Menzione (dis)onorevole: Philadelphia 76ers
La stagione di Joel Embiid è assolutamente inappuntabile. Il centro camerunense è stato il miglior realizzatore dell’anno con 30.6 punti di media, ha registrato prestazioni eccellenti su prestazione eccellenti ed è tra i primi due candidati per il premio di MVP. Infatti, il problema dei 76ers non lo riguarda, ed ora che Embiid è infortunato le difficoltà del resto della squadra sono ancora più evidenti.
Le difficoltà riguardano un giocatore nello specifico, James Harden. Alla trade deadline, lo scambio Harden-Simmons sembrava poter portare una ventata d’aria fresca da entrambe le parti, e così effettivamente è stato per un po’ di tempo. Nelle prime 10 gare in maglia Sixers, Harden ha registrato 22.9 punti di media con 10.7 assist, 6.8 rimbalzi, il 43.1% dal campo ed il 36.9% da tre punti. Poi, l’incantesimo pare essersi rotto.
Nelle successive dieci gare, 37.6% dal campo su 13.5 tentativi e 28.9% da tre su 6.9 tentativi, e così via fino al primo turno di playoffs. Contro i Raptors, Harden sta viaggiando a 18.4 punti di media con il 37.3% dal campo ed il 37.9% da tre, cifre che non rispecchiano il vero Harden ed il livello di pallacanestro che ha già raggiunto e può ancora raggiungere.
Embiid si è infortunato in gara 3, da quel momento in poi due sconfitte subite da Philadelphia, con Toronto che allunga la serie dal 3-0 al 3-2. Nonostante Embiid abbia optato per continuare a giocare, è chiaro quanto l’infortunio lo stia limitando e rendendo molto impacciato in fase d’attacco. E’ ora più che mai che coach Doc Rivers ha bisogno di una risposta da James Harden.


