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Mavs: Cuban critica il sistema della pallacanestro nei college americani

di Gabriel Greotti

Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, è tra i molti detrattori del sistema di gioco della pallacanestro universitaria, che ha un sistema di gioco molto più rallentato e, secondo Cuban, come riporta Tyler Conway del Featured Columnist, questo porta ad un’impreparazione generale dei prospetti che si candideranno poi al draft per entrare al piano superiore, la NBA, in cui il gioco è molto più rapido.

Il proprietario dei Mavs, intervistato mercoledì scorso da Tim McMahon di ESPNDallas.com, ha detto: “Se vogliono tenere i bambini a scuola e impedire loro di essere giocatori professionisti, lo stanno facendo nel modo giusto mantenendo il cronometro del tiro a 35 secondi. Solo perché i bambini non sanno come giocare una gara intera di basket.”

Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks

Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks

 

 

 

 

 

Il punto di vista di Cuban, però, ha qualche fondamento statistico: Come sottolineato da Brian Phillips di Grantland il mese scorso, il punteggio medio di una partita di NCAA ha raggiunto il livello più basso nel periodo che va dalla pre-shot clock era sino ai giorni nostri. Nelle final-four di questa stagione, tre delle quattro squadre qualificate si è classificata fuori dalla top 200 “in tempo”, ad eccezione di Duke che si è classificata centoquattordicesima, statistiche fornite da KenPom.com. A tal proposito, Cuban dichiara: “E ‘orribile. E’ ridicolo, è peggio della scuola superiore. Hai 20 a 25 dei secondi di passaggi sul perimetro e poi qualcuno va e cerca di fare un gioco e fare qualcosa di stupido, e il punteggio è sceso brutalmente.” Al contrario, Cuban ha detto che la NBA ha cambiato le sue regole quando si è passati attraverso una situazione simile. La fluidità del gioco è stata definita stabilmente nel basket NBA da quando la Lega ha eliminato ogni forma di hand-checking prima della stagione 2004-05.

Jahlil Okafor di Duke, 114esima nella classifica "in tempo"

Jahlil Okafor di Duke, 114esima nella classifica “in tempo”

Cuban non è l’unico nome di spicco a lanciare frecciate allo stile di gioco della pallacanestro NCAA. Il capo allenatore dell’università del Connecticut, settore femminile, Geno Auriemma definisce il gioco degli uomini uno “scherzo”, e ha detto che la pallacanestro del college, in generale, non sta facendo abbastanza per favorire il gioco offensivo: “La linea di fondo è che nessuno può segnare, e vi diranno che è causa della grande difesa messa in campo, del grande scouting, un sacco di lavoro di squadra, senza senso, senza senso.” ha detto ai giornalisti Auriemma, che ha poi aggiunto: “Il basket universitario maschile non è al passo coi tempi, e questo è incredibile. Voglio dire basket femminile non è al passo coi tempi, ma il basket maschile loè ancora meno.”

Mentre la NCAA deve ancora commentare le critiche specifiche offerte da Cuban e da Auriemma, il cambiamento potrebbe avvenire al più presto: l’organo di governo ha sperimentato un shot clock da 30 secondi nei tornei NIT e CBI.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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