Si respira aria di profondo cambiamento, almeno per quanto riguarda lo staff allenatori e l’assetto del front office, in quel di Philadelphia. Si tratta probabilmente della fase successiva al così detto “Process“, il processo di ricostruzione che ha caratterizzato i Sixers a partire dal draft del 2013. Uno dei maggiori sostenitori di tale fase di transizione è stato, ed è forse tutt’oggi, Sam Hinkie, ex general manager dei 76ers.
Subentrato alla guida del front office poco più di sette anni fa’, Hinkie ha sempre fatto delle statistiche e della logica matematica il mantra principale per affrontare il proprio incarico. Sotto la sua supervisione i Sixers hanno effettuato mosse non da poco: ad esempio, hanno selezionato nei rispettivi draft Jrue Holiday, Nerlens Noel, Dario Saric e, primo fra tutti, Joel Embiid.
Nonostante, spesso, questi giovani giocatori abbiano incontrato particolari difficoltà nel trovare una chimica di squadra, compromettendo quindi i piani futuri della squadra, ad Hinkie va’ comunque il merito di essere stato coerente con la sua filosofia: accumulare scelte e giovani prospetti, pur rischiando di perdere la maggior parte delle gare stagionali, finché la squadra non sarà in grado di puntare ad una corsa al titolo.
Ad oggi, in particolare per quest’ultima stagione alquanto deludente, molti ritengono che ci si debba allontanare completamente, magari attraverso uno scambio, da quelli che sono stati i frutti principali del “Process“: il sopra citato Embiid, e la point-guard Ben Simmons.
Scambiarli entrambi, scambiarne uno solo, ritentare mantenendo il linea generale la stessa formazione? Molti sono i quesiti, ed al momento poche le risposte. Tuttavia, visto il nuovo inserimento di coach Doc Rivers, subentrato al posto di Brett Brown, e visto il possibile avvicinamento dell’ex general manager degli Houston Rockets Daryl Morey, Philadelphia sembrerebbe voler puntare su questi due nuovi innesti per valorizzare i giocatori già presenti a roster.
Inutile dire che, a sostegno di quest’ultima tesi, l’ex general manager dei Sixers Sam Hinkie ha fatto sentire la sua voce.
Sixers, l’ex gm Sam Hinkie insiste: “Embiid e Simmons non vanno scambiati!”
“Forse le persone non ricordano quante risorse abbiamo dovuto impiegare per arrivare fin qui. Ottenere una star, in NBA, non è di certo impossibile, ma è comunque un compito arduo. Richiede, a seconda dei casi, o tanto tempo o tanta fortuna. Joel ha solo ventisei anni, potremmo dire che è solo all’inizio del suo così detto prime, e non avrebbe alcun senso muoverlo. Il compito principale è quello di portare grandi giocatori nella tua squadra, e noi li abbiamo portati, e sarebbe stupido pensare che dovremmo cercare altrove queste star quando in realtà son già qui con noi”.
Dopo aver preso in modo considerevole una posizione in questa faccenda, Sam Hinkie ha espresso le sue considerazioni personali sul possibile approdo di Daryl Morey. “Sono eccitato di vederlo ai Sixers. E’ una grande mossa. Non sarebbe una buona aggiunta, sarebbe un’ottima aggiunta. Fa’ presagire suolo buone cose per il futuro della franchigia”.










