5. Uno scandalo tutto italiano: Calciopoli (2006)

Non poteva mancare uno scandalo italiano, questa volta sempre riguardante le partite truccate: Calciopoli.
Nel 2006, diverse squadre di Serie A furono coinvolte in un sistema di manipolazione arbitrale per favorire determinati club. La Juventus, principale accusata, fu retrocessa in Serie B e lo scandalo segnò una delle pagine più nere del calcio italiano.
Fu battezzato in vari modi dagli organi di informazione, ma alla fine è storicamente prevalso il termine “Calciopoli” per analogia con Tangentopoli (usato per riferirsi a Milano come “città delle tangenti”). Con il termine si indica lo scandalo che ha investito il calcio italiano nel 2006, coinvolgendo diverse società professionistiche, numerosi dirigenti sia delle stesse società sia dei principali organi calcistici italiani (AIA, FIGC e LNP), alcuni arbitri e assistenti. Le squadre sospette di implicazione furono molte. Tra il 2010 e il 2011 non fu però possibile accertare le responsabilità di tutte le squadre prese in esame, poiché sopravvenne la prescrizione per i fatti. Alla fine, le condannate furono: Fiorentina, Juventus, Lazio, Milan, Arezzo e Reggina.
Le prime avvisaglie emersero nel 2005. Alcune indiscrezioni di stampa segnalavano un’inchiesta condotta dalla procura di Torino, denominata Offside e incentrata sul calcioscommesse. Il tutto si era poi chiuso con il contestuale invio di materiale rilevante solo sul piano disciplinare (e non penale) alla FIGC.
Le indiscrezioni si moltiplicarono però nel 2006, facendo sì che lo scandalo venisse alla luce. La FIGC aveva iniziato ad indagare su episodi di presunta corruzione nel mondo calcistico e arbitrale, procedendo con la pubblicazione delle prime intercettazioni telefoniche. I primi nomi che emersero dalle intercettazioni furono quelli di Pierluigi Pairetto, Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini. Nelle settimane successive comparvero i nomi di altri dirigenti di importanti società, oltre che dei vertici arbitrali e federali. Nelle intercettazioni figurarono anche alcuni giornalisti e opinionisti della televisione e della carta stampata, in contatto con Moggi.
Dopo la pubblicazione delle prime intercettazioni, Franco Carraro rassegnò le dimissioni da presidente della FIGC, seguito da Mazzini. L’11 maggio, fu il consiglio d’amministrazione della Juventus a rassegnare le dimissioni.
La procura di Napoli aveva iscritto nel registro degli indagati 41 persone tra dirigenti di club, dirigenti federali, vertici arbitrali, designatori, arbitri, assistenti, un giornalista e agenti della DIGOS di Roma. Per 13 indagati si ipotizzava l’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, per 24 la frode sportiva, per 2 la violazione del segreto d’ufficio e per altri 2 il peculato. Le società indagate inizialmente erano quattro: Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan, mentre le partite sotto inchiesta erano 20. Di queste, 19 erano relative alla stagione 2004-2005 di Serie A e una relativa alla stagione 2004-2005 di Serie B. Moggi annunciò le sue dimissioni da direttore generale della Juventus, seguito dall’autosospensione di Tullio Lanese. Il 18 maggio, l’AIA sospese cautelativamente i 9 arbitri raggiunti da avviso di garanzia.
I due procedimenti si chiusero rispettivamente il 14 e il 25 luglio 2006, permettendo di stilare una classifica definitiva della Serie A 2005-2006, utilizzata per determinare i club italiani qualificati alla UEFA Champions League e alla Coppa UEFA 2006-2007. Sulla base della medesima classifica, dopo avere sentito il parere di una commissione di tre saggi (appositamente incaricata), la FIGC ha emesso un comunicato stampa in cui riconosceva all’Inter, prima classificata dopo le sanzioni inflitte alla Juventus e al Milan, il titolo di campione d’Italia 2005-2006.
La società maggiormente colpita fu proprio la Juventus. Riconosciuta colpevole di illecito associativo, poi tradotto in strutturatole fu revocato il titolo de iure di campione d’Italia 2004-2005, mentre non le fu assegnato quello 2005-2006 in quanto retrocessa d’ufficio all’ultimo posto in classifica (nonostante l’esito di quest’ultima stagione non sia mai stato oggetto di discussione a livello sportivo e ordinario). La Juventus scese così per la prima volta in Serie B, e dovette scontare anche un’ulteriore penalizzazione di punti nella classifica del campionato italiano di Serie B 2006-2007. Tra i tesserati, le sanzioni più pesanti colpirono Moggi, Giraudo e Innocenzo. Per tutti e tre la massima pena, ossia cinque anni di inibizione, con proposta di radiazione.
La posizione di quasi tutti i cronisti sotto il profilo penale sarà archiviata nel 2007, anche se alcuni di loro saranno sospesi per qualche tempo dall’Ordine dei Giornalisti, accusati di farsi consigliare da Moggi cosa dire in televisione o cosa scrivere sui giornali. L’unico a essere indagato e processato per associazione a delinquere sarà Ignazio Scardina, poi assolto in primo grado dal tribunale di Napoli.

