Il finale della Regular Season è sempre (o quasi) visto come qualcosa di noioso, una fetta di stagione nella quale i verdetti sono quasi tutti emessi, dove troviamo franchigie che iniziano a programmare la prossima stagione e altre che incominciano a tirare il fiato in vista degli imminenti Playoffs: non questa volta, però. Quest’anno si prevede un finale di Regular Season molto avvincente con diverse situazioni ancora in ballo che potrebbero cambiare il destino della stagione in corso. Nell’appuntamento di oggi con la rubrica #123Ragioni individueremo 3 validi motivi per cui questo finale di Regular Season sarà incandescente:
1 – Lotta serrata per i Playoffs
Eh sì. La lotta ai Playoffs, quest’anno, è più avvincente che mai. Mancano soltanto 10 partite alla conclusione di questa Regular Season, 10 partite e avremo finalmente il quadro completo dei Playoffs che verranno e, se ad Ovest oramai la pratica sembra praticamente archiviata con i Thunder che presidiano l’ottavo posto con un vantaggio di 3 vittorie sui Pelicans, primi inseguitori, ad Est nulla è certo e tutto è da guadagnare: 5 franchigie che si danno battaglia da almeno un mese, tutte quante racchiuse in un margine di 2.5 vittorie; tutti a caccia del settimo e dell’ottavo posto nella Conference, gli ultimi due disponibili che consentiranno l’accesso ai tanto agognati Playoffs. Una lotta serrata con nessun team che può vantare il favore dei pronostici rispetto agli altri, una corsa emozionante ed entusiasmante che sta tenendo i fans delle franchigie chiamate in causa, e non solo, sulle spine, in attesa del verdetto finale che decreterà ‘vincitori e sconfitti’. Pacers, Heat, Celtics, Hornets e persino i Nets, tanto discussi e tanto criticati ma ancora lì, pronti a dire la loro per una partecipazione alla Post-Season che verrà: chi la spunterà?
2 – Mezzogiorno di fuoco nel vecchio West
“Wild Wild West” recitava il titolo di un film del 1999 che annoverava Will Smith tra gli attori del proprio cast. Già, ‘Selvaggio West’ è il termine più appropriato per descrivere la situazione che s’è venuta a creare nel corso di questa stagione nella Western Conference.
Le premesse ad inizio stagione c’erano tutte, con le solite franchigie note e con qualcuna, invece, in rampa di lancio, pronta a dare qualche grattacapo alle vecchie potenze dell’Ovest: è il caso dei Warriors dell’esordiente coach Steve Kerr, che hanno dominato l’intera RS a suon di vittorie, dando filo da torcere a destra e a manca a chiunque tentasse di intaccare il loro predominio. È il caso dei Grizzlies, confermatisi una delle franchigie più solide della NBA, o dei Blazers, che sono migliorati rispetto allo scorso anno, e i Rockets che, migliorando la propria fase difensiva, hanno automaticamente migliorato la propria percentuale di vittorie. E poi? Poi troviamo i soliti noti, con i Clippers che, salvo sorprese ai Playoffs, possono essere annoverati tra le delusioni di questa stagione insieme ai Thunder; i soliti Spurs vecchi avvoltoi famelici pronti, ancora una volta, a dare battaglia per il titolo, nonostante un record al di sotto dei loro standard e, infine, i Dallas Mavs, partiti con grandi propositi ma che, dopo l’arrivo di Rondo, anziché migliorare sembrano aver perso qualcosa. Una Western Conference ricca di talento e team pronti a farsi la guerra in questo finale perché, essendo una delle Conference più equilibrate mai viste nella storia NBA, il fattore campo può tornare sempre utile ai Playoffs e, con Blazers, Clippers, Spurs e Mavs racchiusi tra il 4° e il 7° posto nel misero margine di 2.5 vittorie, le 10 partite che verranno, saranno decisive nel cammino verso le Finals.
3 – Corsa al Draft
Abbiamo parlato di Playoffs, di una Western Conference non ancora sazia di battaglia, ma poi c’è il risvolto della medaglia, quel ‘dark side of the moon’ che sta vivendo una pessima stagione a causa di record ingloriosi, una porzione di franchigie deve accontentarsi delle briciole, nella speranza di un futuro migliore rispetto al presente che sta vivendo: parliamo ovviamente dei team che sicuramente andranno a contendersi le migliori scelte del prossimo Draft.
Knicks, Timberwolves, Kings, Sixers, Magic e persino i tanto gloriosi Lakers rientrano in questa particolare categoria. “Una lotta a chi ne perde una in più” potremmo definirla, anche se sarebbe poco rispettoso nei confronti del lavoro svolto durante il corso di tutta la stagione da parte dei giocatori, dello staff e dei dirigenti che, nonostante gli scarsi risultati prodotti sul campo, hanno comunque dato il meglio di sé stessi. In questa zona di classifica un po’ più inombrata, a farla da padrona sono i New York Knicks del presidentissimo Phil Jackson che, attraverso varie operazioni attuate già in corso di stagione, sta provando a ridare il lustro che una franchigia come quella della ‘Big Apple’ merita. L’obiettivo dichiarato (e per questo coach Zen s’è beccato anche una multa da parte della lega) ha un nome soltanto: Jahil Okafor. Il centro da Duke è il sogno proibito di ogni General Manager che gestisce una delle peggiori franchigie della lega, ma solo una riuscirà ad avere la fortuna di mettere sotto contratto questo grande prospetto: in vantaggio sembrano esservi proprio i Knicks che possono “vantare” il peggior record della lega, ma attenzione alle sorprese dietro l’angolo. Cavs docet: mai dare per scontata la Draft Lottery che, non ultima lo scorso anno, ha riservato sempre delle grandi sorprese dietro l’angolo.
Insomma, che sia la lotta ai Playoffs, ad un miglior posizionamento nella Conference o alla migliore scelta possibile del prossimo Draft, una cosa è certa: quest’anno, il finale di Regular Season potrà continuare a riservarci grandi sorprese e tante emozioni.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino




