Houston Rockets preview 2022/2023
- Record Regular season 2021/22: 20-62 (seed #15 nella Western Conference)
- Arrivi: Jabari Smith (SF), Tari Eason (C), TyTy Washington (PG), Boban Marjanovic (C), Derrick Favors (C), Trevor Hudgins (SG), Darius Days (PF), Willy Cauley-Stein (C)
- Partenze: Christian Wood (C), John Wall (PG), Dennis Schroder (PG), David Nwaba (SG), Anthony Lamb (SF), Trevelin Queen (SG)
- Possibile quintetto: Jalen Green, Kevin Porter Jr, Jabari Smith, Jae’Sean Tate, Alpren Sengun
- Head coach: Stephen Silas (confermato)
- Numero chiave: 71.3, come la percentuale ai tiri liberi della squadra, la peggior statistica della lega, con distacco dalla penultima
La prima mossa del mercato è stata fatta proprio da Houston che a metà giugno ha spedito Christian Wood a Dallas. In cambio della scelta numero 26 al draft (poi scambiata a Minnesota), Sterling Brown, Trey Burke, Boban Marjanovic e Marquese Chriss. Il lungo voleva un contesto competitivo, come quello che troverà alla corte di Mark Cuban, mentre i Rockets si liberano di un contratto pesante e guadagnano una pick e una serie di giocatori che saranno tagliati o scambiati (come Chriss andato a OKC).
Gli altri 2 addi importanti sono delle due point guard veterane, John Wall e Dennis Schroder, entrambe free agent e che hanno deciso di accasarsi tutte e due a Los Angeles. La prima è andata sponda Clippers a rinforzare una squadra che punta a tornare competitiva dopo un anno rovinato dagli infortuni. La guardia tedesca, invece, ha optato per un ritorno ai Lakers, dove dovrà dividersi il ruolo con Russell Westbrook e Patrick Beverley.
Per quanto riguarda gli arrivi, anche qui gli occhio sono puntati soprattutto al draft, da cui arrivano 3 giocatori che potrebbero entrare da subito nelle rotazioni di coach Silas.
Il più importante è senza dubbio Jabari Smith. Il freshmann da Auburn è stata la 3° chiamata assoluta dell’ultimo draft, ma per molti si tratta del migliore della classe di rookie di quest’anno. Jabari è uno scorer pauroso, molto slanciato e con una mano educatissima. Per stile di gioco e movenze ricorda molto Kevin Durant e l’idea di poter sviluppare un giocatore con queste qualità affascina sicuramente una piazza come Houston, che dopo l’addio di Harden, è alla ricerca del loro uomo franchigia. Le sue qualità gli permettono giocare bene anche senza palla. Ciò sarà fondamentale visto la presenza dell’altro giovane talento Jalen Green, che invece vive di ball handling. La guardia americana è al suo secondo anno nella lega e, insieme Smith, compongono la coppia del futuro sulla quale i Rockets puntano per tornare a competere nei prossimi anni.
La seconda matricola arrivata la notte del 23 giugno è Tari Eason. L’ex LSU è un centro/ala grande molto atletica e dinamica, che porta tanta qualità difensiva al reparto lunghi, ma anche un giocatore utile in attacco. Sembra che l’idea sia di farlo partire dalla panchina, ma in preseason ha già mostrato di valere un posto da titolare e sarebbe molto interessante vederlo utilizzato da 4, con Sengun da 5. I due si completano bene. Eason è più abile e mobile in fase difensiva, seguirebbe meglio i lunghi avversari sul perimetro, mentre il turco rimarrebbe più a presidiare sotto il canestro. Idem in attacco, dove Tari ha abilità per aprire il campo (anche se in questo fondamentale ha ancora da lavorare tanto), con Alpren che agirebbe da minaccia del pitturato avversario.
Infine è arrivato TyTy Washington, point guard in uscita da Kentucky, preso nella tarde che ha portato la pick 26 (trasformatasi in Wendell Moore) ai Timberwolves. L’ex freshmann dei Wildcats è un giocatore solido e, nonostante al giovane età, già pronto per incidere in NBA. La sconfitta a sorpresa nel primo turno della March Madness e, una combine non eccellente, lo ha fatto scendere un po nelle board del draft. Però a Houston potrebbe trovare una sistemazione ideale. I Rockets, infatti, con la partenza di Wall e Schroder hanno perso tutte le point guard di ruolo. Nel quintetto, infatti, inizierà in quello slot Jalen green, che però ha mostrato non una grande cura del pallone e una visione non da playmaker. Non è da escludere un suo ingresso in quintetto affianco dell’ex G-League a stagione in corso, sicuramente avrà fin dall’inizio il compito di gestire la second unit.


