Nick Nurse-Team Canada, il coach campione NBA in panchina ai mondiali

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Nick Nurse-Team Canada, l’head coach dei campioni NBA 2019 Toronto Raptors conferma: sarà sulla panchina della nazionale canadese ai mondiali FIBA di Cina 2019.

Sono pronto a questa nuova sfida, mi renderà un allenatore migliore, ne sono certo” Così Nurse alla prima conferenza stampa da campione NBA, prima della grande parata per le strade di Toronto per festeggiare il Larry O’Brien Trophy assieme alla città ed ai tifosi.

Il nuovo incarico sulla panchina canadese non sarebbe una prima volta a livello di squadre nazionali per lui. Coach Nurse ha infatti servito come assistente per la selezione della Gran Bretagna durante le Olimpiadi 2012, tenutesi proprio a Londra. All’epoca il suo allenatore capo era Chris Finch, ad oggi assistente NBA per i New Orleans Pelicans.

Un’esperienza che mi insegnò tanto, e spero che la nuova avventura possa insegnarmi ancora ancora di più. Certo, le mie vacanze saranno più corte, ma va bene così” Team Canada si presenterà in Cina a partire dal prossimo 21 agosto con una squadra di grande talento e potenziale.

Nick Nurse-Team Canada, quanto talento i canadesi!

Jamal Murray dei Denver Nuggets, Andrew Wiggins dei Minnesota Timberwolves, R.J. Barrett (prodotto di Duke e prossima scelta di lotteria al draft NBA 2019), Tristan Thompson dei Cleveland Cavs e Dwight Powell dei Dallas Mavericks alcune delle star che saranno in Cina, assieme ai veterani Corey Joseph, Kelly Olynyk (Miami Heat) ed al giovane e talentuoso Shai Gilgeous-Alexander dei Los Angeles Clippers.

Team Canada sarà inserito nel gruppo H assieme a Senegal, Lituania ed Australia, ed affronterà gli Aussie il prossimo 1 settembre per l’esordio mondiale.

Nick Nurse ed i timeout nel 4 quarto: “Riposo, sull’ultimo tiro fiducia in Kawhi”

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Ha suscitato qualche dubbio nel post partita di gara 5 delle finali NBA la scelta di coach Nick Nurse di utilizzare uno dei timeout a disposizione a 3 minuti dal termine, subito dopo il parziale 10-2 firmato da Kawhi Leonard che aveva “spaccato” la partita per i Toronto Raptors.

Un’impressionante scarica dell’ex stella dei San Antonio Spurs aveva regalato ai suoi il massimo vantaggio in una partita passata ad inseguire per oltre tre quarti, acceso il pubblico della ScotiaBank Arena e spostato l’inerzia della gara dalla parte dei padroni di casa.

Dopo il timeout speso da Nurse, i Golden State Warriors erano però riusciti a reagire con contro-parziale di 6-2 per rientrare in gara, prima dell’ultimo, selvaggio minuto di partita che ha visto gli uomini di Steve Kerr prevalere per 106-105.

Avevamo ancora due timeout a disposizione” Così Coach Nurse nel post gara “Ed uno l’avremmo perso negli ultimi tree minuti, come da regolamento, allora abbiamo deciso di spenderne uno per dare un giro di riposo ai ragazzi“.

Timeout che Nick Nurse ha poi deciso di non usare per organizzare l’ultimo possesso Raptors, a circa 15 secondi dal termine sul -1, e dopo la palla persa (fallo in attacco di DeMarcus Cousins) dei Golden State Warriors. Sull’ultima azione, Kawhi Leonard ha ceduto il pallone sul raddoppio a Fred VanVleet, che ha poi trovato nell’angolo sinistro Kyle Lowry per un tiro piazzato, tiro deviato però dal recupero di Draymond Green.

Ho lasciato giocare sull’ultimo possesso” Ancora Nurse “Kawhi è stato raddoppiato ed ha scelto di far girare il pallone, avevo fiducia nella capacità dei miei giocatori di trovare un buon tiro, e non cambierò idea“.

Kerr, Klay, Embiid, Drake, le reazioni del mondo NBA all’infortunio di Kevin Durant

Kevin Durant tempi di recupero-kevin durant operazione

Tante le reazioni, tra compagni di squadra e colleghi, alla notizia dell’infortunio di Kevin Durant.

La star dei Golden State Warriors rischia seriamente di pagare un prezzo salatissimo per la sua rincorsa alle finali NBA 2019, iniziate in panchina per via di un problema muscolare e durate solo 12 minuti dell’eroica e drammatica gara 5 a Toronto.

Come anticipato dai vertici della squadra, Durant ha riportato con ogni probabilità una lesione al tendine d’Achille della gamba destra, in attesa della risonanza magnetica che verrà effettuata nella giornata di martedì. Nel post partita un mix di orgoglio e comprensibile scoramento per i compagni di KD, che tra due giorni toneranno in campo alla Oracle Arena di Oakland per forzare una gara 7 in trasferta.

Le reazioni all’infortunio di Durant: Klay e Steph

Klay Thompson raggiunge nel post partita la crew di NBA TV, ed incoraggia il suo compagno: “Nessuno di noi è mai stato arrabbiato con Kevin, dover giocare senza il nostro miglior giocatore è stata una cosa pessima per noi, in passato abbiamo visto tante squadre perdere il loro giocatore di riferimento per infortunio, quest’anno è successo a noi (…) è una sensazione strana, siamo carichi per la vittoria ed allo stesso tempo, una cosa così è davvero dura da accettare, ti lascia quasi svuotato. Io conosco bene Kevin, so che è un combattente e so che tornerà più forte di prima. Ha ancora tanta pallacanestro da giocare e tantissimo da dare“.

Solo tanto rispetto per Durant, ha messo la sua salute fisica al secondo posto per la squadra, questo la dice lunga su di lui, ci mancherà. Il solo rivederlo in campo con ci aveva dato fiducia, e ora…

Steph Curry: “Anche in un contesto super competitivo come le finali NBA, la vita di tutti i giorni rimane la cosa più importante. Abbiamo visto tutto l’impegno, tutta la dedizione che (Durant, ndr) ha impiegato per esserci, tutto ciò che è stato detto su di lui per tutto l’anno. Kevin ci ha dato quello che poteva, si è sacrificato (…) mi dispiace davvero tanto per lui“.

La reazione del pubblico? (i tifosi dei Raptors hanno inizialmente gioito nel vedere Durant a terra, per poi tributare il giusto applauso al giocatore, ndr) Ho vissuto qui per anni, ed amo questo pubblico, la loro reazione mi ha lasciato un po’ confuso, non me lo aspettavo. Kyle Lowry e Danny Green sono stati bravi a chiedere rispetto per la persona. Non è questa la Toronto che mi ricordavo, spero non ci siano altri episodi del genere più avanti

Le reazioni all’infortunio di Durant: Nurse e Kerr

Nick Nurse, head coach dei Toronto Raptors: “Si è fatto male da solo, e non è mai un buon segno quando accade. Kevin Durant è uno dei mie giocatori preferiti, personalmente, vedere un infortunio così ti lascia sempre triste”.

Coach Steve Kerr fatica a trovare parole consone per il momento: “Come ho detto ai ragazzi prima, non ci sono parole. Sono davvero orgoglioso di loro per il cuore e la volontà di soffrire che hanno dimostrato, e sono davvero devastato per Kevin (Durant, ndr), mi sento davvero male per lui. Una grande vittoria ed una perdita terribile allo stesso tempo, per noi“.

Le reazioni all’infortunio di Durant: i giocatori NBA su Twitter

Tante le reazioni, i commenti ed i messaggi a Kevin Durant via social network, da tanti colleghi ed avversari NBA.

Nick Nurse, non solo soddisfazione Finals, allenerà il Canada ai Mondiali

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I suoi Toronto Raptors hanno appena raggiunto le Finals NBA, ribaltando punteggio e pronostici contro i Milwaukee Bucks nelle Eastern Conference Finals. Le soddisfazioni per Coach Nick Nurse, tuttavia, sembrerebbero non essere finite qui: secondo fonti vicine all’ambiente della franchigia dell’Ontario, e riportate da Peter Yannopoulos, lo starebbe aspettando l’incarico di Coach della nazionale del Canada.

Per Nurse si tratterebbe di una doppia carica: il posto sulla panchina del Canada non lo porterebbe ad allontanarsi da quella dei Raptors. La notizia è stata riportata anche da fonti autorevoli, come Marc Stein, del New York Times.

Come riportato dal giornalista con sede nella Grande Mela, la situazione di Nurse sarebbe analoga a quella di Coach Gregg Popovich. L’allenatore dei San Antonio Spurs, infatti, si dividerà tra la franchigia texana e la nazionale USA.

Momento d’oro, dunque, per la carriera da Head Coach appena iniziata dell’allenatore di Toronto. Dopo aver assistito quasi da spettatore alle prodezze di Kawhi Leonard nei primi due turni dei playoffs, Nurse ha messo attivamente lo zampino sul voltafaccia positivo dei suoi nella serie contro i Milwaukee Bucks.

In ogni caso, il lavoro sulla panchina canadese non sarebbe una prima volta a livello di squadre nazionali per lui. Nurse ha infatti servito come assistente per la selezione della Gran Bretagna durante le Olimpiadi del 2012, tenutesi proprio a Londra. All’epoca il suo allenatore capo era Chris Finch, ad oggi assistente in NBA per i New Orleans Pelicans.

Bucks-Raptors: cambiamenti e riscatto Toronto, verso le Finals

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Dopo le prime due gare delle Eastern Conference Finals non sarebbe stato facile pronosticarne un esito anche solo vicino a quanto effettivamente avvenuto. Infatti, i Milwaukee Bucks, teste di serie numero uno, avevano vinto e convinto a pieno in entrambe le uscite casalinghe contro i Toronto Raptors, teste di serie numero due. Sembrava che le mosse di Coach Mike Budenholzer, messe in evidenza soprattutto in gara 2, sarebbero bastate ad arginare il talento smisurato di Kawhi Leonard, apparentemente lasciato solo dai compagni e dalle mosse poco efficaci di Coach Nick Nurse.

Tutto questo, con la serie che si è trasferita sul territorio canadese della Scotiabank Arena, è cambiato. La vittoria che Toronto ha ottenuto nell’overtime di gara 3 ha segnato un punto di svolta fondamentale. Leonard ha dovuto giocare 52 minuti (massimo in carriera) per spingere i suoi alla vittoria. Il peso dei tanti minuti, e di un lieve problema fisico, l’hanno portato a non essere al meglio in gara 4, nella quale ha realizzato solo 19 punti, pochi per i suoi standard. Ciò ha spinto Coach Nurse a fare degli aggiustamenti a gara in corso e i suoi compagni a fare un passo avanti nella produzione offensiva.

Nelle due gare successive Kawhi è tornato al massimo della forma, mentre gli aggiustamenti del Coach hanno continuato a minare le certezze costruite dagli avversari fino ad allora, e gli altri Raptors, anche dalla panchina, non hanno smesso di incidere positivamente. Dall’altro lato del parquet, i Bucks hanno perso qualcosa in fiducia e sicurezza, sprecando due vantaggi costruiti nei primi tempi delle gare 5 e 6, e sono stati vittime di un calo della loro stella, Giannis Antetokounmpo, rallentato anche da un infortunio alla caviglia rimediato nel finale della quinta uscita della serie.

RAPTORS, SERVIVA ALZARSI DALLA PANCHINA

La forza dei Milwaukee Bucks ha preso vigore, per tutta la stagione, e in particolare in questi playoffs, dalla loro profondità. Abbiamo più volte, tutti, elogiato la bontà del lavoro del supporting cast di Giannis, leader in campo e fuori. I Toronto Raptors, dalla loro, avevano al contrario peccato di un contributo effettivo alle fatiche di Kawhi Leonard. Nelle prime due uscite della serie i tre principali panchinari di Toronto, Norman Powell, Serge Ibaka e Fred VanVleet, avevano accumulato un plus/minus totale di -54 quando in campo.

Spesso, in uno scontro di qualsivoglia natura, si tende a cercare di portare la sfida su un piano nel quale il proprio rivale pecchi qualcosa, o, comunque, sia inferiore. Coach Nurse, invece, piuttosto che ridurre i minuti in campo di giocatori chiaramente in difficoltà, li ha confermati ed aumentati.

In gara 3, se VanVleet e Ibaka hanno fatto ancora fatica, Powell ha segnato 19 punti giocando 30 minuti, diventando il terzo marcatore di quella partita dopo Pascal Siakam (25) e Kawhi Leonard (36). In gara 4 Ibaka, VanVleet e Powell hanno fatto registrare, rispettivamente, plus/minus di +24, +25 e +29. Il tutto andando tutti e tre in doppia cifra per punti segnati. Proprio la gara 4 in cui Kawhi ha arrancato.

4 dei 19 punti segnati da Norman Powell in gara 3

Ormai sbloccati sotto canestro, ma soprattutto mentalmente, “gli altri Raptors” si sono lasciati andare alla corrente che li ha spinti a fare bene anche nelle due uscite decisive. Nella nevralgica gara 5 vinta in terra ostile, VanVleet ha segnato 21 punti, facendo muovere la retina per 7 volte da oltre l’arco. In gara 6 ha giocato ben 34 minuti, meno solamente di Leonard (41), Lowry (41) e Siakam (42).

La più pesante delle 7 triple segnate da VanVleet in gara 5

Insomma, i Raptors hanno colpito ed affondato i Bucks proprio nella casella della mappa tecnico-tattica in cui Milwaukee sembrava poter vantare il vantaggio più largo: l’impatto degli altri giocatori in roster, aldilà delle stelle universalmente riconosciute.

LOWRY, LEONARD E TORONTO: LA SERIE DEL RISCATTO

Riscatto. Perché qualcuno dovrebbe esserne alla ricerca? Voglia di scrollarsi di dosso etichette pesanti. Voglia di ricordare al mondo delle proprie capacità. Volontà di affermarsi con orgoglio dopo anni pesanti. Ecco cosa cercavano i protagonisti di questa serie.

Kyle Lowry è il giocatore più presente (67 partite da titolare) e più prolifico (1143 punti) della storia dei playoffs dei Toronto Raptors. Su tutte queste gare giocate, però, ha sempre pesato un’etichetta gravosa: quella del perdente. Il giocatore è sempre stato additato come uno senza gli attributi necessari per incidere nei momenti clou della stagione. E in questa postseason non era cambiato molto. Almeno fino alla serie contro i Milwaukee Bucks. In gara 1 Lowry ha segnato 30 punti, ed è stato il solo a tenere a galla i suoi nell’ultimo quarto. Il vento sembrava iniziare a soffiare in un’altra direzione. Riscatto. Il veterano di Toronto non si è poi più tirato indietro, e ha chiuso la serie con 19 punti, 5 rimbalzi e 5 assist di media. Tirando con il 50% dal campo (miglior percentuale della squadra nella serie) e con il 46% da tre (meglio di lui solo VanVleet). Riscatto.

Kawhi Leonard ha vinto il premio di MVP delle Finals nel 2014, quando i suoi San Antonio Spurs sconfissero i Miami Heat di Lebron James. Ma forse più di qualcuno se lo era dimenticato. Tutti si ricordavano delle vicissitudini vissute con i San Antonio Spurs in seguito al suo infortunio contro i Golden State Warriors, durante i playoffs del 2017. Pochi ricordavano invece di quanto potesse essere dominante. Sta viaggiando su 31 punti, 9 rimbalzi e 4 assist di media ai playoffs. Sta tentando 21 tiri a notte, segnandone il 50%. Un dominio assoluto, da protagonista, in un’annata playoffs che ha dovuto fare a meno di Lebron James per mancata qualificazione e ha rinunciato, per il momento, a Kevin Durant per infortunio. Riscatto. Nei confronti di chi non ricordava più quanto fosse sterminato il talento offensivo di Kawhi. Del lavoro difensivo su Giannis, probabilmente, non serve neanche parlarne, per uno che vanta 5 apparizioni nei quintetti difensivi della lega e 2 premi di Difensore dell’anno.

Kyle Lowry serve a Kawhi Leonard l’assist per uno dei canestri decisivi di gara 6 

Infine, chi si riscatta, è la città di Toronto. L’insperata illusione che qualcosa stesse cambiando aveva accarezzato i pensieri dei tifosi canadesi dopo gara 7 contro i Philadelphia 76ers, probabilmente. Dopo quel buzzer-beater tanto simile a quello che si era rifiutato di entrare, tirato da Vince Carter nel 2001, contro gli stessi Sixers. Quel buzzer-beater, in passato visto come l’allegoria della sfortuna della città nei momenti di postseason, era stato redento da quello di Kawhi, forse, con un po’di timore di retorica, il salvatore di Toronto. Ora, dopo la rimonta contro i Bucks, il pensiero di un cambiamento inizia ad insinuarsi seriamente nelle menti di un popolo estatico, che non aspetta altro che andarsi a giocare la serie della vita contro i Golden State Warriors. Dopo tanti anni passati a osservare gli altri trionfare, eccolo, il riscatto.

Raptors, è Finale NBA! Kawhi Leonard: “Successo di squadra, ora vogliamo il titolo”

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Kawhi Leonard riesce nell’impresa, i Toronto Raptors giocheranno la prima finale NBA della loro storia dopo aver eliminati in 6 partite i favoriti della vigilia Milwaukee Bucks.

Gara 6 delle finale della Eastern Conference tra Bucks e Raptors termina 100-94 per gli uomini di coach Nick Nurse alla Scotiabank Arena di Toronto, che affronteranno ora i bi-campioni NBA in carica Golden State Warriors.

Una partita da 27 punti, 17 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi e 6 palle perse per Leonard, che rimane in campo per 41 minuti ed assieme al preziosissimo Kyle Lowry (17 punti, 8 assist e 5 rimbalzi) e ad una super prestazione della panchina dei Raptors (32 punti complessivi per Fred VanVleet, Nick Powell e Serge Ibaka) fa la storia per la franchigia canadese.

I Toronto Raptors accedono alla finale NBA vincendo una serie che li aveva visti in svantaggio per 0-2 dopo le prime due gare, impresa riuscita a pochi nella storia dei playoffs (gli ultimi a riuscirvi gli Oklahoma City Thunder di Ibaka, Kevin Durant, Russell Westbrook e James Harden nel 2012 contro i San Antonio Spurs). Un successo per la città, un successo per coach Nick Nurse, in grado alla stagione di esordio di raggiungere l’atto finale, ed un grande successo – considerati i rischi – per il presidente della squadra Masai Ujiri, l’uomo che nemmeno 12 mesi fa architettò la trade che portò Kawhi Leonard in Canada.

A fine gara, Ujiri si gode l’impresa dei suoi Raps: “Kawhi (Leonard, ndr) è il miglior giocatore della lega, e noi siamo felici di averlo qui con noi a Toronto. I ragazzi sono stati grandi, ma non vogliamo fermarci: vogliamo il titolo NBA“.

Consapevole al termine della stagione 2017\18 che la sua squadra necessitasse un cambio di passo dopo l’ennesima eliminazione per mano di LeBron james e dei suoi Cleveland Cavs, Masi Ujiri approfittò della rottura tra Leonard ed i San Antonio Spurs, e della riluttanza di Gregg Popovich nel cedere il suo ex pupillo ai Los Angeles Lakers, e propose agli Spurs un affare “blitz”.

I Raptors spedirono in Texas l’idolo di casa DeMar DeRozan ed il giovane Jakob Poeltl, in cambio di un Kawhi Leonard in prossima scadenza contrattuale, e del veterano Danny Green. Le voci circa il ben poco entusiasmo di Kawhi per la soluzione canadese, così diversa dal desiderato ritorno in California, partirono praticamente un minuti dopo la chiusura dell’affare.

Cosa avrebbero potuto fare i Toronto Raptors per diventare la nuova casa di Leonard? La loro prima finale NBA di sempre potrebbe essere la risposta.

Io voglio solo vincere, mi interessa la squadra e non ciò che faccio io” Kawhi Leonard tiene i piedi per terra, quando un’intera nazione cammina ora (sportivamente) ad un metro dal suolo “Io non voglio essere il miglior giocatore, voglio giocare nella miglior squadra. Quando dopo la trade parlai con Masai (Ujiri, ndr), lui mi disse esattamente il perché l’avesse fatto: si è rivelata sinora una buona scelta, ma la nostra stagione non è finita“.

I Raptors hanno mostrato la determinazione e la voglia di chiudere la serie in casa, senza dover fare ritorno a Milwaukee, nel momento più delicato di gara 6: sotto di 15 punti (76-61) a metà terzo quarto, gli uomini di Nick Nurse hanno iniziato una veloce rimonta, un parziale di 16-3 suggellato da una grande schiacciata di Kawhi Leonard per l’87-79 decisivo, con 6 minuti ancora da giocare sul cronometro della partita.

Il mio messaggio alla squadra sin dal primo giorno di training camp” Così coach NurseE’ stato sempre lo stesso: crederci, credere in ciò che si fa. Sapevamo di avere una buona squadra, una squadra profonda e di talento. Kawhi… non so cosa si possa dire di più, è solo dannatamente bravo, la sua voglia e la sua capacità di vincere sono di livello altissimo: tutti quei tiri, quei rimbalzi, quelle giocate difensive fatte di esclusiva forza di volontà… un vincente“.

La finale NBA 2019 sarà la terza in carriera per Kawhi Leonard. Lui, Danny Green, Serge Ibaka ed il poco utilizzato Patrick McCaw gli unici giocatori dei Raptors con esperienza di finali NBA, contro una squadra, gli Warriors, che giocherà la quinta finale NBA consecutiva.

E’ fantastico” Ancora Leonard “Ho lavorato così tanto e così a lungo per tornare a questi livelli dopo la passata stagione, ho puntato su me stesso e venendo qui ho trovato un gruppo di talento, e di grandi persone (…) mi sono adattato al sistema, qui. Kyle (Lowry, ndr) mi è stato di grandissimo aiuto, dentro e fuori dal campo. Mi ha dato consigli e supporto, ci ha guidati in campo… tutto il grande lavoro ha pagato, ed ora siamo qui, non vedo l’ora“.

 

Raptors, Nick Nurse su gara 6: “sarà una sfida durissima”

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Nick Nurse, head coach dei Toronto Raptors, è consapevole che gara 6 delle Eastern Conference Finals contro i Milwaukee Bucks sarà una vera e propria guerra senza esclusioni di colpi.

I Raptors hanno vinto le ultime tre gare contro i Bucks, ribaltando completamente  la serie dallo 0-2 iniziale al 3-2 attuale. Tuttavia, coach Nick Nurse conosce molto bene le insidie che gara 6 riserverà alla sua squadra. Insidie che aumentano esponenzialmente quando la squadra che devi affrontare vanta il miglior record dell’intera lega, come riportato da Tim Bontemps:

“Sarà la sfida più dura che affronteremo in questa serie. Se lotteranno (i Bucks ndr) come hanno sempre fatto finora, e credetemi lo faranno, sarà una sfida durissima”.

Dopo le sconfitte subite in gara 1 e 2Kawhi e compagni hanno hanno trovato il modo per limitare la potenza offensiva dei Bucks. In occasione di gara 5 infatti, la squadra allenata da Mike Budenholzer non è riuscita a superare il muro dei 100 punti segnati.

Una delle cause principali delle difficoltà realizzative di Milwaukee riscontrate nelle ultime gare è la marcatura asfissiante di Leonard su Giannis Antetokounmpo. Il “Greek Freak” ha infatti registrato solamente 20.3 punti nelle ultime tre sfide perse contro i Raptors, risultando spesso inefficace sia nel servire assist ai compagni liberi, sia nelle situazioni di contropiede.

Nonostante siano ad un passo dalle NBA Finals, I Toronto Raptors non possono concedersi improvvisi cali di concentrazione dovuti alla consapevolezza di aver invertito il corso di una serie, per molti, già conclusa dopo le vittorie casalinghe dei Bucks. Dopotutto, Antetokounmpo ha affermato con decisione che i Bucks non sono ancora pronti a dire addio ai playoffs.

Gara 6, in programma questa notte alle 2.30, sarà una sfida cruciale per entrambe le squadre. In caso di vittoria, Toronto vivrebbe una esperienza mai provata prima, l’accesso alle Finals NBA. Qualora Antetokounmpo e compagni riuscissero nell’impresa di vincere alla Scotiabank Arena, avrebbero una chance per chiudere la serie in casa.

Mike Budenholzer contro Drake: “E’ sempre in campo, la NBA lo permette?”

drake draymond green

Coach Mike Budenholzer non ha gradito la presenza costante a bordocampo, e spesso oltre i limiti della linea di campo, di Drake a Toronto.

Il musicista e produttore discografico canadese è da anni il tifoso numero 1 dei Toronto Raptors, sempre presente alla Scotiabank Arena e dal 2013 insignito della carica di “ambasciatore onorario dei Raptors nel mondo”.

Negli anni, l’artista di Toronto è diventato celebre nei circuiti NBA per il suo tifo appassionato e per le sue conoscenze. Drake è una figura riconosciuta e rispettata da tanti giocatori, e negli anni le sue interazioni con giocatori, arbitri e pubblico hanno trovato spazio nelle “note a margine” delle partite casalinghe dei suoi Raptors.

Durante le due partite della Scotiabank Arena tra Toronto Raptors e Milwaukee Bucks, in cui i padroni di casa hanno trovato la forza di impattare la serie di finale della Eastern Conference sul 2-2, l’invadenza di Drake durante la gara è apparsa agli occhi di coach Mike Budenholzer oltre i livelli di norma consentiti.

Ad esempio lo si vede durante i time-out” Spiega l’head coach dei Milwaukee Bucks “Non credo che a nessuno che non sia un allenatore o giocatore sia permesso di mettere piede in campo. Non so quanto tempo (Drake, ndr) passi in piedi e dentro al campo, ma di certo quello non è il posto dei tifosi, o di quale che sia il ruolo di Drake con i Raptors. Le linee e le barriere esistono per un motivo, di solito la NBA non permette questo tipo di cose“.

Durante la quarta partita della serie, dominata dai Raptors, Drake si è spinto un poco più in là con le sue interazioni: al solito in piedi lungo la linea di bordocampo laterale, il rapper canadese è passato dietro a coach Nick Nurse, approfittando del momento per una fugace ed amichevole scrollata di spalle con il “suo” head coach, peraltro fin troppo concentrato per accorgersi di nulla.

E’ difficile non notarlo” Ancora Budenholzer “Ogni tanto Drake approfitta dei time-out per coinvolgere il pubblico, oppure tentare di parlare con gli arbitri… insomma, lo si nota“.

La serie si trasferirà in Wisconsin per gara 5 nella notte italiana tra 23 e 24 maggio, per fare ritorno a Toronto per gara 6.

Toronto Raptors, Magic KO e coach Nurse elogia Lowry: “E’ nel suo ruolo ideale, meno pressione su di lui”

I migliori Toronto Raptors della serie non lasciano scampo in gara 4 agli Orlando Magic, imponendosi all’Amway Center di Orlando, Florida, per 107-85.

34 punti ed influenza smaltita per un fantastico Kawhi Leonard (12 su 20 al tiro e 6 rimbalzi), 16 punti per Pascal Siakam ed un attacco a pieno regime per Toronto, che chiude la partita con un eccellente 53.3% al tiro.

La difesa dei Raptors non è da meno: Nikola Vucevic viene contenuto a soli 11 punti ed un modesto 5 su 14 al tiro, e la (debole) panchina dei Magic non riesce ad incidere senza Terrence Ross (solo 5 punti per il grande ex della serie, in 31 minuti di gioco.

Ed è proprio l’approccio difensivo dei suoi la chiave delle due vittorie in trasferta dei Toronto Raptors per coach Nick Nurse: “Due vittorie così sono gratificanti per la nostra squadra, avremo l’opportunità di chiudere la serie in casa. Ma, cosa più importante, è il modo in cui le vittorie sono arrivate. In gara 2, 3 e 4 abbiamo difeso, ed è così che vogliamo continuare, se saremo abbastanza bravi“.

Gli Orlando Magic durano solo un quarto, il primo (28-26 Toronto), i Raptors accelerano nella nella seconda frazione e rimangono in totale controllo della partita. A fine gara coach Nurse spende parole d’elogio per Kyle Lowry (9 punti, 9 assist e 4 recuperi), poco appariscente in questa serie – 10.8 punti e 8.5 assista a partita con il 39% al tiro, e zero punti nella sconfitta di gara 1 – ma fondamentale per le fortune dei suoi:

Credo che (Lowry, ndr) stia giocando ora più libero, non si sente più il peso del mondo sulle spalle. Si è visto il suo istinto primario: giocare per la squadra e dare tutto sé stesso in campo. Questo è il suo ruolo, è perfetto in questa veste e si vede in campo“.

Toronto Raptors, Kawhi Leonard: “Mi è mancata l’atmosfera playoffs”

Kawhi Leonard ha fatto quest’anno ritorno in post-season dopo un anno di assenza e dopo gara 1 delle finali della Western Conference 2017 contro i Golden State Warriors, ed ha ripreso da dove aveva interrotto, seppur con una maglia diversa.

Mi mancava tutto questo” Spiega Kawhi a fine gara “Mi ritengo fortunato ad essere di nuovo in campo e poter giocare a questi livelli, comunque vada. Le vittorie in trasferta sono speciali, soprattutto ai playoffs, ne manca ancora una ed il lavoro non è finito“.

Davvero deludente non essere stati in grado di regalare una vittoria al nostro pubblico” Mastica amaro Evan Fournier (19 punti a fine gara) “Faremo di tutto per tornare qui per gara 6“.

Aaron Gordon il migliore in casa Orlando Magic. 25 punti, 7 rimbalzi, 5 assist ed il consueto iper-atletismo: “Abbiamo già dimostrato che possiamo andare a vincere a Toronto. Andremo là a combattere, vinceremo e poi la serie sarà di nuovo alla portata per noi“.

I Toronto Raptors si prepareranno a chiudere la serie già a gara 5 alla Scotiabank Arena di Toronto. La vincente della serie incontrerà la vincente tra Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets.

Raptors, Patrick McCaw si allena, possibile il rientro per gara 2

Buone notizie per i Toronto Raptors, l’ex Golden State Patrick McCaw è prossimo al rientro dopo un infortunio al pollice che lo ha tenuto fuori dai campi. Il giocatore ha ricominciato ad allenarsi come ha annunciato via twitter Josh Lewenberg, di TSN.

McCaw ha giocato solamente 26 partite con i Raptors in questa stagione e il suo apporto a livello di numeri potrebbe sembrare irrilevante sulle prestazioni della squadra. L’ex Warriors Ha fatto registrare infatti solamente 2.7 punti e 1.7 assist di media a partita in 13.2 minuti.

Numeri che non impressionano, e l’importanza che Patrick McCaw potrebbe avere sta proprio al di fuori dei numeri, infatti il suo rientro in campo potrebbe causare un incremento del livello di esperienza, cosa che manca ai Raptors, soprattutto nei giocatori in uscita dalla panchina.

Sono solamente 3 i giocatori a roster che hanno giocato dei minuti nelle NBA Finals, uno di questi è proprio Patrick McCaw che con la sua versatilità e la sua attitudine difensiva potrebbe fungere da antidoto per fermare lo scatenato D.J. Augustin che ha messo a ferro e fuoco la difesa di Toronto in gara 1, segnando 25 punti con la tripla vincente che ha gelato pubblico e giocatori presenti alla Scotiabank arena di Toronto.

Se lo augura Nick Nurse, che quindi potrebbe avere la possibilità di schierare in gara 2 contro i Magic il 2 volte campione NBA, puntando sulle sue capacità di marcare, grazie alla sua lunghezza, guardie più veloci di lui, e tiratori temibili come Ross e Augustin.

Martedì di nuovo in campo per il secondo atto della serie tra Magic e Raptors, che vede i Magic in vantaggio per 1-0 ed i Raptors alla ricerca di una vittoria che riporterebbe la serie in parità, prima di affrontare le due partite di Orlando dove i canadesi proveranno a riprendersi il fattore campo.

I Toronto Raptors vengono battuti dal tiro surreale di Jeremy Lamb. Walker: “Grazie dèi del Basket!”

Grazie dèi del Basket!” Così, a caldo, Kemba Walker ha commentato la scena da circo avvenuta sulla sirena finale della partita tra Charlotte Hornets e Toronto Raptors, finita 115-114.

Gli Hornets, dopo aver combattuto per tutta la partita, e aver condotto per buona parte del quarto periodo, si trovavano sotto 112-114 a 3 secondi dalla fine, con una rimessa a favore.

Dwayne Bacon mette la palla in gioco verso Jeremy Lamb, che ne perde il controllo, recuperandolo nella sua metà campo e sparando letteralmente una preghiera verso canestro.

Preghiera ascoltata.

Una circostanza davvero rara a cui testimoniare, che ha lasciato increduli tifosi di casa, avversari, compagni, e lo stesso Lamb. Si tratta del secondo tiro-partita segnato da più lontano degli ultimi 20 anni, dopo quello di Tyreke Evans, registrato il 29 Dicembre 2010 da 49 piedi di distanza.

Comunque, aldilà del finale, Charlotte ha giocato un’ottima partita, portando a 3 la serie di vittorie recenti. Ora la franchigia è a 1 partita dal nono posto degli Orlando Magic e a 2 dall’ottavo dei Miami Heat.

Bene Kemba Walker negli Hornets, con 15 punti e 13 assist, e Dwayne Bacon: 20 punti e 5 triple messe a segno. Non sono abbastanza per Toronto i 28 punti di Kawhi Leonard, né i 23 di Paskal Siakam. Kyle Lowry è invece tornato dallo stop alla caviglia con 7 punti.

Lamb prega e gli dèi del Basket lo ascoltano

“Mi sento alla grande. Tutti i ragazzi che hanno giocato stasera hanno contribuito. Abbiamo giocato bene tutta la partita, e chiuderla in quel modo è stato semplicemente fantastico”

Così l’uomo della nottata, Jeremy Lamb ha parlato, a caldo, dell’accaduto.

Anche il compagno di squadra Kemba Walker, incredulo, ha commentato la giocata incredibile: “Ha lanciato una preghiera, gli dèi del Basket erano con noi stanotte. Era un tiro assurdo

Lo sventurato Paskal Siakam, che avrebbe fatto un ottimo lavoro difensivo, in teoria, rimandando Lamb nella sua metà campo, ha dichiarato: “E’ stato un tiro difficile, come dovevo difenderlo?!

Coach Nurse non è preoccupato del primo posto ad Est

Per i Raptors si tratta della seconda sconfitta di fila, che li allontana dai Milwaukee Bucks, primi nella Conference Orientale. Tuttavia, già prima della partita, coach Nick Nurse ne aveva parlato ai microfoni ESPN di Tim Bontemps.

Ci interessano i Playoff, non la classifica di Conference. Da quando sono entrato in carica abbiamo deciso di seguire una linea di continuo miglioramento e cambiamenti. Dobbiamo migliorare la nostra avventura ai Playoff rispetto alle scorse stagioni. Siamo entrati al Training Camp questa estate con l’idea di muovere continuamente i pezzi e sperimentare nuove idee. Continueremo a farlo fino alla fine della Regular Season. L’anno scorso se non sbaglio chi ha vinto non era primo in classifica. (Finals: Warriors (2°) – Cavs (4°), ndr)”

 

Raptors, problemi alla schiena per Kyle Lowry, Nurse: “Preoccupazione, ma Kyle tornerà in fretta”

Toronto Raptors

La point-guard dei Toronto Raptors Kyle Lowry rimarrà fuori a tempo indeterminato, a causa di problemi alla schiena che hanno reso necessarie nei giorni scorsi delle iniezioni di antidolorifico.

Ad annunciare la notizia è lo stesso team, come riportato da Tim Bontemps di ESPN. Lowry aveva saltato l’ultima esibizione del 2018 dei Toronto Raptors, la vittoria per 95-89 sul campo dei Chicago Bulls domenica 30 dicembre.

Nelle ultime settimane, Lowry ha accusato un problema fisico alla zona lombare della schiena. Dopo la sfida dello United Center, coach Nick Nurse aveva dichiarato ai cronisti come la natura del problema fisico di Lowry comportasse “un certo grado di preoccupazione” per il suo staff.

Siamo un poco preoccupati. Lo siamo sempre quando qualcuno dei nostri ha un problema fisico. Chi non vorrebbe il proprio All-Star sempre in forze ed in campo? Siamo fiduciosi sul fatto che il recupero si Kyle stia andando per il verso giusto. Rivaluteremo le sue condizioni nei prossimi giorni

– Nick Nurse su Kyle Lowry –

 

L’ultima partita giocata da Kyle Lowry in questa stagione risale al 22 dicembre scorso. Nelle successive 8 partite, guai fisici alla schiena e ad un quadricipite hanno costretto il due volte All-Star al forfait.

I Toronto Raptors 27-11) ospiteranno nella notte di martedi gli Utah Jazz (18-19). In 30 partite disputate, Kyle Lowry sta tenendo una media di 14.4 punti, 9.8 assist e 4.5 rimbalzi a gara.