Nella notte italiana tra lunedì e martedì, nella “Basketball City at Pier 36” di New York, sono andati in scena gli NBA Awards 2017 e, per la prima volta nella storia, la cerimonia è stata trasmessa in diretta TV. Ma le novità non finiscono qui! A differenza di tutte le altre edizioni dove i premi venivano assegnati individualmente senza ricorrere ad una celebrazione collettiva, quest’anno la National Basketball Association ha deciso di rompere la tradizione e consegnare gli “oscar del basket” dopo le Finals e non nel corso del primo turno di playoff.
Non sono mancate di certo le emozioni. Dalle lacrime del nuovo MVP Russell Westbrook, al siparietto messo in scena da Bill Russell; dal monologo iniziale del rapper Drake, grande appassionato di basket e presentatore della serata, al look “discutibile” di Draymond Green.
Grandi esclusi della serata Kevin Durant, MVP delle Finali, e LeBron James. Cleveland, sconfitta proprio dai Golden State Warriors nell’ultimo atto dei playoff, non ha avuto nemmeno un finalista; ma ricordiamo che i premi vengono assegnati da una giuria che valuta le prestazioni durante la Regular Season appena trascorsa. Sono stati aggiunti inoltre sei nuovi premi votati esclusivamente dai tifosi tramite internet, seguendo degli hashtag di riferimento.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio i vincitori di questa nuovissima edizione degli NBA Awards.
Russell Westbrook e il primo MVP della sua carriera
“Mr. Triple-Double” ce l’ha fatta: è lui il vero vincitore e protagonista di questi Awards 2017. Il playmaker degli Oklahoma City Thunder è premiato per la prima volta nella sua carriera come “Most Valuable Player”, la massima riconoscenza personale per un giocatore di basket. Russell ha dovuto sconfiggere altri due grandi protagonisti di questa stagione: James Harden e Kawhi Leonard, che si deve accontentare del premio Stoppata dell’Anno, ai danni proprio di “The Beard”.
Ma il numero 0 dei Thunder non ha vinto solo contro due grandi campioni. Westbrook ha trionfato soprattutto contro le polemiche e i continui rumors intorno al suo talento cristallino. Dall’addio di Durant e la fine di una solida amicizia, alle critiche per essere troppo individualista e pensare solo alle statistiche individuali, a discapito della squadra.
Russell ha risposto con dei numeri e dei record da capogiro. Ha chiuso la stagione con una tripla media di doppia (impresa che riuscì solo ad Oscar Robertson) e con 42 triple doppie nella Regular Season è primo nella storia della Lega; inoltre contro gli Orlando Magic ha fatto segnare la tripla doppia con più punti segnati, ben 57.
Non sono mancate le lacrime durante il discorso di premiazione e soprattutto le parole di affetto verso la famiglia e i suoi compagni di squadra, fatti salire sul palco per festeggiare il riconoscimento tanto ambito. L’emozione più grande nel momento in cui il 28enne californiano ringrazia sua moglie Nina e afferma: “ogni volta che torno a casa, che abbia vinto o abbia perso, ogni volta che vedo il tuo volto io mi illumino: ti amo, sei la miglior moglie che uno possa mai sperare di avere”.
Westbrook è stato inoltre premiato dai tifosi per il “Game Winner of the Year” nella partita contro i Denver Nuggets. I Thunder hanno portato a casa anche il riconoscimento per la “Schiacciata dell’Anno” di Victor Oladipo sulla testa di Dwight Howard.

Westbrook agli NBA Awards 2017









12 Febbraio 1934, Monroe, Louisiana. A metà degli anni ‘3o nasce colui che sarà ricordato come uno dei centri difensivi migliori della storia, William Felton Russell, conosciuto ad oggi come Bill Russell. Il giovane Bill passa la sua prima infanzia nel luogo di nascita, per trasferirsi poi nella baia di San Francisco, dove il ragazzo si iscrive alla McClymonds High School di Oakland. Dopo aver dominato durante tutto il suo periodo di permanenza a McClymonds, Russell si iscrive all’Università di San Francisco, dove farà squadra con K.C. Jones, che diventerà successivamente suo compagno di squadra anche in maglia bianco verde.









