Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNBA Preview 2022/2023: le squadre da lottery
Squadre lottery NBA

Sacramento Kings 2022/2023

Squadre lottery NBA

De’Aaron Fox.

  • Record Regular Season 2021/22: 30-52 (seed #12 nella Western Conference);
  • Arrivi: Kevin Huerter (SG), Malik Monk (SG), Keegan Murray (PF), Quinn Cook (SG), Kent Bezemore (SG), Matthew Dellavedova (PG), Sam Merrill (PG), KZ Okpala (SF), Chima Moneke (SF), Keon Ellis (PF)
  • Partenze: Jeremy Lamb (SG), Justin Holiday (SF), Josh Jackson (SG), Donte DiVincenzo (SG), Mo Harkless (SF), Damian Jones (C)
  • Possibile quintetto: De’Aaron Fox, Kevin Huerter, Harrison Barnes, Trey Lyles, Domandas Sabonis
  • Head Coach: Mike Brown (nuovo)
  • Numero chiave:

I Sacramento Kings, delle otto squadre presenti in questa tier list, è probabilmente quella meno indicata per puntare veramente alla lottery e alla prima pick del prossimo draft. Questo perché la squadra californiana è troppo forte per finire con record peggiore delle rivali sopra citate. Allo stesso tempo, però, sembrerebbe non abbastanza competitiva per chiudere nelle prime 10 di Conference e puntare a un posto playoffs. Questo purtroppo è un limbo in cui capita spesso di finire alle squadre NBA e da cui è la cosa migliore è uscirne il prima possibile. Questa, però, non sembrerebbe la stagione giusta.

Alla giuda della squadra è stato messo un nuovo allenatore, Mike Brown, il quale ha confermato la coppia di stelle formata nel corso della scorsa regular season: De’Aaron Fox e Domantas Sabonis. La point guard entra nel secondo anno del suo contrattone da 30 milioni l’anno ed è chiamata a fare un altro salto di qualità. Fox, l’anno passato, non ha fatto male, però gli infortuni della prima parte di stagione e la non ancora trovata intesa con il lituano nella seconda, non gli hanno permesso di migliorare come ci si aspettava da lui. Quest’anno non ha scuse, deve dimostrare di valere tutti quei soldi. Il figlio d’arte, invece, è arrivato lo scorso febbraio dai Pacers e dopo un paio di mesi di ambientamento e un Europeo un po deludente è arrivato anche per lui l’ora di dimostrare di essere un’All-Star (riconoscimento che ha ricevuto negli ultimi 2 anni) che sa spostare le sorti di una franchigia.

A coadiuvarli ci saranno, conferati dalla scorsa stagione, i veterani Harrison Barnes e Terrence Davis, i lunghi Chimezie Metu e Trey Lyles, oltre ai sophomore Davion Mitchell e Neemais Queta. Ancora in forte dubbio il ruolo di Richaum Holmes, all’intero del roster. Un reparto lunghi molto (troppo) affollato, tanti giovani spingo per emergere e una stelle così invadente come Sabonis non permettono al nativo dell’Illinois di avere lo spazio che merita e pretende. Per questo rimane il principale indiziato per un uscita a stagione in corso.

Segnali buoni arrivano anche dal mercato. Dopo anni di offseason al quanto discutibili, quest’anno niente firme a cifre folli per giocatori mediocri, ma arrivano ben 2 role player e un paio di giovani interessanti nei ruoli giusti. Il primo ad arrivare è Kevin Huerter che i Kings acquisiscono via trade dagli Atlanta Hawks in cambio di Justin Holiday, Moe Harkless e una prima scelta del 2024 protetta in lottery. Huerter porta tiro da 3 e difesa e arriva a Sacramento alla ricerca di quello spazio che ad Atlanta non riusciva più a trovare. Per sopperire all’addio di Donte DiVince (che ha firmato con I Warriors) è poi stato preso il free agent ex Lakers Malik Monk. Sempre alla voce prese intelligenti si aggiunge la firma di Matthew Dellavedeva. Se l’ex Cavs, tra le tante, fosse confermato anche dopo l’ultimo taglio, porterebbe esperienza e tanto agonismo in una squadra dove non sempre si conosceva la definizione di questa parola.

In free agency arriva anche il giovane talento, mai espresso di KZ Opala, ma su cui i Kings sembra voler puntare. Però il vero nome in entrata è quello della scelta numero 4 Keegan Murray. L’ex Iowa University è stato uno dei giocatori più devastanti della scorsa stagione in NCAA. Dopo un primo anno buono, che gli era valso il quintetto freshmann nella sua conference, ma non eccelso è arrivato un secondo da paura. L’ottima regolar season gli è valsa la presenza nel First-Team All-Big Ten, ma è al torneo di conference che si scatena e porta i suoi al successo in finale. Per gli Hawkeyes si tratta del terzo successo nella storia dell’ateneo, il quale arriva contro la favorita Pordue di Jaden Ivey, che a Murray batte nella corsa al premio di MVP del torneo. Queste prestazioni, più il buon cammino alla March Madness, permetto al lungo nativo proprio dell’Iowa di venir nominato nel First-Team All-American e soprattutto di vincere il Karl Malone Award, ossia il premio di miglior ala grande della Nazione. Diciamo che le premesse per essere all’altezza di formare un trio competitivo con le due star della squadra c’è.

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