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Quintetti All-Times: dai Bucks ai Bulls, passando ovviamente per Boston

di Luca Sagripanti

Come sarebbe la pallacanestro odierna se Kobe Bryant e Magic Johnson avessero giocato insieme? E se Derrick Rose e Michael Jordan avessero calcato insieme il parquet?

Comporremo il quintetto di ognuna di queste squadre con un giocatore per ogni ruolo ed un Sixth man, rispettando questi standard:
– Deve aver giocato almeno due stagioni con quel team
– La scelta sarà fatta sommando le statistiche personali, i risultati di squadra e l’ importanza ricoperta dal giocatore all’ interno del team, dei fans e della città.
– La lineup sarà costruita secondo la linea di pensiero della “All-Nba”, perciò non saranno fatte distinzioni tra le posizioni separate nei ruoli di guardia e ala e la squadra sarà costruita solo sulla base di attente considerazioni di merito individuale.

Chiudiamo la serie di appuntamenti con gli “All-Times starting Five” presentandovi 7 squadre che hanno fatto la storia della lega e che hanno ospitato alcuni dei più grandi interpreti di questo gioco. Racchiudiamo in questo pezzo finale squadre di enorme spessore come: Milwaukee Bucks,Philadelphia 76ers, Houston RocketsBoston CelticsSan Antonio Spurs e Chicago Bulls, ed infine Los Angeles Lakers.

Milwaukee Bucks:

Milwaukee Bucks

Milwaukee Bucks

C: Kareem Abdul-Jabbar

È difficile spiegare l’ impatto avuto da quest’ uomo nel suo periodo di permanenza a Milwaukee. Già nel suo anno da rookie dimostra di poter essere un fattore nella lega, migliorando il record della sua squadra di 29 vittorie rispetto all’ anno precedente. Abdul-Jabbar fu il trascinatore del team che vinse il titolo NBA nel 1971, non a caso è il Leader All-Times per punti segnati in NBA. Senza metterci ad elencare gli innumerevoli traguardi personali raggiunti, vi basti sapere che nel tempo speso con i Bucks le sue medie sono pressoché surreali: 30.4 punti, 15.3 rimbalzi, 4.3 assists e 4.6 sommando stoppate e palle rubate. E tutto ciò prima che venisse scambiato per andare ad LA.

F: Giannis Antetokounmpo

Questo ragazzo è stato creato in laboratorio appositamente per giocare a basket, altrimenti non si spiega!! Le misure del suo corpo sono incredibili: le mani, sono studiate ad hoc per trattare la palla da basket come una pallina da tennis e quelle braccia infinite intimoriscono ogni giocatore che pensa di avventurarsi sotto il canestro del greco.
È sicuramente vero che la decisione di metterlo nel quintetto titolare può sembrare un po’ prematura, vista la giovanissima età e la poca esperienza sul parquet, ma il potenziale di questo ragazzo è davvero infinito, è stato convocato nella stagione passata per l’ All-Star Game e come diceva Biggie in una sua celebre canzone, per lui “sky is the limit”.

F: Sidney Moncrief

I Bucks durante gli anni ’80 hanno giocato le finali della Eastern conference ben 3 volte ed il loro “go to guy” era proprio Moncrief.
Uno di quei giocatori che non hanno mai avuto il riconoscimento che meritano, non solo nella propria era ma anche e soprattutto ai giorni nostri. In 10 stagioni con i Bucks è stato selezionato per 5 All-Star Games, tenendo una media punti di 20 a partita e vincendo il Defensive Player Of the Year awards in due stagioni consecutive, vale a dire 1982-’83 e nel 1983-’84.

G: Ray Allen

Uno dei più grandi tiratori puri nella storia della lega, Ray Allen cominciò quella che poi sarà una carriera da Hall Of Fame con i Milwaukee Bucks. Dopo essere stato acquisito grazie ad una trade il giorno stesso del draft, Allen inizia un percorso che lo porterà 3 volte alla partita delle stelle con la canotta bianco/verde addosso e 3 volte in postseason arrivando anche fino alle Conference Finals nel 2000/2001 (risultato migliore dei Bucks dopo la finale NBA persa nel 1974).
Ray Allen, che tra l’ altro appare anche in un film di Spike Lee chiamato “He Got Game”, è uno dei migliori tiratori da tre punti della storia; il suo movimento di tiro è incantevole, ma negli anni ai Bucks, quando era ancora un ragazzino, non perdeva occasione per dimostrare il suo atletismo schiacciando e portandosi via il ferro.

G: Oscar Robertson

Giocatore incredibile che, prima di venire superato nella passata stagione da Westbrook, deteneva il record di triple doppie messe a referto in una stagione. Arrivando a Milwaukee Robertson fu capace di reinventarsi, diventando il veterano al fianco di un giovanissimo Kareem Abdul-Jabbar e riuscendo finalmente a vincere l’ agognato anello che inseguiva da anni. “Big O” rimase solo 4 stagioni ai Bucks, ma giocò due All-Star Games e guidò il team a 4 Division Titles e a due apparizioni alle finali NBA, compreso il titolo del 1971.
Un immenso giocatore che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario dei tifosi dei Bucks e che ha spianato la strada per le point guards dei giorni nostri.

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1 Commenta

lorenzo 2 Maggio 2017 - 14:18

ma Artis Gilmor come centro per i Bulls no?

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