Oklahoma City Thunder preview 2022/2023
- Record Regular Season 2021/22: 24-58 (seed #14 nella Western Conference)
- Arrivi: Chet Holmgren (PF), Ousmane Dieng (SF), Jalen Williams (SG), Jaylin Williams (C), Trey Burke (PG), David Nwaba (SG), Sterling Brown (SG), Marquesse Chriss (PF), Eugene Omoruyi (SF), Lindy Waters III (SG)
- Partenze: Derrick Favors (C), Ty Jerome (PG), Theo Maledon (PG), Isaiah Roby (SF), Melvin Frazier (SF)
- Possibile Quintetto: Shai Gilgeous-Alexander, Josh Giddey, Luguentz Dort, Jeremiah Robinson-Earl, Aleksej Pokusevski
- Head Coach: Mark Daigneault (confermato)
- Numero chiave: 103.7, come i punti realizzati per partita la scorsa stagione, il peggior dato della lega che i Thunder puntano a migliorare
Tra le perdite di questa offseason poco da evidenziare. Qualche settimane fa è arrivata la notizia più interessante, ossia la trade che a portato 4 giocatori a Houston (in cambio di altrettanti). Due i nomi di spicco coinvolti, il primo è quello di Derrick Favours, centro che scopre il ruolo, ma libera OKC del suo contratto pesante. Il secondo è quello della point guard francese Theo Maledon. Ragazzo che i Thunder avevano scelto al draft 2020, con l’idea di volerci puntare. Però, a causa della presenza di guardie come Shai, Giddey, Tre Mann… non è mai riuscito trovare lo spazio giusto per sviluppare il suo talento. L’arrivo di Jalen Williams dal draft gli aveva definitivamente chiuso ogni possibilità di emergere. La sua permanenza a Houston è già finita, che possa tornare in Europa?
Per quanto riguarda gli arrivi, anche qui gli occhio sono tutti puntati sui rookie arrivati via draft (ben 4). Purtroppo il giocatore più atteso della nuova stagione, Chet Holmgren, ha subito un brutto infortunio durante l’estate che lo terrà fuori per tutta l’annata. Il prodotto di Gonzaga è dei uno dei punti chiave su la franchigia dell’Oklahoma voleva ricostruire e questa tegola non fa altro che rallentare questo processo. Dopo aver dominato alle high school Holmgren, faceva parte del trio di freshmann che hanno monopolizzato la scena NCAA (Con Banchero e Smith), finendo addirittura nel Second Team All-American, oltre che fino all’ultimo nei discorsi per la prima pick al draft. Giocatore molto particolare perché nonostante la sua altezza (2.13 m), possiede un primo passo rapidissimo, un’eccezionale mobilità e mani educatissime. A cui aggiunge una straordinaria intelligenza difensiva e un’istinto innato per la stoppata (secondo per stoppate a partita in tutta la NCAA).
Senza Chet il principale oggetto d’interesse sarà Jalen Williams. L’ex Santa Clara ha scalato drasticamente le gerarchia nelle settimane precedenti al draft. Il ragazzo, infatti, era considerato da fine primo giro, ma dopo la combine era salito fino in lottery. La chiamata con la dodicesima pick ha sicuramente sorpreso, ma avrà il tempo e lo spazio per dimostrare di valere quella scelta. Sicuramente senza l’Holmgren gli occhi saranno tutti puntati su di lui, anche perché al college ha giocato per 3 stagioni, quindi dovrebbe essere più “pronto” di altri giovani. Però il ruolo a OKC è molto affollato, anche per questo dovrà dimostrare da subito il suo talento e dimostrare di meritare minuti.
Visto che con Josh Giddey aveva funzionato, OKC ha voluto pescare ancora il miglior giocatore proveniente dal NBL (campionato australiano). Dopo la point guard australiana, quest’anno ai Thunder arriva Ousmane Dieng. L’ala francese, inizialmente era stata scelta dai New York Knicks, ma una di trade a draft in corso lo ha portato a OKC. Dieng, prima del grande salto in NBA, aveva voluto fare una stagione lontano dal suo paese andando a giocare per i New Zealand Breakers, così da ambientarsi in un campionato competitivo lontano dall’Europa. La giovane età e le qualità fisiche e atletiche sono dalla sua, chissà se questa particolare scelta pagherà.
L’ultimo rookie che merita una citazione è il centro ex Arkansas è Jaylin Williams. Chiamato al secondo giro da OKC, ma potrebbe avere tanto spazio fin da subito. Come detto sopra i due giocatori che avrebbero potuto occupare lo slot di centro non ci saranno. Favors in quanto è stato scambiato, mentre Holmgren è costretto ai box per tutta la stagione. Saranno quindi lui e Aleksej Pokuševski ha dividersi i minuti nel ruolo, con il serbo che partirà titolare, ma con l’americano primo cambio e tanta voglia di invertire le gerarchie. Williams nella prima stagione al college non ha brillato, ma nella seconda è esploso, diventando il protagonista della sorprendente stagione di Arkansas. A conferma di ciò sono arrivati i premi di First Team All-SEC e SEC All-Defensive Team (2022).
In questa stagione si guarderà in casa Oklahoma per altri 2 motivi. Prima di tutto per capire cosa vorrà fare Shai Gilgeous-Alexander. L’ex Clippers entra nel suo quinto anno in NBA e, a parte il suo anno da rookie, si è sempre trovato in contesti poco competitivi e per lui si prospetta un altro anno di bassa classifica. Sicuramente la voglia di giocare i playoffs o comunque di competere potrebbe portare dei malumori e particolari considerazioni in vista del futuro. Però quest’anno entra in vigore il suo nuovo contratto da circa 180 milioni in 5 anni. Per questo motivo è chiamato a fare lo step successivo per dimostrare di valere quei soldi e lo status che essi rappresentano. Anche perché se riuscisse a far fare uno salto di livello alla squadra la dirigenza potrebbe pensare a costruirgli un roster più competitivo in torno la prossima stagione.
Parlando di rinnovi è giusto citare anche quello di Luguentz Dort. L’ex Arizona State ha mostrato di saper fare due cose, ma di saperle fare molto bene e in questa lega ciò ripaga. Per lui, infatti, è arrivata un’estensione da 82 milioni in 5 anni (con team option sul quinto anno). Oklahoma, facendo così, blinda un importante role player per il futuro.


