Detroit Pistons preview 2022/2023
- Record Regular Season 2021/22: 23-59 (seed #14 nella Eastern Conference)
- Arrivi: Bojan Bogdanovic (SF), Alec Burks (SG), Nerlens Noel (C), Kemba Walker (PG), Jaden Ivey (PG), Jalen Duren (C), Kevin Knox (SF), Buddy Boeheim (SG)
- Partenze: Jeremi Grant (PF), Kelly Olynyk (PF), Frank Jackson (PG), Saben Lee (PG), Luka Garza (C), Carsen Edwards (PG), Jamorko Pickett (PF)
- Possibile quintetto: Cade Cunningham, Jaden Ivey, Bojan Bogdanovic, Saddiq Bey, Isaiah Stewart
- Head coach: Dwane Casey (confermato)
- Numero chiave: 32.6%, come la percentuale da 3 dei Pistons la scorsa stagione (2° peggiore della lega), ecco il perché della firma di Bogdanovic
Tra i movimenti in uscita da segnalare soprattutto la cessione di Jeremi Grant ai Portland Trail Blazers, in cambio di una 1° scelta del 2025 e una trade exeption da 21 milioni di dollari. L’ex Nuggets era arrivato in Michigan un paio di anni fa firmando un contrattone e con l’obiettivo di essere la stella della squadra. Sicuramente è stato il miglio giocatore dei Pistons in questi anni, ma con un utilità più per le sue statistiche, che per le fortune della squadra. Detroit, infatti, ha usato questi anni per accumulare giovani promesse, su da sviluppare, senza mai voler provare a costruire una squadra intorno a Grant. Ora ai Trail Blazers arriva con un ruolo più da comprimario, ma in un contesto più competitivo.
La cessione di Grant lascia sulle spalle di Cade Cunnigham tutte le responsabilità di leadership della squadra. La prima scelta assoluta del draft 2021, dopo un inizio frenato da alcuni problemi fisici, ha chiuso la sua stagione da rookie in crescendo e dimostrando di poter essere la pietra miliare su cui ricostruire. Come lui confermatissimi il cecchino Saddiq Bey e il centro Isaiah Stewart. Se il primo si sta dimostrando uno dei tiratori più affidabili della lega e la reincarnazione della definizione di role player: un buon giocatore, che sa fare solo un paio di cose, ma le sa fare benissimo. Il lungo è chiamato a fare ancora uno step avanti, arrivato alla sua terza stagione NBA, deve dimostrare di non aver solo le capacità per stare sotto canestro a lottare, ma proprio di dominare il pitturato.
Il mercato in entrata, invece, due incognite nel roster dei Pistons, Bojan Bogdanovic e Kemba Walker. L’ex Charlotte arriva a Detroit nella stessa trade che porta anche il lungo appena scelto Jalen Duren. In pratica come zavorra e la possibilità di un buyout o di scambio nel recente futuro è più che probabile. Al contrario Bogdanovic, spedito dai Jazz in cambio di Kelly Olynyk e in scadenza a fine anno, ha un contratto decisamente più pesante e una situazione ancora più imprevedibile. Il croato, infatti, potrebbe essere merce di scambio in trade deadline di qualche contender che lo vede come il giocatore mancante per fare uno step in postseason. Ma la dirigenza dice di puntarci molto e potrebbe fare una stagione nel Michigan con il ruolo di “chioccia” per i giovani e poi cercare in estate un nuovo contratto. Con la stessa Detroit che sembra pronta a rinnovarlo.
A questi dubbi si aggiunge quello del futuro di Killian Hayes. Playmaker al quarto anno, che per ora ha deluso le attese, e che se cambia rotta in quest’anno la prossima estate potrebbe essere ai margini della lega. A complicare la sua situazione si aggiunge un reparto guardie molto affollato, anche a causa dell’arrivo di nuovi giovani come il rookie Jaden Ivey.
Proprio l’ex Pordue University è il giocatore più interessante tra quelli arrivati in questa offseason. Al college ha mostrato abilità atletiche fuori dal comune. Per caratteristiche fisiche, di stile di gioco e di movenze ricorda molto Ja Morant. Ivey, infatti, è una point guard abilissima nelle penetrazioni e con un’esplosività tale da essere infermabile quando attacca il canestro. Il tiro da 3 è ondivago e con una meccanica non invidiabile. Il ball handling è buono, ma ogni tanto si incarta e perde troppe palle. Ha una ottima visione di gioco, anche se ci sono margini di miglioramento nel fondamentale.
L’altro rookie finito a Detroit è il già citato Jalen Duren. Il centro ex Memphis era arrivato alla corte di coach Penny Hardaway con la nomea del predestinato e in lotta per la top 3 con Banchero e Holmgren. Una stagione sotto le aspettative e una squadra un po allo sbando, lo hanno fatto scendere più del previsto la sera del draft. Ma le sue eccezionali doti fisiche e l’impressionante capacità di dominare sotto il canestro avversario non sono sfuggite ai Pistons, che hanno fatto di tutto per prenderlo la sera stessa del dai Knicks, i quali lo avevano chiamato con la pick numero 13. Vista la presenza a roster di Stewart, l’ex Tigers dovrà partire dalla panchina, ma se questa volta confermerà le aspettative, potremmo presto trovare nei 5 titolari.
Nota a margine le firme di giocatori di contorno come Alec Burks e Nerlens Noel, utili ad allungare le rotazioni e dare il messaggio che i Pistons comunque non renderanno la vita facile agli avversari. Ma a intrigare di più è quella dell’ex primo round Kevin Knox. Altro ex Knicks che non è mai riuscito ad esprimere il potenziale talento fatto vedere in NCAA e ora cerca fortuna a Detroit. Folle invece il rinnovo da 12 milioni l’anno per 3 anni dato a Marvin Bagley III, altro giocatore che dopo essere stato una top pick al draft non è riuscito a mantenere le attese. Ma ai Pistons sembra esserci spazio e un contratto per tutti…


