No Mercy Kobe
In una bella serie di finale di conference contro i Denver Nuggets di Carmelo Anthony e Chauncey Billups, i Los Angeles Lakers la spuntano per 103-94 allo Staples Center nella “pivotal” gara 5.
Il 29 maggio 2009, in gara 6 al Pepsi Center di Denver contro i Nuggets che tentano di allungare la serie, Kobe Bryant guida la carica: no mercy, nessuna pietà per Melo e compagni, bloccati dalla pressione. Il Mamba segna 35 punti con 10 assist e 12 su 20 al tiro in 42 minuti, sigilla il primo tempo stoppando Carmelo Anthony lanciato a canestro, e stacca il biglietto per la seconda finale NBA consecutiva.
119-92 il risultato finale. Una delle migliori partite in carriera ai playoffs per Kobe, che in un timeout nel quarto quarto con i Denver Nuggets alle corde sprona i compagni: “sono disperati, nessuna pietà“.
Kobe Bryant 62 – Dallas Mavericks 61
La stagione è quella del massimo in carriera per punti di media, il 2005\06, e il nuovo obiettivo dei Lakers sono i playoffs.
In quella stagione, l’ultima in cui Kobe vestirà la maglia numero 8, sono 35.4 i punti di media, e ben 6 le partite con almeno 50 punti segnati, ma il 20 dicembre 2005 contro i Dallas Mavericks allo Staples Center, Bryant esagera: la star dei Lakers segna 62 punti in tre quarti, 30 nel solo terzo periodo sui 42 della squadra, e poi va a sedersi.
Sul punteggio di 62 Kobe – 61 Mavs. In 36 minuti di partita, un solo giocatore segna più punti dell’intera squadra avversaria, e che squadra: Dirk Nowitzki, Jason Terry, Josh Howard, Devin Harris le colonne di quei Mavs futuri finalisti NBA.
Kobe segna quasi la metà dei punti dei suoi Lakers (62 su 112 finali) e diventa il primo giocatore a riuscire nell’impresa di segnare in tre quarti più dell’intera squadra avversaria dai tempi dell’introduzione del cronometro dei 24 secondi. Queste le sue cifre in partita: 18 su 31 al tiro, 22 su 25 ai tiri liberi, 4 su 10 al tiro da tre punti, 8 rimbalzi e 3 recuperi.
Anche 0 assist, ma possiamo perdonarlo.
Kobe Bryant: il Morso del Bamba

