La città di Chicago e i milioni di tifosi in giro per il mondo meritano una squadra migliore di quella che si è vista negli ultimi anni. Dall’era Derrick Rose finita prematuramente nel 2016, i Bulls sono arrivati ai playoff soltanto nel 2017 e nel 2022, perdendo entrambe le volte al primo turno.
Nel 2021 la dirigenza ha deciso di affidarsi al nuovo big three formato da DeMar DeRozan, Zach LaVine e Nikola Vucevic. La loro avventura era iniziata bene e la squadra era tra le più divertenti della Lega, ma troppi infortuni si sono frapposti sul loro cammino. Il big three, che inizialmente sembrava poter funzionare, si è rivelato presto insostenibile dal punto di vista difensivo.
Negli ultimi due anni i Bulls sono usciti entrambe le volte ai play-in, affermandosi come una squadra di media classifica, la peggior zona che esista per una squadra NBA. Quest’estate sono andati via i due pezzi più pregiati del roster, cioè DeRozan e Alex Caruso, il cui il impatto da role player è tra i migliori della Lega. Questo potrebbe annunciare l’inizio del rebuilding, ma ci sono ancora delle questioni da chiudere.
Zach LaVine ha un contratto a dir poco sproporzionato rispetto a ciò che offre come giocatore: 43 milioni a stagione per altri due anni (15esimo contratto più oneroso della NBA) e la player option per il terzo anno, che probabilmente eserciterà, visto che nessuno in NBA è disposto a pagare così tanto l’ex Wolves. Finché LaVine sarà a Chicago, il rebuilding comincerà solo per metà.
La rosa è lunga e giovane. Escludendo Torrey Craig, l’unico elemento del roster sopra ai 30 anni è Nikola Vucevic: il montenegrino non è un centro di primo livello, ma i suoi rimbalzi e il suo spacing possono essere utilissimi ai ragazzi di coach Billy Donovan. Per il resto ci sono tanti giocatori con prospettive rosee per il futuro.
Lo scorso anno Coby White è stato un papabile MIP e continuerà a segnare tanto anche nei prossimi anni. Josh Giddey viene da una stagione in cui si trovava nel contesto sbagliato, ma in questi due anni ha anche dimostrato di saper gestire un attacco e ai Bulls avrà l’occasione di farlo con continuità. Lonzo Ball non dà garanzie in termini di salute, ma se ci dovesse essere sarebbe fondamentale in difesa. Patrick Williams, in assenza di DeRozan, potrà avere più possibilità di dimostrarci perché era stato la quarta scelta nel suo draft.
Matas Buzelis è arrivato dal draft e ricoprirà il ruolo di ala piccola e, oltre a lui, anche il resto della panchina di coach Donovan è di buon livello. Per il prossimo draft i Bulls hanno una scelta protetta per le prime 10 posizioni e questo potrebbe essere un buon motivo per puntare a prendersela.
Quindi potremmo avere una stagione di tanking da parte di Chicago e sarebbe finalmente una testimonianza di progettualità da parte della franchigia. Da troppi anni sembrava una squadra persa nella terra di mezzo della NBA, senza una visione per il futuro. Forse quest’anno inizia il tanto atteso cambio di rotta.

