AD7

Washington Wizards, capolinea per l’era John Wall-Bradley Beal?

Il contratto da $40M a stagione di John Wall pende sopra testa e monte salari degli Wizards, già impegnati per più di 100 milioni per l'ex Kentucky, Beal, Otto Porter Jr e Ian Mahinmi. Per Washington due scelte: raddrizzare la stagione o far saltare la coppia Wall-Beal

Negli Stati Uniti, e per estensione nella NBA, è più una questione di come spendere i propri soldi, piuttosto che averne o non averne. Tre nomi. Anzi sei, a gruppi di tre: Stephen Curry, Kevin Durant, Klay Thompson. E John Wall, Bradley Beal, Otto Porter Jr.

Cinque All-Star, due MVP, ed un giocatore talmente promettente appena due anni fa da meritarsi un contratto faraonico quale terzo violino della coppia di guardie più letale della Eastern Conference.

quote NBA

Ci sarebbe anche una quarta coppia di giocatori, che sulla Baia rispondono al nome di Draymond Green e nella capitale a quello di Ian ma-come-15-milioni Mahinmi, from France.

Tralasciando superficiali differenze, un milionuccio qua un milionuccio la, ciò che rimane è il fatto che gli Washington Wizards stanno al momento dando al quadrumvirato Wall-Beal-Porter-Mahinmi gli stessi soldi che Golden State ha investito – sostanzialmente contemporaneamente – per il quadrumviro Curry-Durant-Thompson-Green.

A onor del vero, va detto che gli Wizards ci provarono a riportare Kevin Durant a casa, anni fa.

Andò male, e Washington dovette “ripiegare” blindando quanto di buono avesse già in casa.

Ovvia “rookie scale extension” da 5 anni e 127 milioni di dollari dunque per Bradley Beal (nel 2016, dopo una stagione da 41-41 e playoffs mancati, ma ripagato da un 2016\17 da 49 vittorie), un obbligatorio nuovo contratto per John Wall l’anno successivo (2017) ed un doveroso pareggio di una “offer sheet” da 106.5 milioni in 4 anni per l’allora restricted free agent Otto Porter Jr. (grazie, Brooklyn Nets).

In mezzo ci sarebbe il contratto elargito al francese di cui sopra nella pazza estate 2016, che lasciamo ad eloquente silenzio. Per almeno altri due anni.

Washington Wizards: John Wall, il veleno è nella coda

23.1 punti, 10.7 assist, 4.2 rimbalzi, 2 recuperi a partita e record di 49-33 per la squadra. I numeri del John Wall edizione 2016\17.

Tanti e tali da garantirsi un’estensione al massimo salariale, quando ancora il prodotto di Kentucky era sotto contratto per altre due stagioni. Come non assicurare vita natural durante un tale gioiello, soprattutto se Durant ti ha appena dato buca?

Washington Wizards

John Wall è sotto contratto per la presente stagione per 19 milioni di dollari

A partire dall’anno prossimo, scatterà l’estensione siglata due anni fa: tra 2019 e 2023, Wall sarà probabilmente il giocatore più pagato della NBA (tra i primi tre, dai).

Il salary cap degli Washington Wizards sarà occupato tra qualche mese per 106 e rotti milioni di dollari per soli quattro giocatori.

Quei quattro giocatori. La buona notizia è che il contratto di Mahinmi scadrà tra due anni. La cattiva è che per altri due anni Mahinmi percepirà 30 milioni di dollari totali.

Un’altra cattiva notizia è che Kelly Oubre sarà free agent a fine stagione. Una buona notizia è che il contratto di Austin Rivers scadrà a fine stagione.

Un’altra buona notizia è che gli Wizards sono riusciti in questi anni a non impegnare le proprie future scelte al primo giro, fondamentali quando non puoi permetterti di spendere più un soldo bucato, perché quelli disponibili li hai spesi così, come si diceva poco sopra.

Washington Wizards al bivio?

Gli Washington Wizards (2-8) languono al momento sul fondo della Eastern Conference, in strenua lotta contro l’unica squadra al momento più disgraziata di loro, i Cleveland Cavs cui va la personale solidarietà, per quel che vale.

Ciò implica che, per rispettare l’ordine e la volontà del proprietario Ted Leonsis (50 vittorie e finale di conference, ciao core), John Wall e soci saranno costretti a rimboccarsi le maniche e puntare al – minimo – 48-25 da qui a metà aprile.

Non impossibile, soprattutto nella Eastern Conference dei Cavs, degli Hawks, di quel che rimane dei Chicago Bulls, e dei New York Knicks che non fanno neanche finta.

L’inizio di stagione è stato però tragico in un modo che nemmeno i numeri (pessimissimi) possono spiegare. Meglio guardare, e inorridire:

La schedule dei capitolini si ammorbidisce nei prossimi 10-20 giorni. Gli Wizards affronteranno ben sei squadre al momento al di sotto del .500. Il momento di risalire è ora, o mai più.

Scott Brooks, coach degli Washington Wizards (Photo by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

Washington è stata però finora talmente brutta da non crederci.

Cosa fare se entro Natale (o prima) la situazione non dovesse essere cambiata più di tanto?

Risposta numero uno: cacciare coach Brooks. L’allenatore paga per tutti.

Al momento, l’ex coach dei Thunder non rischia, ed ha la fiducia dei leader dello spogliatoio Wall, Beal e Markieff Morris.

E comunque, come si dice in questi casi, e da queste parti, cambiare l’allenatore a poco servirebbe. Sarebbe molto più utile una macchina del tempo, ma E=mc2 e quindi non si può fare.

Bradley Beal o John Wall in partenza?

In questi anni, Bradley Emmanuel Beal from florida si è guadagnato schiere di estimatori in tutta la NBA. Realizzatore purissimo, gran playmaker aggiunto, gran difensore (quando vuole), grande etica lavorativa.

Beal è sotto contratto per altri tre anni e circa 80 milioni di dollari complessivi, ha 27 anni ed è un giocatore che vale ogni centesimo di suddetto contratto. Contender, wannabe contenders e squadre con ambizioni darebbero quasi qualsiasi cosa per metterci le mani sopra.

I tre anni ancora rimanenti permetterebbero a Washington di non accontentarsi di offerte al ribasso in caso di trade. Bradley ha fatto sapere recentemente che non intende assolutamente abbandonare la nave, ne ora, ne poi.

Per gli Washington Wizards non sarebbe ipoteticamente difficile sacrificare Beal ed ottenere scelte pregiate e contratti in scadenza, per fare ordine in un payroll che fa spavento solo a guardarlo.

Se non che, quale senso avrebbe? Come ricostruire con i contratti in essere di Wall (immaginiamo la gioia con la quale John accoglierebbe la trade di Beal) e di un Porter in crisi nera?

Beal non andrà da nessuna parte, a meno che la situazione a Washington dovesse diventare tale da far cambiare idea alla guardia nativa di St.Louis.

Otto Porter Jr. potrebbe non raccogliere molto interesse al momento, nonostante il potenziale a disposizione e l’età (25 anni).

Rimane John.

Washington Wizards, il dilemma John Wall

John Wall è una delle 5 migliori point guard della lega (Curry-Kyrie-Lillard-Kemba). E’ il miglior giocatore per penetrare e scaricare della NBA, per tempi e qualità (occhio a Giannis, per questo tipo di fondamentale). E’ ancora giovane (29 anni) ed atletico, e due anni fa – prima di guastarsi un ginocchio – è stato inserito nel terzo miglior quintetto All-NBA.

Ed è il giocatore che ha preso gli Wizards post Gilbert Arenas e li ha accompagnati dal fondo della classifica – questi:

fino alle semifinali della Eastern Conference (3 volte, 2014, 2015 e 2017).

John Wall ha anche due problemi. Il più grosso, che è di percezione: John Wall guadagna come Steph Curry, ma non è Steph Curry (d’accordo, nessuno è Steph Curry), John Wall ha la stessa età di Damian Lillard, ma al contrario della star di Portland, Wall è rimasto fermo a due anni fa. Anzi, complici i problemi al ginocchio è regredito.

Il secondo problema, che è di efficenza. Il prodotto di Kentucky ha una media carriera del 33% al tiro da tre punti (meglio nell’ultima stagione, in cui ha però saltato ben 41 partite), e non tira volentieri da dietro l’arco, affidandosi ad esecuzioni midrange che – come dire – al momento non vanno più di moda, nella NBA.

Kemba Walker. Raj Mehta-USA TODAY Sports

Un altro suo pariruolo (e pari età) pocanzi menzionato, Kemba Walker, è passato dal 30.5% da tre punti dell’anno da rookie, al 39.9% della stagione 2016\17, e per di più su una mole molto maggiore di conclusioni.

John Wall ha anche una smaccata tendenza a rimanere fermo immobile quando la palla in mano ce l’ha qualcun altro, semplicemente.

Ciò che separa Curry dal resto del mondo è la sua capacità di accelerare e spaziarsi una volta ceduto il pallone, col solo obiettivo di farselo ridare il prima possibile e tirare.

La tendenza invece delle grandi point-guard di oggidì è quella di farsi dare il pallone tra le mani, ed operare da lì.

John Wall è la nemesi di Curry. Una delle visioni tipiche di un match degli Wizards è Wall lontano dal pallone con le braccia calate sui fianchi, in attesa, costeggiando la partita. Durante la stagione scorsa, la star degli Wizards ha trascoso il 75% del tempo “attivo” passato sul campo fermo, o camminando. Peggio di lui solo Dirk Nowitzki e DeMarcus Cousins. Non proprio due guardie.

Nel 2023, John Wall avrà 34 anni e sarà al termine di un contratto – alla luce di quanto detto e col senno di poi, sia ben chiarodemenziale, che lo rende virtualmente incedibile.

Gli Washington Wizards hanno dunque solo due opzioni sul tavolo per scuotere l’attuale situazione di stallo con previsioni di pioggia intensa.

La prima, praticabile, che è quella di vivere o morire con ciò che hanno a disposizione.
La seconda impraticabile, separarsi da Beal, o da Wall.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.