Intervenuto a Lo Spogliatoio, la trasmissione sportiva di Radio Sapienza, Alessandro Mamoli ha fatto il punto sui playoffs NBA. Con i play-in che vedono i Phoenix Suns e gli Orlando Magic prendersi l’ottava testa di serie delle rispettive conference, il quadro si delinea. Occhi puntati quindi sulla serie fra Houston Rockets e Los Angeles Lakers, sulla futuribilità degli Charlotte Hornets, sui rischi di Oklahoma e sulla famigerata 65 games rule.
Alessandro Mamoli presenta i playoffs NBA: “tutto dipende da Houston”
Non si poteva non partire dalla serie fra i Lakers i Rockets. Una serie già scritta? Il telecronista di Amazon Prime Video spiega: “Dipende molto più da Houston. Credo che una delle due prime partite, LeBron si mette la squadra sulle spalle e prova a usare un po’ quest’aura di “vi porto io verso la terra promessa” ma se ad un certo punto, verso gara 3 o gara 4 non rientrano Reaves e Doncic io la vedo onestamente difficile a causa dell’intensità difensiva che di solito mette Houston, anche se è una squadra corta. Il problema dei lakers è a) la metà campo difensiva e b) l’incapacità di riuscire a creare dei vantaggi se ti mancano i migliori due giocatori di uno contro uno della squadra. Quindi molto dipenderà da quello […]”.
La regola delle 65 partite è da modificare?
L’avvio della post-season coincide con le prime vere discussioni su chi si merita i premi individuali. La deroga concessa a Luka Doncic pone la lega nella condizione di fare due pesi e due misure. Mamoli spiega: “Intanto ha fatto anche un po’ discutere il tema che Doncic e Cunningham li ributtiamo dentro ed Anthony Edwards no. Come dire: “il polmone che collassa di Cade Cunningham è diverso dal ginocchio di Anthony Edwards. Secondo me l’unico che poteva essere salvabile è Doncic perché non si è fermato per un problema fisico. Io credo che ci metteranno le mani su questa regola perché ha fatto troppo discutere e perché comunque è troppo legata anche al guadagno dei giocatori per cui se tu sei dentro o non dentro, come sapete meglio di me ci sono dei contratti che ti permettono di prendere più soldi se tu sei inserito in uno di questi quintetti. Già il fatto che ci siano dei premi in cui sei votato. Quindi immaginate chi deve votare la responsabilità che hanno […]”.
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