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NBA preview

Indiana Pacers preview 2021/22

Rick Carlisle
Rick Carlisle.
  • Record RS 2020/21: 34-38 (seed #9 nella Eastern Conference)
  • Arrivi: Torrey Craig (SF), Nate Hinton (SG)
  • Partenze: Doug McDermott (SF), Cassius Stanley (SG), JaKarr Sampson (PF), Amida Brimah (C)
  • Possibile quintetto: Brogdon-LeVert-Craig-Sabonis-Turner
  • Head coach: Rick Carlisle (nuovo)
  • Numero chiave: 12.9% è la percentuale con cui sono aumentati gli assist della squadra avversaria dall’anno passato. Servirà una difesa molto più solida, soprattutto visti gli interpreti a disposizione.

Ecco, quindi, che ad Indianapolis si riparte da un nome di peso, di grande esperienza e garanzia. Dopo più di un decennio passato a Dallas (dove è riuscito a mettersi al dito anche un anello), Rick Carlisle ha deciso di cambiare aria scegliendo di diventare il nuovo timoniere dei Pacers. E già basterebbe questo presupposto per fare presumere ad una stagione migliore di quella dell’anno scorso.

Il roster è rimasto pressoché invariato, tranne qualche piccolo accorgimento: importante in questo senso l’aggiunta di Torrey Craig, uno che fa parlare poco di sé ma che porta tanta solidità e difesa (chiedere a Denver e Phoenix). Nonostante non appaia tra i partenti poi ci sarebbe anche la questione TJ Warren: meteora della bolla di Orlando incensato di aspettative, poi costantemente infortunato, tutt’oggi lontano dal campo e presumibilmente fuori dal progetto.

In cabina di regia ci sarà l’affidabilissimo Malcolm Brogdon, uno sempre troppo sottovalutato, che sa unire visione di gioco, difesa e più di qualche punto nelle mani. Sarà ancora uno dei pilastri imprescindibili della squadra. Ad Indiana, poi, ci si aspetta (sfortuna permettendo) l’esplosione di tutto il potenziale di Caris LeVert che offensivamente potrebbe dare tantissimo. In questo senso Carlisle potrebbe essere l’uomo giusto per fare decollare l’ex Nets.

Nello spot di 3 si giocheranno il posto Lamb e Craig, che porteranno in dote caratteristiche diverse. Il primo più da attaccante ma con diverse lacune difensive, il secondo nel suo solido uso da collante o coltellino svizzero, ossia quello che sta bene dovunque lo metti. Sotto canestro, invece, si saranno sempre loro due: Domantas Sabonis e Myles Turner. Sebbene lo statunitense è sembrato per tutto l’anno passato con le valigie in mano, alla fine è rimasto ad Indianapolis.

Potrebbe essere anche per lui la stagione del riscatto? Sì, potrebbe. Soprattutto visto che in panchina c’è un signore che ha sempre giocato con uno come Dirk Nowitzki da ala grande, affiancandogli sempre un centro forte. Sabonis non è Nowitzki, ma la similitudine è presto fatta ed allora l’esperimento delle “Torri Gemelle” potrebbe di nuovo assumere fascino.

Da non dimenticare, infine, la presenza da sesto uomo di TJ McConnell, uno capace di esaltare le folle della sua arena: la classe operaia che va in paradiso, ma che porta con sé anche diverse doti tecniche oltre alla “garra” per cui spesso è stato osannato dal suo pubblico. Ecco, allora, che ci sono tutti i tasselli sistemati perché Indiana possa fare più di una bella stagione. E lo potrà fare partendo un po’ più dietro rispetto ad altre squadre più quotate, quindi beneficiando del fatto di avere qualche faro in meno puntato addosso.

Secondo chi scrive, Indiana infatti è qualcosa di più di semplice “sorpresa” e parte un po’ più avanti delle altre squadre inserite in questo gruppo. Ma, come detto, a volte partire con le aspettative basse può aiutare e quello che sembra dalle prime sensazioni intorno alla lega è che ad Indianapolis ci siano buone vibrazioni.

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