Boston Celtics
Parliamo di una delle franchigie più storiche della NBA nonché quella col maggior numero di titoli. In questo caso, la selezione, è stata particolarmente ardua

C: Bill Russell
Non ha rivoluzionato solo il modo di giocare a Basket, ha rivoluzionato il mondo lottando per i diritti degli uomini neri. Per l’ impegno dimostrato dal punto di vista sportivo ed umano la lega ha intitolato a suo nome il trofeo che decreta l’ MVP delle Finali. Tre delle migliori quattro prestazioni al rimbalzo in una singola partita appartengono a lui: 51 rimbalzi nel 1960, due volte 49 rimbalzi durante la sua carriera, e registrò 8 partite da 40 rimbalzi. Pur non essendo mai stato una grande forza offensiva è probabilmente il miglior difensore di ogni epoca ed è davvero un peccato che in quel periodo la NBA non tenesse conto delle stoppate. Portò i Celtics ad 11 Titoli in 12 stagioni (tutti i titoli degli anni 60 furono vinti dalla squadra di Boston) e fu All-Star in ognuna delle stagioni in cui militò nella lega, eccezion fatta per il suo anno da Rookie.
Negli anni 50 e 60 insieme a Wilt Chamberlain dettarono un predominio assoluto sulla lega.

Bill Russell 11 Rings
F: Larry Bird
Se si pensa al nome Larry Bird, sorge spontaneo pensare alla gara del tiro da 3 punti, o alle sfide con i Lakers dello Showtime, al Dream Team che rese imbattibile la Nazionale americana o al trashtalking esagerato che si facevano lui e Michael Jordan a vicenda quando giocavano l’ uno contro l’ altro. Larry Joe Bird è tutto questo e molto di più.
Considerato probabilmente come uno dei Celtics più rappresentativi di ogni epoca, condusse la sua franchigia a 3 anelli NBA giocando un basket tutto suo, fatto di una mano morbidissima, un’ intelligenza cestistica fuori dal comune e una “durezza mentale” che metteva in crisi il suo diretto avversario prima ancora dell’ inizio della partita.
F: John Havlicek
Havlicek è probabilmente uno dei giocatori più sottovalutati della storia nonché uno de Celtics meno celebrati, il che suona strano se si pensa che è il Leader di franchigia per minuti giocati e punti. Un giocatore d’ elite in tutti e due i lati del campo e un 13 volte All-Star che poteva giocare sia da guardia che da ala. Fra la fine degli anni ’60 e l’ inizio degli anni ’70 era un abitué degli All-NBA Team e degli All-NBA Defensive Team, di cui faceva parte ogni anno. Fu una spalla fondamentale per portare in casa C’s 8 titoli in più.
G: Paul Pierce
Il suo ultimo episodio al TD Garden di Boston, nella stagione da poco finita è stato piuttosto esplicativo sul ruolo avuto da “The Truth” nella città del Massachusetts. Pierce a dato ai fan di Boston qualcosa che va oltre il Basket, ha dato il cuore. Certo, è vero che probabilmente non ha raggiunto tanti traguardi quanti ne hanno raggiunti altri Celtics dei periodo d’ oro, ma la storia dell’ ex giocatore dei Kansas Jayhawks ha un qualcosa di quasi romantico. Nel 2001 Paul Pierce aveva 19 anni ed Il 13 Marzo dello stesso anno, alla fine di una partita di RS fra la sua franchigia ed i Lakers di Kobe & Shaq, proprio Shaquille O’Neil (uno dei più dominanti giocatori di sempre, non esattamente l’ ultimo arrivato) si presenta dai giornalisti dicendo: “Take this down, My name is Shaquille O’Neal, and Paul Pierce is the motherfucking truth.”
Dopo questo titolo trascina la sua franchigia durante otto anni di buio, circondato da un vuoto di talento spaventoso, in cui lui era l’ unica stella a brillare. Poi arriva il 2008 e, affiancato da due altri giocatori cari ai tifosi di boston, vale a dire Allen e Garnett, Pierce porta i Celtics ad una nuova storica serie finale contro gli eterni rivali di Los Angeles. Dopo 6 gare i “green” ne escono vittoriosi. Con 2 titoli alle spalle, 10 presenze all’ All-Star Game, un MVP delle Finali nel 2008 ed uno spazio insostituibile nel cuore dei tifosi dei Celtics, Pierce si è aggiudicato secondo noi questo posto nel quintetto.
G: Bob Cousy
Leader di franchigia per assist messi a referto, Cousy era un playmaker capace di segnare, generare attacco e scartare cioccolatini per i compagni. Nonostante fosse già capace di numeri più che discreti, non riuscì mai ad arrivare al titolo fino all’ arrivo di Bill Russell, ma poi diventarono inarrestabili. Formarono uno dei tandem più forti di tutti i tempi ed insieme portarono in Massachusetts 6 titoli.
Bob Cousy fu MVP nel 1957, 13 volte All-Star ed introdotto nella Hall Of Fame nel 1971, probabilmente è la guardia più forte nella storia di una delle franchigie più “anziane” della lega.
Sixth Man: Kevin McHale
McHale è ricordato probabilmente come uno dei migliori sixth man della storia, infatti è uscito dalla panchina per buona parte della sua carriera, e come potrebbe essere altrimenti quando devi condividere il campo con gente del calibro di Bird e Parish? Questo non gli ha però impedito di diventare una delle migliori ale grandi sui due lati del campo, vincendo 3 titoli NBA in maglia verde e venendo eletto 2 volte 6th man of the Year con 7 convocazioni agli All-Star Games


1 commento
ma Artis Gilmor come centro per i Bulls no?