Home NBA, National Basketball AssociationNBA in EvidenzaA un anno dalla morte, per ricordare Kobe Bryant ecco i 10 morsi del Black Mamba

A un anno dalla morte, per ricordare Kobe Bryant ecco i 10 morsi del Black Mamba

di Michele Gibin

NBA Finals 2009, Kobe Bryant agli Orlando Magic: “Benvenuti in finale”

I Lakers tornano in finale l’anno dopo aver perso contro i Boston Celtics di Paul Pierce, Kevin Garnett e Ray Allen, e ad attenderli ci sono Dwight Howard e gli Orlando Magic che avevano eliminato in finale di conference ed allontanato da Cleveland LeBron James.

Kobe Bryant, offeso a morte per la sconfitta di 12 mesi prima, non vuole correre rischi e dà il suo benvenuto ai Magic in gara 1: 40 punti, 8 rimbalzi, 8 assist, +25 di plus\minus, 2 recuperi difensivi, 2 stoppate, 16 su 34 al tiro in una prova aggressiva, lucida e letale. 100-75 il risultato di gara 1, con un Howard limitato a soli 6 tiri.

In gara 2, i Lakers si salvano grazie all’errore sulla sirena del rookie dei Magic Courtney Lee, e volano poi in Florida per chiudere i conti in gara 4 con un tiro da tre punti di Derek Fisher. In gara 5 allo Staples Center, Kobe e i Lakers vincono il primo titolo NBA dell’era post Shaquille O’Neal.

La stagione 2008\09 di Kobe Bryant è probabilmente la migliore in carriera, la più “jordaniana”: il miglior attaccante della NBA, inserito alla perfezione nel sistema offensivo della sua squadra.

Kobe Bryant: un marzo da “Me against the world”

Dal 2004, anno di addio di Shaquille O’Neal, al 2009 del quarto titolo NBA in carriera, c’è di mezzo il mare. E tante stagioni di purgatorio per Kobe Bryant, che da miglior giocatore della lega (Dirk Nowitzki permettendo) fatica a diventare leader positivo di una squadra all’altezza.

Nella stagione 2006\07, i compagni di squadra di Kobe Bryant si chiamano Smush Parker, Vladimir Radmanovic, Sasha Vujacic, Ronnie Turiaf, Kwame Brown, di fianco a Lamar Odom e a un giovanissimo Andrew Bynum. Troppo poco per parlare di titolo NBA, ed appena sufficienti per lottare per i playoffs della Western Conference, a debita distanza dalle corazzate Dallas Mavericks, Phoenix Suns, San Antonio Spurs e Utah Jazz.

Tra il 16 ed il 25 marzo 2007, un Kobe Bryant “da solo sull’isola” piazza una scarica di cinque partite da 65, 50, 60, 50 e 43 punti su Portland Trail Blazers, Minnesota Timberwolves, Memphis Grizzlies, New Orleans Hornets e Golden State Warriors.

51.6 punti di media in cinque gare, un canestro tanto bello quanto irripetibile contro i Blazers, dall’angolo destro per il +3 a 44 secondi dal termine per “bagnare” la serie, con Brandon Roy e LaMarcus Aldridge appesi ai pantaloncini e tutto lo Staples Center a chiedersi meravigliato: lo ha fatto davvero?

Unreal.

Kobe Bryant, continua la carrellata dei momenti magici!

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