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Orlando Magic preview 2021/22

Orlando Magic preview 2021-22
Cole Anthony.
  • Record Regular Season 2020/2021: 21-51 (seed #14 nella Eastern Conference)
  • Arrivi: Robin Lopez (C); Jeremiah Tilmon (C); E’Twaun Moore (G-F); Hassani Gravett (G); Jalen Suggs (G); Jeff Dowtin (G); Franz Wagner (G-F); Admiral Schofield (G-F)
  • Partenze: Dwayne Bacon (SG); Jordan Bone (PG); Devin Canandy (PG); James Ennis (SF); Robert Franks (PF); Frank Mason (PG); Otto Porter (SF); Chasson Randle (PG); Sindarius Thonrwell (SG)
  • Possibile Quintetto: Cole Anthony-Gary Harris-Chuma Okeke-Jonathan Isaac-Wendell Carter Jr
  • Head Coach: Jamahl Mosley (nuovo)
  • Numero Chiave: 104.6 e 113.9, rispettivamente Offensive e Defensive rating della scorsa stagione, validi per il secondo peggior attacco e la quinta peggior difesa della lega

Gli addii di Nikola Vucevic e Aaron Gordon, l’avvicendamento in panchina. Tutti segnali del fatto che i Magic abbiano deciso di chiudere il capitolo della loro storia recente che troppo spesso li ha visti come insipidi seed #8. La strada della ricostruzione sembrava essere inevitabile ed è stata imboccata con decisione, ora dovranno essere in grado di percorrerla.

Ad oggi, per età media, il roster è tra i 10 più giovani della lega e può vantare nomi di prospettiva davvero importanti. I punti interrogativi, allo stesso modo, non sono indifferenti. Starà al nuovo capo allenatore Jamahl Mosley, alla prima esperienza da coach NBA dopo 15 anni da assistente tra Denver, Cleveland e Dallas, riuscire a tramutarli nelle prime certezze di quella che si preannuncia una lunga ricostruzione.

Punti interrogativi anche riguardo le condizioni fisiche dei due giocatori a questo punto più importanti del roster: Jonathan Isaac e Markelle Fultz. Il primo sembra pronto a riaffacciarsi sul parquet dopo due sfortunatissimi infortuni, il secondo, invece, è fresco della rottura del crociato dello scorso gennaio e potrebbe saltare l’intera stagione 2021/22.

Punto interrogativo in positivo, invece, quello che accompagna la tanta curiosità per vedere una stagione completa di Wendell Carter Jr come centro titolare con la casacca di Orlando. Da quando è approdato in Florida, coinvolto nello scambio Vucevic, ha infatti mantenuto medie da 11.7 punti e 8.8 rimbalzi in 26 minuti di media, mostrando lampi davvero interessanti. Da seguire con molta attenzione anche la crescita di Cole Anthony, giovanissimo classe 2000 che già durante la scorsa annata aveva evidenziato un miglioramento costante. Dovesse trovare ancora più consistenza nelle scelte di gioco, e soprattutto in quelle al tiro, potrebbe diventare un protagonista di questi Magic.

Parlando di point-guard il punto esclamativo della off-season dei Magic, l’unico squillo ad essere sinceri, è stata la chiamata al Draft di Jalen Suggs. Il prodotto dell’università di Gonzaga ha impressionato davvero tutti al college per tecnica e soprattutto per personalità. Selezionato con la scelta numero 5, approda in NBA come uno dei prospetti circondati da maggior attenzione e maggiori aspettative. Ad oggi il duo di guardie titolari dovrebbe essere composto da Anthony e da Gary Harris, ma attenzione a potenziali avvicendamenti dovuti a un’eventuale esplosione di Suggs. L’equilibrio difensivo fornito da Harris potrebbe essere imprescindibile, soprattutto in attesa di Isaac, ma attenzione a non sottovalutare un possibile sistema a due point-guard da sperimentare a partire da situazioni a gara in corso.

Occhi puntati poi anche su Chuma Okeke, che dividerà gran parte dei minuti sulle ali con il veterano Terrence Ross finché Isaac non tonerà a pieno regime. La sua prima stagione nella lega è stata tutto sommato positiva, un primo approccio non esaltante ma che lascia aperti margini di miglioramento da esplorare. Da non dimenticare poi RJ Hampton, che arrivato tramite scambio nell’operazione Gordon, sembra aver trovato in Orlando la sua dimensione, proprio come Carter Jr. Per lui la scorsa annata 26 partite da 25 minuti di media, con 11.2 punti, 5 rimbalzi e 2.8 assist per allacciata di scarpe. Un sesto uomo in prospettiva molto interessante.

Insomma, le frecce nella faretra non mancano di certo dalle parti di Orlando. Come detto però, il coaching staff dovrà essere bravo nel plasmare una massa di talento e gioventù ad oggi, ad essere sinceri, ancora piuttosto informe.

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