81 punti contro i Raptors
E’ possibile fare meglio dei 62 in tre quarti contro i Mavs? Si, se ti chiami Kobe Bryant.
Il 22 gennaio 2006 è il giorno del career high per il Mamba: 81 punti contro i malcapitati Toronto Raptors di Jalen Rose e della giovane star Chris Bosh, in una partita tutt’altro che facile, in cui i Lakers si ritrovano in svantaggio di 14 punti all’intervallo e scappano solo nel quarto periodo.
Kobe Bryant chiuderà il suo gennaio 2005 a 43 punti di media, a Toronto inizia con 14 punti nel primo quarto e poi la slavina: 12 in 6 minuti nel secondo periodo, e 27 con 11 su 15 nel terzo quarto, sui 42 dei Lakers. Nel quarto periodo arrivano altri 28 punti, in una sola notte Kobe Bryant diventa il recordman per punti segnati in una partita dei Lakers (di Elgin Baylor con 71 il precedente primato) e il secondo di sempre dietro agli inarrivabili 100 punti di Wilt Chamberlain della mitica stagione 1961\62.
La differenza con Wilt? Alla sua partita assistettero pochi fortunati alla Hershey Sports Arena di Hershey, Pennsylvania. Dello show di Kobe, 44 anni più tardi, fu spettatore il mondo intero.
“The Takeover”, il morso più letale del Mamba
Finali NBA 2000, le prime per i Los Angeles Lakers dal 1991.
Contro i Lakers ci sono gli Indiana Pacers di Reggie Miller, di Jalen Rose e di coach Larry Bird, usciti vincenti dall’ennesima battaglia contro i New York Knicks. Gli uomini di coach Phil Jackson avevano raggiunto la finale NBA dopo la vittoria in rimonta allo Staples Center di Los Angeles contro i Portland Trail Blazers, la gara 7 del famosissimo alley-oop “Kobe to Shaq” per il sorpasso decisivo.
Nel 2000, Shaquille O’Neal è il perno assoluto dell’attacco dei Lakers, al ventunenne Kobe il compito di “facilitatore” nella triple post offense di coach Jackson, con licenza – di quando in quando – di mordere.
In gara 4 ecco l’occasione giusta. Con i Lakers sopra 2-1 nella serie alla Conseco Fieldhouse di Indianapolis, ai tempi supplementari uno Shaq fin li dominante (36 punti e 21 rimbalzi) commette il sesto fallo su Rik Smits e va in panchina (al suo posto “pitone John Salley”, come disse allora Federico Buffa). Kobe Bryant si assicura che i Pacers non possano pareggiare la serie e giocarsi sempre a Indianapolis una gara 5 da cuori forti.
Negli ultimi due minuti Bryant segna due jumper in isolamento dai 6 metri contro Reggie Miller, per rispondere ai canestri di Smits, e un tap-in su errore di Brian Shaw per tenere sopra nel punteggio i suoi. A ogni canestro segnato, la faccia di Kobe è tutta un programma: “Non sarete mica sorpresi?”
Reggie Miller sbaglierà poi il tiro da tre punti della vittoria, e i Lakers chiuderanno la serie in 6 partite per il primo titolo dell’era Shaq-Kobe, ed il primo dei 5 in carriera di Kobe Bryant.

