L’inizio della stagione 2022/23 si avvicina sempre di più e, come di consueto, è arrivato il momento delle annuali preview di inizio anno. Ci sono squadre che puntano al tanking sognando Victor Wembanyama, altre puntano a fare i playoffs e altre ancora al Larry O’Brien Trophy. Oltre queste, ecco quali, secondo noi, potrebbero essere le possibili sorprese di quella che speriamo possa essere una gran bella stagione NBA.
Toronto Raptors
La franchigia del Canada, i Toronto Raptors di Lowry, Casey, DeRozan, vogliosi dell’orgoglio di essere il nord!
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I Toronto Raptors sono pronti per la stagione 2022/2023 ma, a quanto pare, quando affronteranno degli avversari in possesso di frontcourt più ricchi, potrebbero apportare delle modifiche alla loro formazione, secondo quando riportato da Josh Lewenberg di TSN Sports.
Pascal Siakam, Scottie Barnes e OG Anunoby partiranno titolari nella maggior parte delle partite di regular season ma, a detta del capo allenatore Nick Nurse, ciò non vuol dire che “si debbano sempre schierare i cinque migliori”.
Coach Nurse ha poi aggiunto: “Vogliamo davvero che Scottie, Pascal oppure OG facciano da guardia ad un ottimo quintetto big già ad inizio partita? Non credo che lo vogliamo, quindi dovremo apportare delle modifiche o staranno solo 3 minuti in campo”.
Inoltre, coach Nurse potrebbe valutare i potenziali contributi offensivi un po’ più pesantemente quando si tratta di decidere a quale giocatore dare il quindicesimo posto nel roster, secondo quanto riportato da Michael Grange di SportsNet.ca.
A quanto pare, Justin Champagnie, D.J. Wilson, Josh Jackson e Gabe Brown sono i potenziali candidati.
Barnes ha infatti un po’ perso velocità, e il motivo è molto semplice.
Nelle ultime 3 settimane, prima dei training camp, è stato esonerato dagli allenamenti a causa di una leggera distorsione alla caviglia.
“Sta giocando con un po’ di fatica da recupero, e si nota” coach ha detto Nurse, come riporta Lewenberg. “Non credo abbia mostrato molto in preseason. Penso che sia solo un po’ indietro a livello di condizionamento e sensazioni. Dobbiamo continuare a lavorare per farlo sentire come se fosse lo stesso di prima”.
Intanto, il resto del team non sta riscontrando problemi e anzi, è più che pronto per la nuova stagione.
Fred VanVleet crede infatti che ci sia una buona chimica nello spogliatoio.
”Penso che si debba dare credito alla dirigenza e allo staff tecnico. Hanno il loro bel da fare per mettere insieme un team che funzioni prima ancora di entrare in campo” ha detto. “Penso che abbiamo fatto un buon lavoro per ricostruire la squadra. Ora sembriamo davvero i Raptors”.
Dopo aver visto le immagini dei workout esitivi dei suoi giocatori, Pascal Siakam in primis, coach Nick Nurse deve aver pensato: “E perché mai dovremmo andare a prendere Kevin Durant?“.
L’allenatore dei Toronto Raptors ha parlato del potenziale della sua squadra in vista della stagione NBA 2022\23, in occasione del toenro di golf di beneficienza da lui organizzato a Toronto. Nurse ha definito il suo gruppo “speciale”e ancora in grande crescita.
“Non vorrei esagerare e spingermi oltre, ma io in questo gruppo ci vedo qualcosa di speciale, che inizia ed asserlo. Ho visto tanti buoni segnali in termini di coesione del gruppo e fiducia“. E Nurse non ha voluto dimenticare nessuno del suo roster, dalle sar come Siakam e al giovane Preciuos Achiuwa fino ai “panchinari” ma non per questo meno importanti come Malachi Flynn, re dei tornei pro-am estivi, e Dalano Banton o Justin Champagnie.
“Siakam? L’ho visto e mi è sembrato spettacolare, il suo atletismo è elettrico, la sua concentrazione… si muove bene e senza fatica, è veramente in grandissima forma“. così Nurse.
Pascal Siakam continues to work on his long range game with Raptors development coach, Rico Hines ?
— ClutchPoints (@ClutchPointsApp) July 28, 2022
(via @pskills43/ IG) pic.twitter.com/VWweRQ1yey
Anche Precious Achiuwa ha impressionato in estate e sembra pronto a un altro salto dopo i segnali di crescita dello scorso anno: “Ha passato un’estate in cui è stato intenso, incredibilente motivato e concentrato (…) ma non è solo lui, avete visto Justin Champagnie? O Dalano Banton? Abbiamo dei giocatori che possono giocare più posizioni e mi piace che cosa stan diventando. Malachi Flynn mi ha fatto una grandissima impressione a Los Angeles, per lui sarà un anno importante per fare progressi, come aveva fatto l’anno scorso prima di farsi male“.
I Toronto Raptors saranno una delle squadre più interessanti della Eastern Conference, con Pascal Siakam, OG Anunoby, Fred VanVleet e Scottie Barnes, Gary Trent Jr e Precious Achiuwa. In estate durante la free agecy ha rinnovato il suo contratto Thaddeus Young ed è arrivato da Golden State un altro veterano come Otto Porter Jr per allungare le rotazioni, assieme a Chris Boucher, alta conferma.
I Raptors sono indicati come una delle squadre potenzialmente interessate a una trade per Kevin Durant, ma il potenziale di questo gruppo è tale che Toronto potrebbe non avere neppure bisogno di approfittare dell’occasione. A maggior ragione invece, se tra qualche settimana e con l’inizio della stagione, giocatori come Anunoby, Trent o Siakam dovessero confermare e migliorare quanto di buono fatto lo scorso anno, il loro valore di mercato potrebbe crescere ancora e redere più facile un’eventuale trade.
Non solo Miami e Knicks, altre cinque squadre interessate a Donovan Mitchell
Scritto da Loris Corvino
Sempre più folta la lista di squadre interessate a Donovan Mitchell. La star degli Utah Jazz sarebbe infatti finita nel mirino di ben sette franchigie. Heat e Knicks state le prime ad esprimere interesse per il numero 45 degli Jazz, ma la lista sembra si stia decisamente allungando. La guardia è una delle stelle delle lega, e potrebbe presto cambiare aria, complice la scelta dei Jazz di mettere in piedi una ricostruzione totale, ripartendo solo dai giovani, e cercando di monetizzare al massimo i giocatori di livello del roster. Così dopo Gobert, probabilmente sarà il turno di Mitchell di lasciare Salt Lake City.
Andiamo a vedere chi, oltre a Heat e Knicks, segue il ragazzo con la numero 45 di Utah.
Le altre squadre interessate a Donovan Mitchell
Come riportato da Shams Charania di The Athletic alla concorrenza si sarebbero aggiunte anche: Washington Wizards, Toronto Raptors, Charlotte Hornets, Sacramento Kings e Atlanta Hawks.
Al momento i New York Knicks sono considerati i favoriti nella corsa alla guardia ex-Louisville, in virtù delle numerose scelte al draft a loro disposizione. Tuttavia le trattative non sembrano decollare, ma anzi sembrano procedere decisamente a rilento. La partita resta dunque decisamente aperta, e con l’arrivo di altre squadre interessate le carte potrebbero rimescolarsi.
Ricordiamo che gli Utah Jazz non hanno mai aperto ufficialmente ad una trade per Mitchell, né tantomeno il giocatore ha mai richiesto di essere scambiato. Tuttavia in seguito alla trade di Gobert diversi insider hanno riportato un atteggiamento di apertura da parte di Utah, che sembra ora quantomeno disponibile ad ascoltare offerte per la propria stella.
Con il termine della stagione regolare si aprono, come di consueto, la free agency e la Summer League. Se la Summer League sta mettendo in mostra i migliori prospetti che la NBA ha a disposizione, la free agency vede molti giocatori affermati cambiare casacca o chiedere comunque uno scambio. Fra questi vi è l’ala dei Brooklyn Nets Kevin Durant, pronto a cambiare squadra. Fra le franchigie più interessate a lui ci sono anche i Toronto Raptors, volenterosi di migliorare i risultati della stagione scorsa.
I Raptors però non sarebbero disposti a inserire il rookie of the year 2022 Scottie Barnes come contropartita tecnica, chiudendo nei fatti la trattativa. Wojnarowski ha aggiunto che è probabile che i colloqui intorno a Durant continuino anche dopo la Summer League. I Nets non scendono a compromessi per Durant, che la scorsa stagione ha tenuto una media di 29,9 punti a partita con il 51,8% dal campo.
Wojnarowski ha poi spiegato: “Il prezzo richiesto dai Nets per Kevin Durant rimane alto. Stanno cercando di convincere le squadre a raggiungere quel prezzo, il che vuol dire scelte al draft e giocatori All-Star. Vogliono un ritorno non solo economico ma che parli anche della statura di Kevin Durant, della sua carriera: ha sì 34 anni ma è un giocatore con quattro anni di contratto. Non devono avere fretta per fare un affare. Hanno il tempo dalla loro parte”.
I Raptors non sarebbero dunque pronti a sacrificare la quarta scelta al draft NBA 2021 per arrivare al bicampione NBA dei Brooklyn Nets. Barnes ha giocato 74 partite la scorsa stagione, con una media di 15,3 punti, 7,5 rimbalzi e 3,5 assist a partita, statistiche che gli hanno permesso di concorrere al premio di Rookie of the Year e vincerlo.
Ieri sera si è svolto il draft NBA 2022. A differenza degli altri anni, questa volta le scelte sono state 58, a causa delle seconde perse da Milwaukee e Miami per tampering. Oltre ai 58 ragazzi scelti, nella bozza erano presenti anche tanti ragazzi molto interessanti non chiamati, il quale reclutamento ha movimentato la situazione post draft.
Tra gli undrafted più interessanti è giusto citare Collin Gillespie (Denver), Kenneth Lofton (Memphis), Johnny Juzang (Utah), Dereon Seabron (New Orleans), Alondes Williams (Brooklyn), Justin Lewis (Chicago), Michael Devoe (Los Angeles sponda Clippers) e Cole Swinder (Los Angeles lato Lakers).
Presenti al draft, ma non scelti, anche 2 figli d’arte come Scotty Pippen Jr e Ron Harper Jr (i quali genitori anche giocato e vinto insieme a Chicago). Il primo è stato messo sotto contrato da i Lakers che non si sono fatti scappare il grande nome non selezionato, ma il vero colpo lo hanno fatto i Raptors prendendosi il secondo.
Ron Harper Jr., — out of Rutgers and Don Bosco Prep — has agreed on a two-way deal with the Toronto Raptors, source tells ESPN.
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) June 24, 2022
Di padre in figlio, il talento non è quello di Ron senior, ma c’è del potenziale
Ron Jr è nato il 12 aprile 2000 a Paterson, nel New Jersey, mentre suo padre giocava per i Los Angeles Lakers (con cui ha vinto 2 titoli). Curiosamente, però, ad allenare il ragazzo è sua madre, Maria, a sua volta giocatrice di basket. Fin da bambino ha giocato per il Ring City Basketball, un programma di proprietà dei suoi genitori, dimostrando fin da piccolo che il DNA cestistico dei suoi era presente. Alle high school ha frequentato la Don Bosco Preparatory High School, portandola a vincere il suo primo titolo in 47 anni nella stagione da junior. L’anno dopo migliora ancora, viaggia ad una media di 20.8 punti e 3.9 rimbalzi a partita e vince il secondo campionato statale non pubblico consecutivo.
Entra al college come prospetto 4 stelle scegliendo l’università di Rutgers. Dopo un discreto primo anno, lavora sul suo fisico, e da sophomore si vedono netti miglioramenti. Il grande salto, però, arriva al terzo anno dove da leader indiscusso porta i suoi al loro primo torneo NCAA negli ultimi 30 anni. Si ripete da senior portando a casa anche 2 successi personali: il buzzer beater da metà campo per dare agli Scarlet Knights la loro prima vittoria su una squadra n.1 del ranking (Purdue) e la nomina nel Second Team All-Big Ten.
Ron Harper Jr, sarà lui il prossimo diamante nascosto scoperto dai Raptors?
Ron Harper Jr è scorer puro che gioca nel ruolo shooting guard/small foward. Ottimo gestore di palla, sa creare per se ma anche discretamente per gli altri. Nel corso degli anni ha lavorato molto sul tiro, specialmente quello perimetrale, passando dal 27.8% del primo anno al 39.8% dell’ultima stagione.
Le sue medie dicono di un giocatore da 15.8 punti, 5.9 rimbalzi, 1.9 assist e 1 rubata. In attacco è molto abile, mentre in difesa ha grosse lacune. Più nella difesa di squadra che nel 1 vs 1, dove sfrutta un fisico possente e una maggiore altezza (soprattutto quando gioca contro i 2). Un po’ di G-League e di gavetta con i Raptors potrebbero essere la ricette giusta per rivelarsi una perla nascosta di questo draft. Anche se visto la famiglia e l’hype che c’era in torno a lui fin da piccolo dire più smarrita che nascosta.
Ron Harper Jr. is one of the newest members of the Toronto Raptors.
— Daniel Fanone (@DanielFanone31) June 24, 2022
In his senior season, Harper Jr. averaged:
15.8 PPG
5.9 RPG
1.9 APG
44.2% FG
39.8% 3P
Harper Jr. shoots the three extremely well, he's a great scorer that was the focal point of the Rutgers O this season. pic.twitter.com/12IST8l403
Mercato NBA, i Trail Blazers interessati ad acquisire anche OG Anunoby
Scritto da Mario Alberto Vasaturo
I Portland Trail Blazers hanno concluso la stagione appena trascorsa con un record di 27-55. La squadra dell’Oregon ha affrontato un’annata particolarmente travagliata, considerando il trasferimento di McCollum ai Pelicans e l’infortunio all’addome di Damian Lillard. Quest’ultimo infatti ha giocato soltanto 29 partite in stagione. La dirigenza di Portland in questa off-season ha però già dimostrato di volersi preparare bene per la prossima stagione. Da qualche giorno infatti è stata ufficializzata la trade che ha portato Jerami Grant a Portland, ma secondo alcuni rumors, i Trail Blazers starebbero puntando anche a OG Anunoby.
Secondo Chris Hayes, di Yahoo Sports, Portland potrebbe rinunciare alla scelta numero 7 del Draft in un potenziale scambio. In un rapporto dello scorso mese infatti, sarebbe emerso che Anunoby avrebbe perso più possessi da quando Scottie Barnes, rookie of the year, ha iniziato a prendersi più responsabilità. Tuttavia, Anunoby non avrebbe comunque chiesto esplicitamente di essere ceduto.
Il 24enne dei Raptors è oggettivamente protagonista di un grande percorso di crescita negli ultimi anni. Ha appena concluso la sua migliore stagione sotto il punto di vista realizzativo, accumulando 17,1 punti di media in 48 partite. Ha anche ottenuto un career-high per assist a partita (2,6) e per tiri presi (14,5), anche da tre punti (6,6). Inoltre nella metà campo difensiva si è sempre dimostrato un giocatore versatile in grado di marcare molti giocatori grazie al suo atletismo e fisicità.
OG Anunoby sarebbe un altro solido elemento per la squadra di Chauncey Billups, che spera in un’inversione di marcia dopo l’ultima stagione. L’ala dei Raptors ha a disposizione altri due anni di contratto garantiti, più una player option da $ 19,9 milioni per il 2024/25.
Mercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA, National Basketball AssociationToronto Raptors
Fred VanVleet: “Fiducioso che riusciremo a trovare accordo per il rinnovo”
Scritto da Filippo Beltrami
Reduce dalla prima convocazione ad un All-Star Game, Fred VanVleet è ora eleggibile per un’estensione contrattuale quest’estate. In un’intervista ad Adam Laskaris del Daily Hive, il giocatore dei Toronto Raptors si è detto fiducioso riguardo al raggiungimento di un accorso tra le due parti. “Non sono molto preoccupato riguardo alla situazione del mio contratto. Quello è solo l’aspetto commerciale e io sono sono fiducioso che riusciremo a trovare un accordo.” Nel caso il prodotto di Wichita State dovesse decidere di esercitare l’opzione giocatore da 22.8 milioni, sarebbe eleggibile per un triennale da 89 milioni di dollari. Nel caso invece decidesse di non esercitare l’opzione giocatore, il suo nuovo contratto potrebbe essere un quadriennale da 114 milioni di dollari.
Fred VanVleet giura amore eterno ai Raptors: “Mi piacerebbe trascorrere tutta la mia carriera qui.”
VanVleet ha speso tutte e 6 le sue stagioni in Canada ed è reduce dalla miglior stagione della carriera in cui ha viaggiato a 20.3 punti, 4.4 rimbalzi e 6.7 assist di media a partita. Ciò nonostante, spera che questo possa continuare fino alla decisone di appendere li scarpini al chiodo. “Amo essere un Raptor. Mi piacerebbe trascorrere tutta la mia carriera qui. Ho un grande rapporto con la città, la franchigia, la proprietà e la dirigenza. È come essere in paradiso per me.” Sfortunatamente per lui, i problemi al ginocchio e all’anca (e il COVID) gli hanno impedito di rendere come nella prima parte della stagione. In più, sempre per colpa degli infortuni, è stato costretto a giocare solamente 14 minuti in gara 4 e a saltare le due successive gare della serie contro i Philadelphia 76ers.
“Ero un po’ giù per il modo in cui è finita la stagione e ovviamente perché mi sono fatto male. Ora, la priorità numero uno è prendermi cura del mio corpo. Quando vado in campo e mi sento bene, e il mio corpo si sente forte e veloce, penso di essere uno dei migliori giocatori della lega. Quindi devo trovare un modo per mantenere e sostenere il mio corpo il maggior tempo possibile.”
OG Anunoby, al suo 4o anno in NBA, è diventato ormai un pezzo importante dei Toronto Raptors. L’ala piccola ha ancora un anno garantito di contratto a 18 milioni di dollari e una player option per il 2023/24. Adesso Anunoby è al centro di molte voci di mercato che lo porterebbero lontano dal Canada.
Il campione NBA 2019 si è caricato infatti sempre più responsabilità e quest’anno è arrivato a registrare 17 punti e 5 rimbalzi di media, attirando l’attenzione di molte squadre. I Denver Nuggets sono tra queste, secondo il reporter Matt Moore di Action Network.
I Nuggets hanno rinunciato a due future scelte al primo round e quattro al secondo round senza acquisire scelte extra negli ultimi anni. Tuttavia, Anunoby può essere una scelta azzeccata per i Nuggets, dal momento che è un ottimo difensore, versatile e migliora in attacco di anno in anno.
Fonti della Lega al di fuori di Denver dicono che Will Barton e Monte Morris potrebbero fare da pedine di scambio quest’estate. Lo stipendio in scadenza di 14.375.000 di Barton nel 2022/23 potrebbe teoricamente funzionare in una trade per Anunoby, che, come detto sopra, ha un contratto che si avvicina a quello di Barton. I Raptors in cambio però chiederebbero almeno Bones Hyland e una prima o seconda scelta insieme a Barton, supponendo che Toronto sia davvero interessata
I Nuggets hanno la seria intenzione di costruire una squadra attorno a Jokic che possa fare da contender. Jamal Murray, pedina fondamentale dei Nuggets, sta recuperando dal suo infortunio al crociato. Michael Porter Jr. invece ha giocato solo 9 partite in questa stagione, dopo aver affrontato un altro intervento chirurgico alla schiena.
Calvin Booth, nuovo GM dei Nuggets dopo la partenza di Tim Connelly, avrà il compito di fare i giusti innesti per una squadra con molto talento, a cui basta poco per arrivare più in fondo di quanto fatto nelle ultime stagioni.
Mentre i Golden State Warriors e i Boston Celtics sono in procinto di giocarsi le Finals, l’offseason continua per tutte le altre squadre NBA, che stanno preparando le loro mosse di mercato di quest’estate.
E, proprio a proposito di ciò, uno dei nomi più intriganti per quanto riguarda i rumors nella lega è quello di OG Anunoby.
Dopo la trade deadline, secondo quanto riportato, i Toronto Raptors hanno fatto capire alle altre squadre della lega che Anunoby, Scottie Barnes, Pascal Siakam, Fred VanVleet, Gary Trent Jr e Precious Achiuwa fossero praticamente intoccabili a livello commerciale. Ma, dopo la grande stagione di Scottie Barnes (nominato anche Rookie of the Year), è circolata la voce che Anunoby sia diventato insoddisfatto del suo ruolo nella squadra, non essendo uno dei principali ball-handler nell’attacco di Nick Nurse.
Inoltre, Toronto vorrebbe anche prendere un buon centro titolare. L’idea iniziale della scorsa estate era Jarrett Allen, poi a febbraio sono stati presi in considerazione Myles Turner, Domantas Sabonis e Jakob Poeltl. Dunque, l’aggiunta a roster di un centro di questo calibro richiederebbe che i Raptors sacrifichino certamente uno di quei 6 giocatori, anche se apparentemente intoccabili.
The word surrounding OG Anunoby’s trade candidacy, featuring Portland and Utah; New York’s options at point guard if they do strike out on Jalen Brunson, latest coaching intel from Charlotte, and more @BR_NBA: https://t.co/Tbr8q0GRRd
— Jake Fischer (@JakeLFischer) May 31, 2022
Dunque, secondo Jake Fischer di Bleacher Report, quello di Anunoby dei Raptors potrebbe essere uno dei nomi di punta di quest’estate. In particolare, Utah e Portland sembrano essere le destinazioni più probabili per l’ala.
I Raptors potrebbero infatti volere Rudy Gobert come centro, e Utah vorrebbe invece migliorare le sue opzioni per quanto riguarda le ali. Lasciar andare Gobert sarebbe inoltre la strada più efficace per migliorare tutti i problemi della guardia sul perimetro dei Jazz. Per eguagliare il salario del francese, Toronto offrirebbe quindi Trent Jr insieme a Anunoby, anche se ciò significherebbe separarsi da uno degli unici tiratori esterni affidabili della squadra.
I Blazers potrebbero invece includere la settima scelta al draft per aggiungere un veterano (come Anunoby oppure Grant) a Damian Lillard, e potrebbero anche cercare di creare spazio salariale per ottenere un free agent con il massimo stipendio, come ad esempio Zach LaVine. E’ da considerare però il fatto che Portland vorrebbe garantire i 12.9 milioni di dollari a Josh Hart per la prossima stagione, e ciò annullerebbe movimenti in free-agency. Inoltre, Toronto richiederebbe molto di più di Hart e della settima scelta per Anunoby.
Utah Jazz pronti alla rivoluzione? Gobert attenzionato dai Toronto Raptors
Scritto da Alessio Modarelli
Il tramonto è calato anzitempo a Salt Lake City, il sipario dei playoffs si è chiuso ancora una volta prematuramente per gli Utah Jazz, eliminati per 4-2 da Dallas.
È tempo dunque di interrogativi, di risposte circa il futuro di una franchigia che rischia seriamente di arenarsi nella categoria dell’eterna incompiuta:bella nella stagione regolare, fioca nella post season.
Per il gm Justin Zanik si aprono allora due strade da percorrere. La prima vede un taglio netto con il passato, e l’avvio di un processo di rebuilding con inevitabile separazione dal duo “storico” Mitchell-Gobert. L’altra opzione sul tavolo è più leggera, ma non avara di rischi: aggiustare il supporting cast e presentarsi ai nastri di partenza nuovamente per tentare l’assalto all’élite della Western Conference.
Intanto oltreoceano, voci di corridoio trapelano importanti novità sul futuro di Rudy Gobert . Secondo Dough Smith del Toronto Stars, i Raptors avrebbero messo gli occhi sul centro francese, individuato dai dirigenti canadesi come il profilo ideale per agguantare il salto di qualità.
La squadra dell’Ontario è reduce da una stagione sopra le aspettative, un gruppo ben oliato composto da alcuni veterani e giovani di belle speranze, tra cui il rookie of the year Scottie Barnes.
Nick Nurse ha dato un gioco solido e organizzato, fondato su l’intercambiabilità e duttilità dei suoi uomini, che hanno però pagato dazio nell’assenza di un vero e proprio lungo, vero punto debole del roster.
Qualora dovesse andare in porto l’operazione, Toronto avrebbe tra le mani una gemma sul fronte difensivo, controbilanciata però da un fase offensiva limitata al gioco in area e inesistente nelle conclusioni da oltre l’arco.
In aggiunta i Raptors dovrebbero mettere sul tavolo una selezione di giocatori e scelte, unite all’ inevitabile appesantimento del cap salariale.
Lo scenario più verosimile vedrebbe il sacrificio di Pascal Siakam, pupillo di Nurse e volto immagine della franchigia, che andrebbe a costituire la base di ripartenza di un nuovo progetto degli Utah Jazz.
A gettare ulteriore acqua sul fuoco , ci sono le recenti dichiarazioni del presidente Masai Ujiri, che insiste sulla necessità di proseguire il processo avviato l’anno passato, puntando a costruire in casa giocatori determinanti, piuttosto che tentare la fortuna in avventati scambi di mercato.
“Il nucleo è il nucleo e, salvo infortuni e altre cose che potrebbero ostacolare il nostro percorso lungo la strada , sentiamo che ci sarà una crescita interna perché Precious Achiuwa non sarà lo stesso giocatore dell’anno scorso, né Chris Boucher, né Malachi Flynn. Penso che giocatori come Dalano Banton, Justin Champagnie, faranno un salto, miglioreranno. Anche a loro deve essere data un’opportunità, perché se chiamiamo il nostro un programma di sviluppo dovremo dare opportunità anche a questi ragazzi”.
I 76ers dominano in gara 6, Raptors KO. Harden, “Non esisteva andare a gara 7”
Scritto da Michele Gibin
E’ durata un tempo la resistenza dei rimaneggiati Toronto Raptors, in gara 6 della serie di primo turno contro i Philadelphia 76ers, prima che Joel Embiid e compagni prendessero il controllo completo della partita.
La sfida della ScotiaBank Arena si risolve in una vittoria larghissima per i Sixers, un 132-97 frutto di un terzo periodo dominato per 37-17 che succhia tutta l’energia residua ai giocatori di coach Nick Nurse. Raptors che nel primo tempo, guidati nel tabellino da Chris Boucher (19 punti in 24 minuti) e Pascal Siakam, avevano fatto vedere di credere davvero alla possibilità di forzare una gara 7.
Non che i 76ers avessero concesso troppo, in realtà. James Harden ha accolto l’invito dopo gara 5 di Embiid a essere “più aggressivo” e sin dalla palla a due cerca sempre di andare al ferro, si guadagna subito 6 tiri liberi e con i suoi assist innesca Danny Green, Tyrese Maxey e Tobias Harris. Il Barba gioca una delle migliori closeout games della sua carriera ai playoffs e termina con 22 punti, 15 assist, 7 su 12 al tiro e sole 3 palle perse, e un gargantuesco +38 di plus\minus in 42 minuti.
A Harden il merito di tracciare il solco di gara 6 per i Sixers, che nel primo tempo propongono ai Raptors una difesa a zona che Toronto buca dalla media distanza con Siakam, Scottie Barnes e Boucher e fiondandosi a rimbalzo d’attacco. Un gioco dispendioso e fatto di tiri a bassa percentuale, su cui Philadelphia scommette ancora, e a ragione, nel secondo tempo.
Senza Fred VanVleet KO, e passata l’adrenalina del primo tempo, i padroni di casa vengono sfidati al tiro e non segnano mai, con Barnes, Siakam, persino con Gary Trent Jr, Phila si sistema a rimbalzo con Embiid e un ottimo Tobias Harris e può correre in transizione con Harden e soprattutto con Tyrese Maxey. Per l’ex Kentucky saranno 25 punti con 8 assist e 5 triple, e una doppia doppia da 19 punti e 11 rimbalzi per Harris.
I 76ers vanno avanti per 92-70 a metà terzo quarto e gara 6 si spacca, Toronto non ha più le forze per ritornare sotto.
Alla fine della partita, James Harden spiega la determinazione dei suoi: “Non volevamo assolutamente tornare a Philadelphia per gara 7“. Doc Rivers, che ha scacciato i fantasmi di un’altra rimonta da un vantaggio di 3-1, spiega invece come la sua squadra fosse “satura” di spiegazioni e piani partita, e volesse solo chiudere il discorso. “Il nostro shootaround era stato un disastro, i ragazzi non ne potevano più di sentire cose che già sapevano benissimo, erano già pronti per giocare e determinati. Cosa gli ho detto? Che era la partita più importante dell’anno per noi, e che non c’era più da scherzare“.
“Con tutto il bene che vogliamo ai nostri tifosi, non esisteva che tornassimo a Philadelphia per gara 7. La volevamo chiudere qui“, così invece Harris “Ci saranno altre partite“, e per la precisione (almeno) gara 3 e 4 della serie di semifinale di conference contro i Miami Heat.
“Oggi ho voluto scendere in campo più aggressivo“, ancora James Harden “Avevamo sprecato già troppe occasioni per chiudere la serie. Non volevo solo segnare ma dettare il ritmo, distribuire il pallone e attaccare il canestro“. Harden ha aperto la sua gara 6 con un’insolita – per lui – schiacciata dopo aver battuto Trent Jr, un altro segnale delle “cattive” intenzioni dell’ex Brooklyn.
Joel Embiid, ancora alle prese con l’infortunio alla mano destra, ha segnato 33 punti con 10 rimbalzi e 12 su 18 dal campo, per Danny Green 4 su 7 da tre punti per 12 punti.

