Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksEditoriale – Appunti (provvisori) della NBA Regular Season 2014/2015

La NBA si è fermata, come di consueto, in occasione dello spettacolare weekend dedicato all’All Star Game. Per le franchigie è arrivato il tempo di riposarsi brevemente, valutare qualche mossa di mercato da effettuare e, soprattutto, per fare un bilancio provvisorio di questa regular season. C’è chi si può dire abbastanza contento del ruolino di marcia racimolato finora e chi invece deve rimboccarsi le maniche per risolvere alcune problematiche attualmente insolute. E non mancano le rivelazioni, le delusioni più cocenti, i soliti giocatori dominanti e quelli ormai sulla via della consacrazione definitiva: chi più ne ha più ne metta insomma, la NBA è bella perchè è varia e sempre aperta a tutti gli scenari possibili ed immaginabili. Con ancora un pò di partite da giocare ecco  gli appunti che finora sono quelli più significativi.

 

Steve Kerr assieme a Stephen Curry.

Steve Kerr assieme a Stephen Curry.

KERR E I SUOI ‘ FRATELLI’ -Ecco perchè Phil Jackson voleva assolutamente portare sulla panchina dei New York Knicks il buon Steve Kerr. E intanto i Golden State Warriors ne beneficiano: l’impatto dell’allenatore sulla panchina della franchigia è stato devastante. Non solo Kerr ha portato un nuovo sistema offensivo innovativo, basato sul famoso Triangle Offense che fa dei suoi fondamentali circolazione della palla e tiro da tre, ma anche portato una mentalità da vera contender: il primo posto nella Western Conference dice tutto, così come dicono tutto le prestazioni degli Splash Brothers, ossia Klay Thompson e Stephen Curry. I due formano uno dei migliori backcourt della lega con il secondo ormai diventato assoluto leader tecnico e serio candidato al premio di MVP. Se si conta l’affermazione di Draymond Green e l’apporto puntuale di Andre Iguodala allora per i Warriors sognare di vincere l’Anello non è poi così sbagliato.

IL VOLO DEGLI HAWKS – Chi si sarebbe mai aspettato il sorprendente volo degli Atlanta Hawks in cima alla Eastern Conference? Probabilmente pochissimi se non nessuno. La banda di coach Mike Budenholzer è la rivelazione più significativa di questa stagione. record di 43-11, con uno straordinario 17-0 nel mese di gennaio, come nessuna squadra NBA aveva fatto prima. Andamento d’alto livello, frutto di un gioco di squadra e di un sistema solido che coinvolge tutti i giocatori, dall’ormai completo Korver ad un arcigno Millsap, senza trascurare la regia di Jeff Teague. C’è molta curiosità su come gli Hawks si comporteranno in offseason, ma se le premesse sono queste ci sarà da divertirsi.

LE ALTRE RIVELAZIONI – E le sorprese non sono finite qui, ovviamente. Dietro ai Golden State Warriors troviamo a far la voce grossa i Memphis Grizzlies di un sempre più stellare Marc Gasol. Il centro spagnolo, insieme a Zach Randolph e a Mike Conley tengono la scia di Curry e compagni con 39 vittorie e 14 KO. Una buon impianto difensivo e una manovra d’attacco ragionata sono gli ingredienti vincenti di una squadra ambiziosa e difficile da affrontare ai playoff. A tenere banco sono anche i Toronto Raptors, secondi a est: durante la passata offseason la dirigenza ha effettuato un gran lavoro (trascurato da alcuni addetti ai lavori) che ora sta dando i suoi frutti.

SPURS IN AGGUATO (IN OTTICA PLAYOFF) – Ci si aspettava una regular season a corrente alternata per varie ragioni, ma non per questo i San Antonio Spurs sono da sottovalutare, soprattutto in ottica playoff. Gregg Popovich, si sa, è un vecchio volpone ed è pronto a stupire chi sostiene che il ciclo dei neroargentati è ormai vicino alla sua conclusione. Il solito sistema c’è, così come l’esperienza di una squadra la cui nota più positiva è rappresentata dal solito Tim Duncan, che alla soglia dei 39 anni (sì, avete capito bene) viaggia quasi a una doppia doppia di media a partita. Insomma, mai dar per spacciati i campioni NBA in carica, la storia insegna.

james, wiggins

LeBron James.

CAVS, LA STRADA E’ QUELLA BUONA – Dopo il ritorno di LeBron James e l’arrivo di Kevin Love tutti erano pronti a scommettere sui Cleveland Cavaliers come probabili vincitori del campionato. Non che non lo siano potenzialmente  ma l’inizio non è stato semplice. Dopo una partenza difficoltosa, i Cavs sembrano aver trovato la strada giusta per affermarsi come contender, soprattutto dopo l’arrivo di Timofey Mozgov, che ha portato più solidità difensiva nel pitturato. C’è ancora qualche meccanismo da limare per ambire al titolo ma con il un James sempre più dominante supportato dal brillante Kyrie Irving tutto può accadere: coach David Blatt è al lavoro per far sì che tutto ciò possa accadere.

BULLS, GIOIE E DOLORI – Derrick Rose è tornato e con lui le speranze per una stagione con i fiocchi in quel di Chicago. Il play sembra essersi almeno avvicinato ai suoi ‘vecchi’ standard dopo i guai fisici che l’hanno attanagliato: oltre a le altre note positive sono rappresentate da un Pau Gasol letteralmente rinato e da un Jimmy Butler in continua ed inarrestabile ascesa. Ma non è oro tutto quello che luccica, perchè nonostante il terzo posto nella Eastern Conference coach Tom Thibodeau ha dovuto fare i conti con della lacune difensive e dei cali di concentrazione che, oltre ad essere costate ben 20 sconfitte,  ai playoff potrebbero risultare fatali e non colmate in tempo.

 

Russel Westbrook e Kevin Durant.

Russel Westbrook e Kevin Durant.

LE FACCE TRISTI DI OKC – Russell Westbrook e Kevin Durant non smettono di regalare prestazioni da urlo ma il broncio sulle loro facce rimane. Sì perchè i Thunder, tra tante difficoltà, attualmente si trovano al nono posto ad Ovest, fuori dalla zona playoff. Un andamento deludente, seppur giustificato in minima parte, che deve essere archiviato nelle partite rimanenti: OKC deve cambiare marcia perchè i Phoenix Suns e i New Orleans Pelicans tengono duro quell’ottavo posto tanto agognato. E i numeri pazzeschi di Russel e KD, se non si cambia rotta, potrebbero non bastare.

LA RIVINCITA DI KIDD – Artefice della sorprendente stagione dei Milwaukee Bucks, Jason Kidd, col suo grande lavoro, ha smentito molti dei suoi detrattori: dopo l’esperienza non esaltante alla guida dei Brooklyn Nets, l’ex playmaker ha messo in piedi un bel progetto in quel del Wisconsin, utilizzando a meglio tutto il materiale a sua disposizione. Nessuno si aspettava questo giovane e frizzante collettivo in piena zona postseason, soprattutto dopo l’infortunio di dicembre accorso al rookie Jabari Parker. E i frutti dell’applicazione e della dedizione di Kidd si vedranno presto.

TEMPI DI REBUILDING – New York Knicks, Boston Celtics e Los Angeles Lakers: tre delle più prestigiose squadre della lega stanno attraversando un anno di transizione che porterà pian piano all processo definitivo di ricostruzione dei roster. I piani però sono completamente diversi: c’è da vedere come i Celtics utilizzeranno le tante scelte ottenute recentemente, come Phil Jackson risolleverà le sorti di Anthony e compagni e come i losangelini cercheranno di ritornare agli antichi fasti, passando dal Draft e dalla free agency. Serve un altro pò di pazienza.

James Harden.

James Harden, miglior marcatore in questa regular season.

FEAR THE BEARD – Altro che problemi, ad Houston hanno il vero giocatore franchigia che non si vedeva da tempo con la casacca dei Rockets: James Harden. Già, il Barba , partita per partita, sta trascinando i suoi con una media di 27.4 punti, 5.7 rimbalzi e 6.8 assist. Numeri che si aggiungono ad un lavoro difensivo che non va affatto trascurato e che lo rende il vero ago bilancia della franchigia. Ad OKC probabilmente lo stanno rimpiangendo, mentre in Texas se lo coccolano. Gli avversari sono avvisati.

LA CONSACRAZIONE DI AD – Sotto le plance, sia in difesa che in attacco, c’è sempre lui: Anthony Davis, prodotto di Kentucky e simbolo assoluto degli ambiziosi New Orleans Pelicans. Dopo due anni di esperienza tra i grandi, Davis è diventato uno dei migliori lunghi in circolazione. Il futuro in fondo,  è tutto dalla sua parte, perchè a 22 anni non ancora compiuti viaggia ad un’impressionante media di 24.5 punti, 10.3 rimbalzi e 1.7 assist. Siamo di fronte ad una stella vera e propria, chapeau.

Marco Bellinelli.

Marco Bellinelli.

ITALIANI D’OLTREOCEANO, SORRISI A META’ – Questa regular season non sembra sorridere agli italiani d’oltreoceano, almeno in parte. Sì, perchè mentre Marco Belinelli a trovare spazio nei San Antonio Spurs e Danilo Gallinari fa quello che può nei suoi Denver Nuggets, per Andrea Bargnani e Luigi Datome la vita è tutt’altro che a rose e fiori. Mentre il primo, causa guai fisici e non solo, ha totalizzato solo 4 presenze ed è a rischio taglio da parte dei New York Knicks, il secondo non riesce a sgomitare nelle rotazioni dei Detroit Pistons. Insomma, in questo caso vale vedere sia il bicchiere mezzo pieno che quello mezzo vuoto. Un vero peccato.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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