Se di prospetti molto alti, con molto potenziale, grandi difensori e con un fisico abbastanza gracile ne è appena entrato uno nella NBA, non bisogna però dimenticarsi anche di quelli che ci sono già. Uno di questi è sicuramente Chet Holmgren. La seconda scelta del draft del 2022 ha saltato tutta la scorsa stagione per colpa di un infortunio al piede destro e nel suo ritorno al basket giocato, ha fatto capire che vuole esserci anche lui tra i candidati per il premio di matricola dell’anno. Nella prima partita della Summer League di quest’anno, Holmgren ha finito la gara con 15 punti, 9 rimbalzi e 4 stoppate nella vittoria dei suoi Oklahoma City Thunder sopra i padroni di casa degli Utah Jazz.
Essendo stata la prima vera partita giocata dal prodotto di Gonzaga in 11 mesi, è normale che si sia intravista ancora un po’ di insicurezza, soprattutto nel primo quarto della partita. “L’ultima cosa che volevo fare era uscire fuori ed essere timido. Io invece volevo uscire fuori ed essere subito aggressivo e avere un impatto sulla gara,” ha detto Holmgren. “Ovviamente questo non vuol dire che non si possa fare degli errori o sbagliare neanche un tiro. Fa parte del gioco. Che tu abbia giocato cento partite senza mai sbagliare o che tu abbia saltato tutta la stagione, è normale sbagliare. E io devo imparare da questa esperienza.” Il nativo di Minneapolis si riferisce al fatto di aver finito il primo quarto senza punti, facendo airball su un appoggio a canestro e sbagliando malamente un paio di tiri.
Il secondo quarto è stato il punto di svolta per Chet Holmgren
Holmgren ha però ritrovato il ritmo partita nel secondo quarto, segnando 10 punti e tirando 5 su 7 dal campo. Il vero impatto è però arrivato nella metà campo difensiva. Oltre alle quattro stoppate, la sola presenza del ragazzo di 2.16 metri bastava per intimidire gli avversari. “Rende la protezione del ferro molto semplice,” ha detto il suo compagno di squadra Jalen Williams. “Da a tutti più confidenza nell’impegnarsi e marcare meglio il proprio avversario. Penso che faccia anche un ottimo lavoro sotto canestro. Rende le cose più facili anche a noi.” Al suo arrivo nella lega Chet Holmgren pesava poco più di 88 kg. Prima della partita contro i Jazz, il suo peso ufficiale parlava di 94.3 kg. Nonostante sia ancora pochino per un giocatore della sua taglia, un’aggiunta di peso era sicuramente quello che gli serviva per poter competere contro i lunghi moderni.
Con l’arrivo nella lega di Victor Wembanyama in primis e Scoot Henderson poi, in molti si sono dimenticati dell’esistenza di quello che era uno dei candidati al premio di Rookie of the Year già lo scorso anno. “Il piede lo sento bene,” ha detto Holmgren. “È come se non mi fossi mai infortunato. A questo punto, se per caso dovessero togliermi la memoria, non saprei dirvi dell’infortunio, a parte le cicatrici per l’operazione. Ma dal punto di vista della condizione, ci sono un milione di ostacoli che devi superare nel processo per tornare a giocare. Non potendo giocare una partita per un anno, è davvero dura testare e vedere a che punto sei.”

