Diventerai un All-Star
Ci sono diversi fattori che spingono un giocatore a un salto di qualità tale da ambire alla prima convocazione all’all-Star Game. In alcuni casi come quelli recenti di Shai Gilgeous-Alexander o Anthony Edwards è semplicemente una questione di crescita, in altri è decisivo un cambio di scenario, vedere Lauri Markkanen con gli Utah Jazz. Ogni stagione NBA vede sorgere nuove stelle che di solito permettono alle rispettive squadre di compiere netti miglioramenti: a chi toccherà quest’anno?
Tra i principali indiziati c’è sicuramente Mikal Bridges, che dopo il passaggio da Phoenix a Brooklyn ha viaggiato oltre 26 punti di media. A proposito di Suns, l’arrivo a Portland potrebbe far compiere il salto definitivo a Deandre Ayton, finalmente libero dalle pressioni dell’Arizona. I lavori in corso in casa Blazers potrebbero offrire un’opportunità anche a uno fra Shaedon Sharpe, Anfernee Simons, e Jerami Grant a patto che i risultati di squadra seguono a pari passo le loro prestazioni altisonanti. Idem dicasi nell’altra conference per Jordan Poole e Kyle Kuzma, che avranno sempre il semaforo verde a Washington.
A Philadelphia ci si aspetta molto da Tyrese Maxey, che con James Harden in uscita avrà sempre più spazio e responsabilità, e a Memphis, con Ja Morant ai box, dovrà farsi avanti Desmond Bane. I Cleveland Cavaliers sperano che la prossima sia la stagione buona per la definitiva esplosione soprattutto in fase offensiva di Evan Mobley, mentre i Detroit Pistons si augurano di vedere spiccare il volo a Cade Cunningham, fermo a lungo per infortunio l’anno scorso.
Qualora i rinnovati Houston Rockets riuscissero a ingranare la marcia giusta potrebbero salire le quotazioni dei giovani talenti Jalen Green, Jabari Smith Jr e Alperen Sengun. Tra le formazioni emergenti meglio tenere d’occhio anche i progressi di Paolo Banchero e Franz Wagner, giovani leader degli Orlando Magic, e quelli di Josh Giddey, guardia tuttofare dei Thunder, e quelli di Bennedict Mathurin reduce da una grande stagione d’esordio con gli indiana Pacers. Sempre a Indianapolis, sede dell’All-Star Game 2024, potrebbe celarsi un candidato a sorpresa, Obi Toppin che finalmente ha l’occasione buona dopo gli anni di New York in cui era chiuso da Julius Randle.
Parlando di pronostici azzardati perché non includere Austin Reaves, ormai un insostituibile pilastro dei Los Angeles Lakers. Per essere più realisti meglio citare due giocatori che di fatto sono già delle star, ma che non hanno ancora avuto la soddisfazione di una chiamata fra i migliori: Jalen Brunson che l’anno scorso è stato per lunghi tratti il giocatore di riferimento dei New York Knicks, e Jamal Murray coprotagonista della trionfale cavalcata dei Denver Nuggets verso il titolo NBA
Il nuovo torneo
La stagione 2023-24 porta con sé una grande novità, l’in Season Tournament. L’idea già nell’area da tempo di creare una competizione parallela, una sorta di Coppa Italia della NBA, non poteva che destare parecchio scetticismo ma Adam Silver e soci hanno trovato la maniera più intelligente possibile per introdurla.
Le partite del nuovo torneo che si concluderà con una Final Four in stile Eurolega a Las Vegas non verranno aggiunte a quelle di regular season bensì faranno parte della stagione regolare stessa, forse l’ultimo tentativo rimasto per aumentare il significato delle 82 gare che portano dal training camp di ottobre ai playoffs di aprile. Quello precedente, ovvero l’introduzione dei play in, ha funzionato alla grande. Ora Resta da vedere se la nuova trovata si rivelerà un fiasco clamoroso o l’ennesima rivoluzione positiva dell’era Silver. come sempre la palla è nelle mani dei giocatori sperando che il messaggio arrivi forte e chiaro: se non si inverte la rotta rischiano di rimetterci tutte le parti in causa.

