVincenzo a roster, che ha preso il posto di Quentin Grimes nel quintetto titolare, hanno portato i Knicks ad acquisire una nuova forma.
Con un record pari a 12 vittorie e 2 sconfitte nelle prime 14 partite del nuovo anno, la squadra ha ottenuto importanti vittorie contro avversari importanti, e questo periodo fortunato ha coinciso anche con un ottimo periodo di forma per Julius Randle.
Ma c’è un problema. L’annuncio dell’arrivo di Mikal Bridges ai Knicks, ha portato tanti tifosi a chiedersi cosa se ne farà la squadra di Randle, giocatore che, nonostante i 24 punti di media, ha sempre attirato molte critiche.
Molti hanno espresso i propri dubbi riguardo al futuro, affermando che “non si adatta più alla squadra”, “nei playoff abbiamo visto i Knicks giocare meglio senza di lui”, o che “i Knicks dovrebbero considerare uno scambio”.
A gennaio, Randle ha giocato forse il miglior basket della sua carriera, con una media di 24.9 punti, un 48% al tiro, un 37% da tre punti, 5.3 assist e 8.3 rimbalzi a partita con un +/- di 10.8. Ha poi apportato una significativa evoluzione nel suo gioco, facilitata da un miglior spacing, che gli ha permesso di adattarsi meglio alla squadra rispetto alle stagioni passate.
Un altro aspetto del miglioramento di Randle è la maggiore confidence nei tiri dall’angolo. Spesso considerato come adatto a giocare solo sotto canestro, il prodotto di Kentucky ha migliorato la sua capacità di operare dal post alto, vedendo meglio il campo e prendendo decisioni più rapide. Questo cambiamento gli ha consentito di sfruttare meglio lo spazio creato dai suoi compagni.
Le critiche mosse verso di lui sembrano ignorare questi miglioramenti. Infatti, con il giusto supporto e una visione più equilibrata, Randle può ancora dimostrare di essere ancora una risorsa preziosa per i Knicks.
Sarà il modo in cui giocherà all’inizio della stagione 2024-25 che potrebbe avere ripercussioni durature sia su ciò che i Knicks stanno cercando di costruire e sul resto della sua personale carriera in NBA.

