Atlanta Hawks NBA preview 2021-22

- Record: 41-31 (seed #5 nella Eastern Conference)
- Rendimento playoffs: Eliminazione alle Finali di Conference contro i Milwaukee Bucks (4-2)
- Arrivi: Delon Wright (PG), Sharife Cooper (PG), Timothe Luwawu-Cabarrot (SG), Jalen Johnson (SF), Gorgui Dieng (C)
- Partenze: Kris Dunn (PG), Brandon Goodwin (PG), Tony Snell (SG/SF), Nathan Knight (PF), Bruno Fernando (PF/C)
- Possibile quintetto:Young-Bogdanovic-Hunter-Collins-Capela
- Head coach: Nate McMillan (confermato)
- Numero chiave: 14.3 (9.6 – 4.7), sono i rimbalzi totali (difensivi e offensivi) di Clint Capela. Il centro svizzero è stato il miglior rimbalzista NBA nella scorsa stagione
Dopo aver raggiunto la Finale di Conference lo scorso luglio, gliAtlatnta Hawks non si possono più nascondere. Sono una squadra solida, ben costruita e con ancora ampi margini di miglioramento. Rifirmati tutti i protagonisti dell’ultima cavalcata playoffs e con un offseason senza nessuna partenza di rilievo, la squadra di coach McMillan è pronta a riprendere da dove aveva lasciato. Questo roster, in una Eastern Conference che ha alzato ancora il livello medio e con due contender come Nets e Bucks, ha tutte le carte in regola per dire la sua e dimostrare che la bella scorsa stagione non è stato un episodio isolato.
Neanche a dirlo il fulcro del gioco offensivo della franchigia della Georgia è Trae Young. I suoi movimenti senza palla, il suo range tiro infinito, le sue penetrazioni, il floater e gli assist immaginifici sono l’incubo di ogni difesa NBA. La scorsa stagione ha anche tolto ogni dubbio sul suo possibile impatto in post-season. In molti dicevano che la sua stazza minuta e il gioco poco fisico avrebbe limitato il prodotto di Oklahoma. Gli scorsi playoffs, però, hanno detto che Young può essere decisivo anche dopo aprile. L’arrivo di Delon Wright ha la principale funzione di dare fiato al numero 11 degli Hawks e farlo arriva al momento clou il più fresco possibile.
Importante quest’anno per gli Hawks sarà capire su quale giovane puntare per il futuro e quale si può sacrificare. Perché, nonostante il rinnovo di John Collins e l’estensione già firmata per Young, sono ancora tanti i giocatori importanti e con mercato sotto contratto da rookie. Huerter, Reddish, Hunter, Okongwu, Johnson e Cooper sono troppi da tenere e sviluppare per una contender. Entro la fine della prossima offseason almeno uno (se non due) dei primi tre probabilmente sarà sacrificato per arrivare a un giocatore più esperto e utile alla causa. Kevin Huerter è quello con più stagioni NBA sulle spalle e il giocatore su cui il più in fretta possibile va presa una decisione. Il paragone con Klay Thompson è sembrato decisamente esagerato, ma il suo talento in catch-and-shot o in uscita dai blocchi è di assoluto livello. L’arrivo di Bogdanovic gli ha tolto il ruolo di shooting guard titolare, quello di Williams minuti importanti, e dei tre è forse quello che meno si adatti a giocare da small foward. Più decisivo in difesa e molto solido al tiro è Cam Reddish, il quale ai playoffs ha mostrato che nelle sere in cui è caldo non ce n’è per nessuno. Reddish è il giocatore su cui il front office ha i maggiori dubbi e che potrebbe giocarsi tanto in questa stagione. De’Andre Hunter è un giocatore utile e versatile in difesa, che sta migliorando l’efficienza offensiva (soprattutto al tiro dalla distanza) ed è probabilmente il migliore per fit con la coppia di guardie Young-Bogdanovic.
Importante sarà anche la coesistenza tra Capela e Collins. Ai playoffs ha funzionato e ha creato problemi agli avversari. I due sono lunghi totalmente diversi: fisico, eccezionale rimbalzista e taglia fuori sotto entrambi i canestri, tra i migliori rim protector della lega, ottimo bloccante e buon attaccante in post lo svizzero. Mentre atletico, esplosivo, buon tiratore anche da 3, che sa aprire bene il campo e attaccare in transizione il prodotto di Wake Forest. Il rinnovo di Collins dimostra la volontà della franchigia di andare avanti con questa coppia e di puntare forte sui due, vista la buona intesa sviluppata da entrambi con Young nelle giocate a due.
Un ruolo importante lo avranno ancora i veterani. Danilo Gallinari, nella scorsa stagione, si è rivelato un uomo chiave dalla panchina, partendo anche in quintetto quando serviva. L’azzurro è stato spesso decisivo nei momenti clou della stagione (vedasi il finale di gara 7 contro i Sixers) e ha saputo anche prendere in mano la squadra nei momenti di difficoltà a suon di giocate importanti e punti pesanti. Williams, rinnovato per una stagione, ha portato punti e leadership, come ai tempi dei Clippers, mentre Hill si è rivelato una pedina importante (spesso partendo in quintetto da 4) nel sistema difensivo degli Hawks, nonché un corpo da mettere nei finali di partita in cui bisogna difendere il risultato.
Il punto critico di quest’anno, come nella passata stagione, sarà la difesa sulle guardie. Young non ha la struttura fisica e gli istinti, Bogdanovic ci mette impegno, ma non è uno specialista e i vari Delon Wright, Lou Williams o Sharife Cooper sono più un negativo che un aiuto nella loro metà campo. Vicino a Young sembra mancare quello specialista che permetta di coprire le lacune di Trae, e di scaricare tutta (o quasi) la responsabilità difensiva. L’unico aiuto può arrivare quando Huerter è in campo, e quando uno tra Reddish e Hunter vengono usati come guardia o con compiti in marcatura sul portatore di palla avversario. In più, sicuramente, il buon sistema difensivo di Nate McMillan e gli ottimi difensori presenti a roster negli altri ruoli permettono di nascondere il prodotto di Oklahoma University. Non è escluso che nel corso della stagione possa arrivare una guardia difensiva da affiancare a Young.
