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Cinque idee per cinque squadre che potrebbero arrivare a Draymond Green

di Michele Gibin

E ne rimase solo uno (più D’Angelo Russell).

In cinque mesi la riserva quasi inesauribile di All-Star a disposizione dei Golden State Warriors si è incredibilmente esaurita: gli infortuni hanno tolto di mezzo Kevin Durant (che sarebbe comunque volato altrove, ma tant’è: la finale NBA 2019 KD non la giocò), Klay Thompson (ci vediamo l’anno prossimo, Klay), DeMarcus Cousins, ed infine e per almeno tre mesi Steph Curry.

La stagione 2019\20 dei Golden State Warriors è finita ancor prima di iniziare. Senza Curry, il cui rientro non avverrà prima di febbraio inoltrato, coach Steve Kerr è rimasto con Draymond Green, D’Angelo Russell ed un pugno di giovani: Marquese Chriss, Jordan Poole, Eric Paschall da Villanova, Glenn Robinson III, Omari Spellman, Damion Lee.

Un roster utile per spuntarla in Summer League, oppure per darsi al tanto vituperato tanking, con buona pace del co-proprietario della squadra, l’orgoglioso Joe Lacob (inoltre, la scelta al draft NBA 2019 dei Golden state Warriors passerebbe ai Brooklyn Nets, per via della sign-and-trade Russell, qualora questa non cadesse entro le prime 20).

Il primo anno dell’era di San Francisco degli Warriors, l’anno di debutto del nuovissimo Chase Center, non avrebbe potuto mettersi peggio. A D’Angelo Russell ed al navigato Draymond Green verrà chiesto, almeno fino a quando necessario, di cantare e portare la croce: qualcosa che ne Russell (per motivi d’età) e ne Green (per motivi di… esubero di star) hanno mai fatto. Questi Warriors saranno terribili per i mesi a venire, ed il loro futuro rimane comunque nelle mani di tre superstar assolute (Curry, Thompson, Green) che si avvicinano o hanno già superato la soglia dei trent’anni, che hanno giocato 5 finali NBA consecutive, e che (Curry, Thompson) vengono e verranno da infortuni lunghi.

Steph Curry è LA franchigia, e non si muoverà per nulla al mondo. Klay Thompson ha appena firmato un contratto quinquennale da 190 milioni di dollari.

Draymond Green ha concesso in estate uno “sconto” ai suoi Warriors, accordandosi per un quadriennale da 100 milioni di dollari che scatterà dalla prossima stagione. Un contratto scambiabilissimo (che prevederà una “trade kicker” del 15% su ogni anno di salario rimasto al momento della trade), per un giocatore di valore assoluto e che negli anni si è dimostrato il gregario di lusso del back-court probabilmente più forte di tutti i tempi. Green ha firmato la sua estensione lo scorso 3 di agosto, e questo significa per le regole salariali NBA che il giocatore non sarà scambiabile prima del 3 febbraio 2020.

Il tempo per attuare una trade entro la deadline 2020, che cadrà il 6 di febbraio, è pochissimo. Nulla però vieterà a Bob Myers di ascoltare offerte da qui a sei mesi. Se i Golden State Warriors dovessero davvero decidere di sacrificare Green per ottenere asset (buoni giocatori, scelte future), quali squadre NBA potrebbero farsi avanti per la più classica delle mosse “win now“, già quest’anno?

Draymond Green Trade: Portland Trail Blazers

Se è vero che Steph Curry e Klay Thompson sono la miglior coppia di tiratori di tutti i tempi, la duttilità da passatore, bloccante e playmaker aggiunto di Draymond Green ha la sua parte di merito.

Quanto potrebbero beneficiare due star come Damian Lillard e C.J McCollum della versatilità di Green? Il pick and roll Lillard-Green diventerebbe l’arma non plus ultra, un gioco a due immarcabile con l’abilità di Dame di colpire da ogni distanza pensabile in campo, e di attaccare il ferro, e con la rapidità di letture del prodotto di Michigan State (quanti alley oop hanno schiacciato negli anni Andre Iguodala, Kevon Looney e JaVale MgGee, provenienti da un pocket-pass di Green?).

blazers stotts challenge

Draymond Green in aiuto dei tre in foto?

Di fianco ad un tandem del genere, C.J. McCollum godrebbe di spazi Klay Thompson-eschi. Con Green, i compassati Blazers di Lillard, McCollum e coach Stotts potrebbero mettere in scena la loro versione degli screen and roll sul perimetro tanto cari ai Golden State Warriors.

Cosa potrebbero mettere sul piatto i Portland Trail Blazers per tentare gli ex campioni NBA? Un pacchetto incentrato su Jusuf Nurkic (in recupero da un infortunio grave, ma in netto miglioramento e giovane, soli 23 anni), sull’interessante Zach Collins (una “strech forward” atletica, dotata di raggio di tiro e potenziale) e su prospetti come Anferne Simons o Nassir Little.

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