Miami Heat, i colpi di mercato: Chris Paul
CP3 era già stato accostato ai Miami Heat in estate, quando i Rockets (nonostante le smentite di Daryl Morey) avevano iniziato a sondare il mercato per il giocatore in rotta con Mike D’Antoni e James Harden. Il “blitz“ Paul George dei Clippers, e la richiesta di Russell Westbrook di trade verso Houston avevano poi aperto per Paul la via del midwest, agli Oklahoma City Thunder.
Ai Thunder, Paul sta giocando una stagione solida, e finora senza problemi fisici, in una situazione probabilmente temporanea in cui l’ex Clippers e Hornets pare in amministrazione controllata.

Chris Paul verso Miami?
Il contratto di Chris Paul è faraonico, e lunghissimo. Nel 2021\22, quando avrà 36 anni, CP3 guadagnerà 44.2 milioni di dollari.
Perché allora puntare su quello che, al pari di quello dello sfortunato John Wall, è considerato il contratto più “cattivo”, traducendo direttamente dall’inglese, della NBA attuale?
Gli Heat non sarebbero costretti a svenarsi per Paul, offrendo ai Thunder Justise Winslow, il contratto di James Johnson e quello di Dion Waiters (forte “candidato” ad un buyout\taglio e successiva stretch provision). KZ Okpala prenderebbe la via del midwest, difficile che Sam Presti possa chiedere, con speranza d’essere esaudito, uno tra Tyler Herro e Kendrick Nunn.
Una trade che, vista dalla Florida, avrebbe senso: Jimmy Butler si è già confermato grande giocatore da post-season, Chris Paul non ha mai giocato una finale NBA, ma l’esperienza, il carisma e la classe dell’ex Rockets non sono in discussione. Gli Heat potrebbero gestire al meglio i minuti di Paul con Dragic (qualora non rientrasse nella trade) e Nunn, Bam Adebayo potrebbe diventare l’ennesimo lungo (Tyson Chandler, DeAndre Jordan, Clint Capela) a beneficiare delle alzate di CP3. E Adebayo è uno che salta. Parecchio.
Un ex Re della gara delle schiacciate per Spoelstra…

