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Squadre lottery NBA

San Antonio Spurs preview 2022/2023

Keldon Johnson.

  • Record Regular Season 2021/22: 34-48 (seed #10 nella Western Conference)
  • Arrivi: Jeremy Sochan (PF), Malaki Branham (SG), Blake Wesley (SG), Gorgui Dieng (C), Isaiah Roby (SF), Dominick Barlow (SF), Jordan Hall (SF), Alize Johnson (AG)
  • Partenze: Dejonte Murray (PG), Lonnie Walker IV (SG), Jock Landale (C), Devontae Cacok (C), D.J. Stewart Jr. (SG), Robert Woodard II (SG)
  • Possibile Quintetto: Tre Jones, Devin Vassell, Keldon Johnson, Jeremy Sochan, Jakob Poeltl
  • Head Coach: Greg Popovic (confermato)
  • Numero chiave: 19, come gli anni di tutte e tre i ragazzi chiamati al draft, per dimostrare come ormai la ricostruzione sia ufficiale

Dopo un ventennio di onnipresenza degli Spurs ai playoffs, ormai sono un paio di stagioni che non troviamo più la franchigia di San Antonio tra le prime della lega. Lo scorso anno sono riusciti a raggiungere solo nel finale di regular season l’ultimo posto per il torneo play-in. Uscendo, però, subito a causa della sconfitta contro i Los Angeles Clippers nello scontro tra nona e decima. Quest’anno, però, i texani non dovrebbe assolutamente essere della partita. Anzi sono i principali candidati per arrivare alla lottery con la percentuale più alta per la prima pick assoluta del prossimo draft.

In uscita il nome più roboante è senza dubbio quello di Dejounte Murray. Il prodotto di Washington University è stato scelto nel draft del 2016 con la 29° scelta assoluta proprio dalla franchigia texana. Dopo un paio d’anno di ambientamento e crescita scostante, lo scorso anno era diventato l’uomo franchigia, ricevendo a gennaio pure la prima convocazione all’All-Star Game. Gli Spurs, però, non sono ancora pronti per tornare competitivi e Murray aveva bisogno di un palcoscenico più importante per svilupparsi ancora. Così la point guard è stata scambiata agli Atlanta Hawks per 3 prime scelte (di cui 2 non protette), un diritto di scambio di pick e Danilo Gallinari, successivamente rilasciato.

Altro nome da sottolineare, tra quelli che hanno lasciato San Antonio, è quello di Lonnie Walker. Il prodotto dell’università di Miami ha firmato un contratto annuale per i Lakers, alla ricerca di un contesto più stimolante e competitivo. Da capire, invece il futuro di giocatori come Jakob Poeltl, Josh Richardson e Daug McDermott. In comune hanno il fatto che possiedono i 3 contratti più pesanti della squadra. Però se l’austriaco è nel suo prime (26 anni), ha tanto mercato e in estate sarà free agente, quindi potrebbe anche partire nel corso della stagione. Gli altri 2 potrebbero rimanere come veterani e punti di riferimento per i giovani.

In arrivo tanti giovani da scoprire e sviluppare (dal draft/undrafted arrivano quattro 2003). Gli Spurs sono risultate tra le squadre vincenti dell’ultimo draft, non a caso dalla sera del 23 giugno scorso sono 3 prospetti molto interessanti. Il grande nome è quello di Jeremy Sochan (2.06 m x 104 kg), ala grande/centro americo-polacca di 19 anni. In uscita da Baylor è arrivato in Texas con la 9 pick assoluta, dopo una stagione di college dove era passato da matricola sconosciuta e non considerato in ottica draft, a diamante grezzo della Big12. Conference nella quale ha vinto il premio di Six Man of Year ed è stato inserito nel quintetto di freshmann della stagione. Il suo atletismo e la sua fisicità lo hanno portato a rivelarsi un giocatore molto incisivo in NCAA, oltre che la tipologia di giocatore che agli Spurs mancava. In coppia con Vassell e Keldon Johnson forma un trio di ali molto diverse tra loro, ma anche intriganti.

Con la scelta numero 20 del primo round la squadra di coach Popovic ha chiamato un altro freshmann che è stato tra le rivelazioni della scorsa stagione: Malaki Branham. Il tiratore ex Ohio State si è imposto in Big Ten vincendo il premio di Big Ten Freshman of the Year e i riconoscimenti di introduzione nel Big Ten All-Freshman Team e di Third Team All-Big Ten. Le sue folli percentuali al tiro (50% dal campo e 41% da 3) su un numero piuttosto cospicuo di tentativi a partita lo hanno rivelato come un scorer molto interessante, che in NBA potrà portare punti facili e veloci dalla panchina. A tutto ciò aggiunge una eccezionale fase difensiva.

Sempre rimanendo sulla scia delle sorprese con la 25° scelta assoluta viene chiamato Blake Wesley. Ragazzo che a Notre Dame che arrivato come recluit a 4 stelle, ma con tanti dubbi e la certezza che avesse bisogno di rimanere diversi anni al college per dimostrare il suo talento. Invece, anche partendo dalla panchina, gli basta qualche mese per finire nel taccuino di mezzo NBA. Shooting guard atletica, rapida, abile in penetrazione e ottimo creatore per se stesso, oltre che discreto per gli altri.

Ultimo nome da sottolineare è quello dell’undrafted Dominick Barlow, ala che arriva dal Team Overtime. Per molti il ragazzo poteva anche essere da ultime dieci scelte al draft. Non essendo però stato chiamato da nessun gli Spurs si sono subito avventati su di lui con un two-way contract.

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