E’ ormai vicinissimo il termine della regular season, con la lotta serrata ad Est per accaparrarsi l’ultima piazza ed il duello Thunder vs Pelicans per l’ottavo posto ad Ovest. Le altre franchigie che occupano in generale i primi 7 posti di entrambe le conference, possono dormire sonni piuttosto tranquilli per quanto riguarda la qualificazione, non certo per la vittoria del titolo NBA o per la rincorsa ad una finals di conference o finals assoluta. Chi la spunterà?
Sino a circa metà della stagione, la situazione era molto incerta, e gli scenari che potevano aprirsi per un’eventuale finals 2015 potevano essere molti. Ad oggi, la cerchia sembra essersi ristretta a sole cinque franchigie, due ad Est e tre ad Ovest.
In primis troviamo i Cleveland Cavaliers, forti del trio Irving-James-Love: la franchigia dell’Ohio ha vissuto un difficile inizio di stagione, molto condizionato dagli infortuni e dalla fatica di trovare la giusta alchimia di squadra, nonostante la presenza di un’ottimo capo-allenatore come David Blatt. Da metà Gennaio in poi, però, The King James e compagni si sono trasformati in una macchina da guerra, un vero e proprio carro armato da parquet, e hanno fatto registrare l’ottimo record di 30 vittorie e 7 sconfitte.

Appena sotto troviamo i Golden State Warriors, che detengono ad oggi il miglior record della lega, 62 vittorie e 13 sconfitte, e basano la maggior parte dei propri successi sui numeri messi a referto dagli Splash Brothers, ovvero la point guard Stephen Curry, in lizza per l’MVP della regular season, e Klay Thompson, attuale detentore del record di punti segnati in un solo quarto. I Warriors basano il loro gioco su una difesa molto solida e ben preparata, e in attacco fanno affidamento sull’incredibile batteria di tiratori dalla lunga distanza che sono presenti a roster, sia in campo che in panchina, sviluppando così un gioco molto perimetrale. A completare il trio offensivo dei Warriors c’è Draymond Green, power forward molto versatile che possiede un range di tiro molto ampio e tuttora in espansione. Quest’ultimo è in lizza peraltro per il MIP, Most Improved Player.
Passiamo ora ad analizzare una coppia a parimerito, Spurs e Grizzlies: i primi sono i campioni uscenti dell’NBA, e tenteranno a tutti i costi di riconfermarsi. Sebbene anche l’inizio di stagione dei grigio-neri sia stato molto difficile causa infortuni, i Texani si trovano ora al sesto posto della Western Conference a pari merito con i Clippers di coach Doc Rivers,ma possono contare sul trio più rodato ed affidabile dell’NBA odierna: Tony Parker, Manu Ginobili, Tim Duncan. Ovviamente il telaio degli Spurs è sempre quello, ma gli anni si sa, passano per tutti, anche per i migliori. Così sarà fondamentale anche l’apporto dei vari Leonard, Danny Green e Splitter, tanto quanto l’apporto della panchina che comprende, tra gli altri, il nostro azzurro Marco Belinelli, con Patty Mills, Boris Diaw, tutti ottimi tiratori, e appunto, Manu Ginobili, uno dei migliori sixth man della lega. Con una concorrenza tanto agguerrita sarà difficile riconfermarsi, ma Gregg Popovich non si arrenderà certo facilmente.
I Grizzlies sono invece una vera e propria mina vagante della Western Conference: uno dei roster meglio assortiti è certamente il loro, il back court dispone di due guardie complete, come Conley e Lee, la front line è ancora più competitiva, formata dal trio Jeff Green-Zach Randolph-Marc Gasol. Il problema dei Grizzlies, attualmente secondi a pari merito con i Rockets nella Western Conference, fondamentalmente, è che hanno basato le loro vittorie stagionali sul gioco di squadra. Quando però, qualche componente della lineup non è particolarmente in forma, o qualche meccanismo tattico viene interrotto, la franchigia cede. Ne abbiamo avuto l’esempio quando, settimana scorsa, Gasol e compagni hanno affrontato in fila Cavs, Warriors e Spurs, uscendone sconfitti tutte e tre le volte malamente.
Da ultima, ma non meno importante, troviamo la regina della Eastern Conference: gli Atlanta Hawks, apparentemente senza star, ma forti di un sistema di squadra pressochè perfetto, e di un affiatamento a dir poco invidiabile, tanto che addirittura tutto il quintetto base dei falchi è riuscito ad ottenere il riconoscimento di Player of the Month nello scorso Gennaio. Il nucleo degli Hawks gira sicuramente attorno a Jeff Teague, Paul Millsap e Al Horford, ma con un tiratore come Kyle Korver in lineup non hanno assolutamente nulla da invidiare alle altre franchigie pretendenti al titolo 2015. Coach Mike Budenholzer basa il suo gioco su una difesa granitica, data la disponibilità di un quintetto base portato alla fase difensiva. In attacco, il gioco perimetrale è alternato dalle ottime giocate in post dei due lunghi Millsap e Horford.
Possibile altra outsider nella corsa all’anello potrebbero essere i Dallas Mavericks, che hanno acquisito durante la regular season la PG ex
Celtics Rajon Rondo, noto per essere abile ad elevare non di poco il suo gioco durante la post season. Il roster dei Mavs dispone inoltre di ottimi scorer come Monta Ellis e Chandler Parsons, oltre alla presenza di Dirk Nowitzki e Tyson Chandler nel reparto lunghi. Coach Carlisle concentra molto il suo gioco nel reparto esterni, mentre dietro affida la guida della difesa a Chandler, con Rondo che si è mostrato talvolta il miglior difensore nel reparto piccoli della franchigia di Dallas, ed in questo senso potrà essere un valore aggiunto per i playoff. In panchina non mancano certo le soluzioni, anche se l’affare che ha portato Rondo a Dallas ha richiesto il sacrificio di Jameer Nelson, Jae Crowder e Brandan Wright, che sarebbero tornati molto utili alla causa dei Mavs durante la post season.
Insomma la lotta al titolo può prevedere vari scenari ed è tuttora molto aperta, ma le favorite rimangono sempre Cavs e Warriors, con un occhio di riguardo alle altre citate, provenienti particolarmente dalla Western Conference. Più semplice invece, almeno sulla carta, il cammino dei Cavs verso le Finals 2015, dato che ad Est l’unica franchigia che pare in grado di fermare LeBron e compagni sembrano gli Atlanta Hawks, che però come detto, non hanno una vera e propria All-Star a roster.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)





